Il magistrato Angelo Giorgianni in qualità di Segretario generale dell’Organizzazione Mondiale per la Vita e di Presidente dell’associazione L’Eretico, ha inviato, tramite email PEC alla Corte Penale Internazionale (ICC), l’annunciata denuncia in relazione ai crimini contro l’umanità che sarebbero stati commessi da vari governi nazionali e soprattutto da quello italiano. Nell’atto di accusa vengono illustrate innumerevoli gravissimi disagi arrecati dalle misure di restrizione della libertà corroborati da una vasta letteratura scientifica che occupa ben 20 pagine delle 37 del documento: cure sanitarie interrotte per malattie gravi differenti dal Covid-19 (per disposizione degli ospedali o rinuncia degli interessati per paura del contagio); disturbi psichici negli adulti, con incremento di abusi di droga e psicofarmaci, apatia e depressione per la mancanza di una progettazione del futuro derivante dalla continua chiusura delle attività commerciali, pubbliche e scolastiche; disagi psichici nei bambini con incremento di casi di bullismo e autolesionismo.
Ecco i passi salienti del documento
“Avevamo ritenuto prudente e rispettoso per l’Istituzione Giudiziaria mantenere riservato il documento in quanto appena depositato al procuratore generale del Tribunale dell’Aja, ma l’attacco mediatico di cui siamo stati oggetto proprio il giorno successivo all’invio dell’esposto, rende a questo punto indispensabile che chiunque ne conosca i contenuti per farsi una propria idea sulla gravissima e delicata questione” ha spiegato ieri in un altro comunicato ufficiale dell’Organizzazione Mondiale (OMV) per la Vita il dottor Giorgianni.
“Gent. ma Sig.ra Fatou Bensouda, Procuratore della Corte Penale Internazionale, Vi esortiamo vivamente a considerare la dichiarazione di lockdown e tutte le misure correlate (obbligo di mascherina, allontanamento sociale, chiusure continue di scuole, aziende, bar, ristoranti, palestre, musei, teatri e altro) un crimine contro l’umanità. I costi economici, umani, psicologici e sociali di queste politiche sono notevolmente superiori alla loro efficacia nel salvare vite umane e ridurre la diffusione del virus” si legge nel testo dell’esposto al Tribunale de L’Aja (in originale in inglese).
“Le misure di lockdown e tutte quelle connesse – se adottate per periodi di tempo prolungati e indefiniti, ben oltre la fase di emergenza sanitaria, in modo da rischiare di distorcere l’essenza stessa delle società (e questo è il caso) – sono un crimine contro l’umanità in quanto costituiscono reati di reclusione, tortura e sono atti che provocano grandi sofferenze alla salute mentale e fisica (art. 7 dello Statuto di Roma)“.
Il dottor David Nabarro, inviato speciale dell’OMS per Covid-19, ha affermato questo dei lockdown in ottobre: “Noi dell’Organizzazione mondiale della sanità non sosteniamo i lockdown come mezzo principale di controllo del virus. (…) guardate solo cosa è successo all’industria del turismo… guardate cosa sta succedendo ai piccoli agricoltori. (….) Sembra che il prossimo anno potremmo raddoppiare la povertà nel mondo. Potremmo avere almeno un raddoppio della malnutrizione infantile. (…) Questa è una terribile, orribile catastrofe globale” viene evidenziato nella denuncia di Giorgianni in buona parte basata sul libro Strage di Stato scritto insieme al medico legale Pasquale Bacco, fondatore dell’Associazione L’Eretico e componente del Comitato Scientifico di OMV. Ma soprattutto nel dossier si mette in evidenza che la pericolosità del virus SARS-CoV-2, ora che sono state individuate le terapie idonee purtroppo a lungo ignorate dai protocolli ministeriali in precedenza, è meno elevata, avendo una bassa letalità e mortalità. Ma si rimarca pure che i lockdowns, secondo molti esperti, potrebbero essere addirittura controproducenti nel contrasto della malattia.
Il tasso di mortalità dell’infezione
“Il tasso di mortalità dell’infezione sembra essere più o meno lo stesso dell’influenza, ma non abbiamo mai introdotto queste misure drastiche prima, quando abbiamo avuto pandemie influenzali. La Banca Mondiale ha appena stimato che la pandemia del Corona ha causato un aumento di circa 100 milioni di persone che vivono in estrema povertà. Questo non è a causa di COVID-19. È a causa delle misure draconiane che abbiamo introdotto – riferisce ancora l’esposto – Durante questa lunga emergenza, il presunto antidoto è stato spesso più dannoso della malattia stessa. La realtà è che Covid rappresenta un piccolo pericolo per la stragrande maggioranza delle persone di età inferiore ai 60 anni, eppure l’intera nostra società è stata sconvolta da una risposta esagerata. E le cicatrici dureranno per molti anni”.
“Molti studi internazionali confermano che i lockdowns si sono dimostrati un completo fallimento come misura di salute pubblica per contenere un virus respiratorio. I lockdowns erano esplicitamente sconsigliati anche per i focolai virali respiratori gravi in tutta la pianificazione pandemica prima del 2020, compresi quelli approvati dall’OMS e dal Dipartimento della Salute. Le ragioni per ignorare le politiche esistenti e adottare misure senza precedenti sembrano essere state il panico suscitato dai media, una riluttanza a fare le cose in modo diverso dai paesi vicini e la ferma convinzione un unico modello matematico, che negli ultimi tempi si è rivelato estremamente impreciso”.
Il professor Anthony Brookes, presso il Dipartimento di genetica e biologia del genoma, Università di Leicester, ha avvertito che i lockdown, test di massa e sistemi di tracciamento e tracciamento agiscono insieme per ostacolare la diffusione lieve o asintomatica, fornendo un vantaggio relativo innaturale ai ceppi più virulenti.
L’architettura del lockdown fondata sul tampone
“L’intera architettura del lockdown sembra quindi poggiare su due “pilastri”: il numero di positivi identificati dalla PCR e dai test antigeni e la trasmissione asintomatica del virus. Gli studi che abbiamo prodotto dimostrano che né i tamponi possono essere considerati strumenti diagnostici affidabili né le persone asintomatiche trasmettono il virus (o lo trasmettono molto raramente da non avere praticamente alcun impatto nel grande schema). Una massiccia campagna di test covid è in corso non solo in Italia, ma in tutto il mondo, che costa miliardi di dollari ai paesi. Ma sempre più esperti affermano che l’uso improprio dei test PCR si traduce in un vasto numero di falsi positivi“. E’ la cruda rivelazione contenuta nell’esposto dell’Organizzazione Mondiale per la Vita.
“Per quanto riguarda la questione dei positivi asintomatici, ovvero la maggioranza delle persone che sono venute a contatto con il virus Sars-CoV-2, dobbiamo dire che la seconda fase della pandemia è stata gestita partendo dal presupposto che i “positivi asintomatici” erano contagiosi – rimarca ancora l’accusa di OMV – Tuttavia, l’8 giugno, l’epidemiologa Maria Van Kerkhove, capo del team tecnico dell’OMS anti- Covid-19, ha descritto la trasmissione asintomatica come “molto rara”. Sebbene aspramente criticata, questa affermazione è stata confermata da diversi studi, tra i quali citiamo quello pubblicato il 20 novembre 2020 dalla rivista “Nature”, che riporta i risultati di uno screening per infezione da SARS-CoV-2 condotto nel post -blocco nella città di Wuhan (tra il 14 maggio e il 1 giugno 2020), a cui hanno partecipato 9.899.828 persone”.
“Almeno per tutti i mesi di gennaio e febbraio, quindi, la tutela delle persone a rischio non appare tra le priorità del Governo. Questa impreparazione è riconducibile sia ad una iniziale sottovalutazione del rischio rappresentato da Sars-cov-2 per anziani e vulnerabili (sottostima derivante anche da una contraddittoria comunicazione dell’OMS), sia al mancato aggiornamento del Piano nazionale pandemico, datazione indietro al 2006” scrive ancora Giorgianni.
Inoltre l’esposto smonta, con molteplici citazioni scientifiche, l’ennesimo tabù: “L’obbligo della mascherina è anch’esso un trattamento inumano e degradante (data la natura coercitiva del provvedimento), e costituisce anche un rischio per la salute psicofisica, come affermato in alcuni degli studi prodotti, peraltro in assenza di forti evidenze scientifiche sull’efficacia di dispositivi di protezione individuale nel contenere la trasmissione di Sars-cov-2“.
“Impedire alle persone di vedersi liberamente, di stare insieme, socializzare, impedire a bambini e adolescenti di andare a scuola, fare sport e trascorrere del tempo insieme causano grandi sofferenze alla loro salute mentale. Inoltre, l’isolamento sociale è riconosciuto come fonte di malattia fisica e morte prematura” e rappresenta un “un rischio che può rivaleggiare con quelli del fumo, dell’obesità e dell’inattività fisica. L’isolamento sociale è associato a un aumento di circa il 50% del rischio di demenza. Scarse relazioni sociali (caratterizzate da isolamento sociale o solitudine) sono associate a un aumento del 29%
del rischio di malattie cardiache e un aumento del 32% del rischio di ictus. La solitudine è associata a tassi più elevati di depressione, ansia e suicidio”.
Dichiarare i lockdown crimini per evitare la vaccinazione forzata
“Dichiarare lockdown e misure connesse a tutti un crimine contro l’umanità è, a nostro avviso, l’unico modo per fermare il crimine stesso prima che sia troppo tardi per limitare i danni e impedire che queste politiche vengano implementate nuovamente in futuro per far fronte a nuove pandemie” conclude il magistrato Giorgianni.
“Dichiarare un crimine contro l’umanità i lockdown e tutte le misure connesse servirà anche a impedire ai governi di introdurre la vaccinazione forzata, sia direttamente che indirettamente, attraverso l’implementazione di passaporti di vaccinazione o certificati simili volti a limitare le libertà fondamentali di coloro che decidono di non ottenere vaccinato contro il covid-19, data la bassa letalità della malattia, la natura sperimentale dei vaccini stessi o per qualsiasi altro motivo personale. Il Consiglio d’Europa ha già emesso una risoluzione contro ogni forma di obbligo di vaccinazione. Tuttavia, diversi governi europei, compreso quello italiano, stanno valutando l’idea di passaporti vaccinali per viaggiare liberamente
nel continente”.
“Inoltre, il discorso politico e pubblico sui vaccini è segnato da una violenta stigmatizzazione di chi rifiuta l’iniezione. Tutto ciò suggerisce uno scenario futuro di possibile persecuzione o esclusione dalla vita pubblica dei non vaccinati. La storia insegna che i passaporti o le carte d’identità che discriminano i “buoni” dai “cattivi” e l’ostracismo pubblico di quelli “cattivi” possono preludere a enormi atrocità”.


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