Clima pazzo, ecco alcune curiosità.

A cura di Antonio Carlucci

2 mesi di anticipo per la processionaria a caccia di terreno fertile

La processionaria del pino è un lepidottero defogliatore (Thaumatopoea pityocampa Den. e Schiff) appartenente alla famiglia dei Taumetopeidi che può infestare il Pino e il Cedro. Il danno è causato dall’attività trofica delle larve a carico degli aghi: in casi particolarmente gravi si può arrivare anche alla completa defogliazione dell’albero.

La processionaria è però pericolosa anche per l’uomo: il corpo delle larve è ricoperto di peli urticanti che possono provocare fastidiose irritazioni cutanee o, nei casi più gravi, pericolose irritazioni oculari, alle mucose e alle vie respiratorie.

Il problema si accentua alla fine dell’inverno quando, con l’innalzarsi delle temperature, le larve iniziano ad uscire dai nidi e abbandonano la pianta ospite.

Questi bruchi pelosi si muovono in processione (da quì il nome processionaria), per cercare ai piedi del pino precedentemente attaccato, del terreno con le caratteristiche ottimali, affinche la larva una volta crisalide si trasforma in farfalla.

Quest’ anno in particolare, facendo un giro per le pineti dell’estremo sud Italia e precisamente nel Brindisino, il fenomeno spettacolare della processione, solitamente visibile ad aprile-maggio, si è presentato con ben 2 mesi di anticipo.

Colpa delle temperature alte dovute alle correnti miti atlantiche che stanno compromettendo seriamente gli equilibri naturali del mediterraneo centrale.

Il pericolo processionaria è segnalato in diverse località e comunque comporta l’attivazione del servizio di disinfestazione nei confronti di questo pericoloso lepidottero.

Riciordiamo che la lotta a Processionaria del pino è obbligatoria su tutto il territorio nazionale ai sensi del D.M. 17 aprile 1998, potete semplicemente contattare il numero 1515 “Numero di Emergenza Ambientale” gratuito da tutta italia, che vi metterà in contatto direttamente con il Corpo Forestale dello Stato che interverrà per isolare la zona e recidere dai rami i bozzoli pieni di larve che andranno distrutti.