Maltempo, disastrosa alluvione in Sicilia: apocalisse d’acqua e fango, 12 morti e un disperso. Le drammatiche FOTO da Casteldaccia e i NOMI delle vittime

Maltempo, Sicilia in ginocchio per le piogge torrenziali: 12 morti tra le province di Palermo e Agrigento travolte da acqua e fango dopo tre giorni di nubifragi

Il maltempo che sta colpendo la Sicilia ha provocato nella notte un’apocalisse di acqua e fango tra le province di Palermo e Agrigento, provocando 12 morti. Un disastro provocato dalle conseguenze sul territorio delle eccezionali precipitazioni delle ultime ore: da giorni era stata lanciata l’allerta rossa per il ciclone che nelle prossime ore continuerà a colpire il resto dell’Italia e che sta provocando forti piogge stamattina anche in Sardegna e Calabria. Ma in Sicilia è da tre giorni che sono in atto piogge torrenziali con accumuli pluviometrici impressionanti nei settori occidentali dell’isola. Da Venerdì, infatti, sono caduti ben 230mm di pioggia a Ribera, 200mm a Contessa Entellina, 190mm a Sciacca e Menfi, 185mm a Favara, 180mm a Caltabellotta, 170mm a Sambuca di Sicilia, 165mm a Villafrati, 160mm a Partanna, 145mm a Santa Margherita di Belice, 140mm a Gibellina e Campofranco, 130mm a Calatafimi e Sciacca, 120mm a Palermo e Roccamena, 110mm a Castelvetrano e Castronovo di Sicilia, 105mm ad Agrigento, 100mm a Monreale.

La tragedia più grande, nella tarda serata di ieri, in una villetta in campagna al confine dei comuni di Altavilla Milicia e Casteldaccia, sotto un viadotto dall’autostrada Palermo-Catania: qui sono morte 9 persone, tra cui due bambini di uno e tre anni. L’edificio è stato letteralmente sommerso dall’acqua del fiume Milicia, che ingrossato dalle piogge è uscito dagli argini (o forse si è semplicemente “ripreso” il suo vecchio alveo in cui erano costruite alcune abitazioni, ma è ancora prematuro per accertare questi dettagli). L’acqua è rapidamente arrivata al soffitto e le persone che si trovavano all’interno – due famiglie che si erano riunite per trascorrere insieme la serata – sono annegate. Altri due, un uomo e una bambina, sarebbero riusciti a salvarsi perchè erano usciti per andare ad acquistare dei dolci. Una terza persona rimasta fuori dalla casa ha lanciato l’allarme col cellulare aggrappandosi a un albero. Impressionanti le immagini della devastazione, nella gallery a corredo dell’articolo.

Le vittime vivevano a Palermo, Santa Flavia e Bagheria. Sono Rachele Giordano, di 1 anno; Francesco Rughò, 3 anni; Federico Giordano, di 15 anni; la madre Stefania Catanzaro, 32 anni e moglie di uno dei tre sopravvissuti, Giuseppe Giordano; il nonno Antonino Giordano, 65 anni, e la moglie Matilde Comito, 57 anni; il figlio Marco Giordano, di 32 anni, e la sorella Monia Giordano, di 40; Nunzia Flamia, 65 anni. Drammatiche anche le testimonianze di alcuni degli abitanti che risiedono vicino alla villetta travolta dall’acqua. “E’ una tragedia immane“, ha detto il sindaco del paese, Giovanni Di Giacinto.

Non so neppure io come mi sono salvato“. Davanti all’obitorio del Policlinico, sprofondato su una sedia, Giuseppe Giordano ricorda gli attimi fatali della tragedia di Casteldaccia. “Mi sono accorto – racconta – che l’acqua stava entrando a casa. A tutti ho detto: andiamo subito via. Ma, appena ho aperto la porta, sono stato investito da un fiume d’acqua che mi ha catapultato fuori. Mi sono aggrappato a un albero. Cosi’ sono sopravvissuto“.

La polizia di Stato che indaga sulla morte delle nove persone a Casteldaccia (Pa) a causa delle forti piogge che hanno provocato l’esondazione del fiume Milicia ha aperto un fascicolo che sta trasmettendo alla procura di Termini Imerese che coordina l’inchiesta. Sul luogo della tragedia sono intervenuti i poliziotti della scientifica che hanno svolto i rilievi con difficolta’ visto che la villetta dov’e’ avvenuta la strage e il giardino circostante sono ancora allagati. Sono tanti i punti da chiarire ad iniziare dalla regolarita’ delle costruzioni nella vallata non distante dal fiume e dai piloni dell’autostrada. E poi la manutenzione degli argini del fiume Milicia che forse ha trovato ostacoli per defluire ed arrivare a mare e la scorsa notte ha investito tutto quello che trovava. Nella zona infatti ci sono altre abitazioni danneggiate e un camper che si trova in bilico su un muretto. Anche una Smart nei pressi della statale e’ stata spazzata via.  Il procuratore di Termini Imerese Ambrogio Cartosio e il comandante dei carabinieri di Bagheria Federico Lori stanno sorvolando, su un elicottero dell’Arma, la zona invasa dall’acqua. “E’ stato un evento improvviso“, ha detto appena giunto a Casteldaccia il Procuratore, “una massa d’acqua e’ piombata sul villino. Dobbiamo accertane la causa. L’origine della massa d’acqua e’ da accertarne, potrebbe essere il fiume Milicia. Ma dobbiamo vedere anche l’origine del villino perche’ c’e’ un vincolo che non consente di costruire vicino al fiume“.

Baracche costruite alla bene e meglio, villette adiacenti alla piana dove scorreva il fiume Milicia senza argini o mura di cemento. E’ questa la zona dove e’ avvenuta la strage del Maltempo a Casteldaccia (Pa). La casa dove sono morte 9 persone e’ a meno di 300 metri dal normale corso del fiume Milicia quasi sotto ai piloni dell’autostrada e vicino vi sono baracche di legno e lamiera e qualche prefabbricato. Un centinaio di metri piu’ avanti c’e’ la casa di riposo Martina. A questo piccolo agglomerato edilizio si accede da una stradella, che permette solo il passaggio di un’automobile, che parte dalla strada statale 113 dopo Casteldaccia e prima di Altavilla Milicia. Il fiume segna il confine tra i due comuni. A destra del Milicia si apre un pianoro dove vi sono agrumeti e anche qualche abitazione: anche queste sono state rovinate dalla piena. Questo appezzamento di terreno termina dove si erge una falesia: sotto la montagnola si trovava la villetta che e’ stata devastata dall’acqua. Gli abitanti della zona dicono che raramente il fiume ingrossato formava fango ma mai era avvenuto un allagamento impetuoso come quello di ieri sera.

Sempre vicino Palermo, a Vicari, è stato trovato morto un uomo, Alessandro Scavone, titolare di un distributore di carburanti, che era a bordo di un’auto investita dall’acqua del fiume San Leonardo. Con lui un amico. I due erano andati a recuperare un giovane rimasto al distributore, che è riuscito a salvarsi lanciandosi dalla vettura. Alessandro Scavone, 44 anni, era un consigliere comunale a Salemi, nel Trapanese, dove il sindaco Domenico Venuti ha proclamato il lutto cittadino per il giorno del funerale. “Una tragedia spaventosa – afferma Venuti – Salemi perde un giovane conosciuto e stimato, che amava la vita e la sua citta‘”. Ai familiari va il cordoglio di sindaco, giunta e Consiglio comunale.

Altre due persone sono morte in provincia di Agrigento, travolte con la propria auto da un torrente esondato in contrada Sant’Onofrio a Cammarata. Sono tedeschi di mezz’età, un uomo e una donna, originari proprio di Cammarata ma residenti in Germania da anni, di cui ancora non sono state diffuse le generalità. I due, da quanto è stato ricostruito, avevano noleggiato l’auto su cui viaggiavano, che è stata ritrovata dentro il torrente. I vigili del fuoco stanno operando sul posto e dovranno recuperare i corpi. I due turisti erano ospiti di una struttura ricettiva che non vedendoli tornare ha lanciato l’allarme. L’esondazione del fiume Akragas, inoltre, ha provocato anche l’evacuazione di cinquanta famiglie e mandato in tilt la circolazione stradale e ferroviaria. Sempre in provincia di Agrigento nella notte i Vigili del Fuoco avevano tratto in salvo 14 persone che erano rimaste bloccate in una struttura alberghiera a causa dell’esondazione del fiume Belice.

Un pastore di 25 anni, di cui non si avevano notizia da alcune ore, e’ stato salvato dai carabinieri e portato in ospedale dopo che nella tarda serata di ieri era stato travolto dalla piena del fiume Platani, al confine fra Ribera e Cattolica Eraclea, nell’Agrigentino. Il venticinquenne era riuscito a rifugiarsi in un casolare dove e’ stato trovato dai militari in stato di ipotermia. I carabinieri l’hanno raggiunto grazie ad un trattore messo a disposizione di un contadino.

Continuano, intanto, le ricerche del medico palermitano Giuseppe Liotta, 40 anni, che ieri sera si stava recando in macchina all’ospedale di Corleone per il cambio turno e di cui non si hanno notizie. La sua auto e’ stata ritrovata nel tratto tra Ficuzza e Corleone, in contrada Raviotta, dove la statale 118 incrocia la provinciale 96. Liotta è l’unico che risulta disperso. Agli uomini della Protezione civile, polizia, carabinieri e Corpo forestale si sono aggiunti i vigili del fuoco di Corleone e Partinico insieme ai colleghi speleo alpino fluviale e la Polstrada di Buonfornello.

Il maltempo ha anche fermato il potabilizzatore del Fanaco impedendo la distribuzione idrica in vari Comuni della provincia di Caltanissetta. Il gestore del servizio, Caltaqua, in una nota scrive che “il fornitore Siciliacque ha informato che il potabilizzatore del Fanaco e’ nuovamente fermo. Alla luce di cio’ Caltaqua – Acque di Caltanissetta spa, gestore del servizio idrico integrato per il territorio della provincia di Caltanissetta, rende noto che pertanto il programma di distribuzione reso noto ieri sera di ripresa della distribuzione nei comuni serviti dal potabilizzatore del Fanaco non potra’ essere rispettato nei termini indicati in precedenza”. Il gestore sta ora “elaborando una nuova programmazione“.

Il maltempo proseguirà nelle prossime ore, allontanandosi dalla Sicilia ma colpendo in modo particolarmente intenso Sardegna, Calabria, Campania, Lazio, Basilicata, Puglia e domani nuovamente il Nord già messo in ginocchio dai fenomeni estremi della scorsa settimana. Complessivamente negli ultimi sette giorni in Italia sono morte per il maltempo 30 persone, e i feriti sono più di 70: un bollettino drammatico, molto vicino a quello dell’uragano Florence negli USA un mese fa. Ecco le pagine utili per seguire la situazione meteo in tempo reale:

 

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