Meno tempeste di grandine ma chicchi più grandi: il cambiamento climatico modifica i rischi meteorologici estremi in Europa. Lo studio

Uno studio ha analizzato i futuri cambiamenti nella grandine intensa in Europa, inclusa l'emergenza regionale di temporali di tipo caldo: ecco i risultati

Un nuovo studio ha dimostrato che il riscaldamento globale potrebbe portare a tempeste di grandine meno frequenti, ma più grandi e devastanti. Esperti climatici dell’Università di Newcastle, del Met Office e dell’Università di Bristol hanno utilizzato simulazioni su scala chilometrica a livello europeo per modellare i futuri cambiamenti della grandine con il riscaldamento globale. Pubblicati sulla rivista Nature Communications, i risultati mostrano che, in uno scenario ad alte emissioni (RCP8.5), è probabile che la grandine intensa diventi meno comune, fatta eccezione per la grandine di dimensioni potenzialmente molto grandi.

La grandine intensa ha un diametro di 2cm, mentre un diametro di 5cm o più è considerato molto grande. I chicchi di grandine più grandi causano più danni di quelli più piccoli e anche un piccolo aumento delle loro dimensioni potrebbe superare i benefici derivanti da una riduzione complessiva delle grandinate.

I ricercatori attribuiscono questa diminuzione a più di un fattore. La grandine si forma più in alto nell’atmosfera con il riscaldamento, dove le correnti ascensionali potrebbero essere più deboli, e questo dà alla grandine più tempo per sciogliersi prima di raggiungere il suolo. Un altro fattore è l’indebolimento della circolazione su larga scala, che influenza il profilo verticale dei venti e crea ambienti non favorevoli all’organizzazione dei temporali.

È importante notare che gli autori hanno scoperto che le future stagioni calde presenteranno un tipo di temporale più caldo, simile alle tempeste che producono grandine che si verificano ai tropici, dove i chicchi di grandine più grandi possono ancora raggiungere la superficie. I risultati suggeriscono che, in futuro, queste tempeste diventeranno più frequenti nell’Europa meridionale, con conseguente aumento regionale della frequenza di grandine intensa.

I dettagli dello studio

L’analisi del team mostra che la possibilità di chicchi di grandine di dimensioni molto grandi diminuisce intorno all’Europa centrale e che rimane bassa sulle Isole Britanniche e sulle aree continentali dell’Europa settentrionale. Al contrario, aumenta nell’Europa meridionale in autunno e inverno, bilanciando le diminuzioni in estate e primavera.

Il verificarsi di temporali di tipo caldo nell’Europa meridionale in un futuro clima più caldo potrebbe amplificare l’impatto delle grandinate in Italia e nelle aree circostanti, con grandine di forte intensità complessivamente più frequente.

Gli autori riconoscono l’incertezza riguardo all’effetto dell’aumento dello scioglimento associato a livelli di congelamento più elevati sui chicchi di grandine più grandi. Raccomandano ulteriori studi su questi temporali caldi per comprendere meglio la loro capacità di produrre grandine molto grande e distruttiva in superficie.

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Credit: Nature Communications (2025). DOI: 10.1038/s41467-025-62780-0

Le dichiarazioni

L’autore principale dello studio, il Dott. Abdullah Kahraman, Ricercatore Senior in Meteorologia e Cambiamenti Climatici presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Newcastle e Visiting Scientist a lungo termine presso il Climate Processes and Projections (CPP) del Met Office Hadley Center, ha dichiarato: “i nostri risultati indicano che gli effetti dei cambiamenti climatici sui temporali intensi sono più complessi di quanto si pensasse in precedenza e che i modelli ad alta risoluzione possono produrre risultati significativamente diversi dalle ricerche precedenti. La società potrebbe dover prepararsi a eventi di grandine meno frequenti, ma più dannosi a livello locale, in un futuro con temperature più alte di 5°C”.

La Professoressa Lizzie Kendon, Responsabile delle Proiezioni Climatiche presso il Met Office del Regno Unito e Professoressa di Scienze del Clima presso l’Università di Bristol, ha osservato: “questi risultati sono molto preoccupanti. Implicano che dobbiamo essere preparati a grandinate di tipo tropicale che colpiranno l’Europa in futuro, associate a chicchi di grandine di grandi dimensioni che possono causare gravi conseguenze. Questa possibilità si estende anche al Regno Unito, sebbene il rischio di grandine qui rimanga basso in futuro”.

La coautrice dello studio, la Professoressa Hayley Fowler, Professoressa di Impatti dei Cambiamenti Climatici presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Newcastle, ha aggiunto: “come società, dobbiamo essere meglio preparati ad eventi estremi senza precedenti e questo studio dimostra che le future tempeste nel Mediterraneo potrebbero portare grandine gigantesca, con impatti devastanti. Le recenti grandinate hanno causato ingenti danni diretti a proprietà e infrastrutture, colture e persino aerei!”.