Iran, storica bufera di neve dopo la siccità: Teheran sommersa da oltre mezzo metro di coltre bianca [GALLERY]

Circa 20 province a nord e a ovest sono state colpite dalla neve, con alcune zone in montagna che hanno visto la neve accumularsi fino a 1,30 metri

Alcuni avevano iniziato a pregare per la pioggia. Altri pensavano all’idea di emigrare. Le montagne che sovrastano la città di Teheran erano nude e marroni, private della solita spolverata di neve invernale. Una vera e propria crisi idrica sta prosciugando l’Iran, aggiungendo preoccupazioni alle autorità che temono proteste e tensioni se le condizioni non migliorano. Si parla di razionare l’acqua nella capitale, Teheran, una delle più grandi città del Medio Oriente, perché le tradizionali piogge dell’autunno non sono arrivate. Questa era la situazione in Iran la scorsa settimana.

Ora sembra proprio che le preghiere e le speranze della gente siano state ascoltate. Una bufera di neve, infatti, che ha raggiunto l’apice domenica notte, ha imbiancato grandi parti dell’Iran, cogliendo tutti di sorpresa. Improvvisamente la situazione è cambiata: le scuole in molte parti del Paese sono rimaste chiuse, molte persone non hanno potuto andare a lavoro e la polizia definisce la situazione critica.

Teheran, ai lati della catena montuosa Elburz, di solito ha molta neve, ma negli ultimi anni la città è stata coperta principalmente dallo smog durante i mesi invernali. Quest’anno, il più secco degli ultimi 30, quando finalmente la neve è arrivata, la gente a Teheran si è rallegrata e ha fatto quello che tutte le persone del mondo fanno: si è divertita. Sono scoppiate battaglie di palle di neve e sono stati costruiti pupazzi di neve dai nasi a carota. Anche gli sciatori iraniani, a cui è stata negata la possibilità di sciare negli ultimi mesi a causa dell’inverno insolitamente caldo, ne sono stati felici.

Ma non è stato tutto rose e fiori, ovviamente. Sull’autostrada tra Teheran e Qom, centinaia di persone sono rimaste bloccate nelle loro auto per molte ore. Gli aerei sono rimasti bloccati sulla pista dell’Imam Khomeini International Airport di Teheran, coperto da circa mezzo metro di neve, chiuso fino ad ulteriori comunicazioni. Circa 20 province a nord e a ovest sono state colpite dalla neve, con alcune zone in montagna che hanno visto la neve accumularsi fino a 1,30 metri. Molti treni per Teheran sono rimasti bloccati a metà strada. L’Agenzia di stampa IRNA comunica che 6.600 persone sono state portate in alloggi di emergenza. A Teheran, i media locali riferiscono che diverse auto e cavi elettrici sono stati danneggiati da alberi che sono caduti sotto il peso della neve.

Sui social media,  molti hanno acclamato la fine del lungo periodo di siccità, il peggiore in 47 anni, ma forse è un po’ prematuro. Questa bufera di neve non significa che la siccità dell’Iran sia finita. L’acqua nei due principali bacini artificiali è ai minimi storici e i livelli sono troppo bassi per generare elettricità durante la prossima estate; le autorità temono blackout. A causa della siccità, le falde acquifere si stanno prosciugando e il suolo di Teheran ha cominciato a sprofondare, così come le autostrade e i cavalcavia, dove sono presenti voragini che in alcuni casi trascinano anche auto e persone.

Le autorità sanno che la forte neve non basterà a risolvere il problema della siccità, che è ancora presente e che fa presagire un anno duro con i bacini idrici vuoti e la richiesta infinita di acqua da parte della popolazione.

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