a cura di Renato Sansone
Ma il vento esiste solo sulla Terra?
Molti di noi potranno chiedersi se il vento, amico di tutti noi quando spira a regime di brezza nelle calde giornate estive o terribile nemico nelle tempeste più forti, sia presente soltanto sul nostro pianeta.Insomma, sugli altri pianeti principali del nostro Sistema Solare c’è vento?
Ebbene, la risposta è si.
Due caratteristiche uniche della Terra sono la presenza di oceani di acqua e l’esistenza di grandi quantità di ossigeno libero nell’atmosfera.Agendo come immensi serbatoi di calore, gli oceani attenuano le variazioni generali di temperatura, e vi è un continuo scambio di energia fra gli oceani e l’atmosfera, nella quale le nuvole giocano un ruolo importante per la distribuzione di vapore acqueo.Creati dai movimenti atmosferici, i sistemi di nubi di grandi dimensioni rispecchiano gli spostamenti di masse d’aria. Ora cerchiamo di capire cosa accade su altri mondi. La dinamica che crea il vento è la stessa?
Su Venere ad esempio, i venti sulla superficie sono deboli (pochi km/h), ma nella fitta coltre di nubi accelerano bruscamente fino a circa 400 Km/h.Le nubi più alte fanno il giro del pianeta in un periodo di circa 4 giorni e questa rapida rotazione (60 volte più veloce della stessa rotazione planetaria), combinata con il flusso d’aria d’alta quota dall’equatore verso i poli, produce delle formazioni caratteristiche a Y e C di nubi e “collari” polari.
Su Marte le grandi differenze di temperatura tra l’equatore ed i poli marziani creano una potente circolazione atmosferica.In entrambi gli emisferi i contrasti si attenuano in estate (quando il polo è inclinato verso il Sole)e aumentano in inverno.
In primavera le elevate differenze di temperatura ai confini della calotta polare in ritiro possono produrre venti particolarmente forti, che sollevano grandi quantità di polvere molto in alto nell’atmosfera.La polvere assorbe così la luce solare e l’atmosfera si riscalda, e ciò a sua volta accelera i venti che sollevano ancora più polvere.
Venti che superano i 300 Km/h e sollevano la polvere che avvolgerà l’intero pianeta e non si depositerà per mesi (le tremende tempeste di sabbia marziane sono ben visibili anche con piccoli telescopi).E’questa la polvere che dà al cielo di Marte la classica colorazione rossastra.
Le zone luminose di Giove sono regioni in cui la convezione spinge verso l’alto aria umida e calda, mentre nelle fasce si verifica una discesa di gas freddi e asciutti.Come risultato della rapida rotazione del pianeta, il movimento da N a S dei gas che traboccano dalle zone viene deviato in forti correnti a getto da est ad Ovest, con velocità di circa 360 Km/h, lungo i confini tra fasce e zone.
Saturno presenta venti zonali molto più forti di quelli di Giove.La corrente equatoriale, in particolare, soffia alla terribile velocità di 1800 Km/h: quattro o cinque volte superiore all’equivalente gioviano!!!
Le correnti sono molto ampie e, curiosamente, non sembrano avere alcun rapporto con i confini tra zone e fasce che sono più indefiniti.
La loro caratteristica più notevole, è di essere completamente simmetrici rispetto all’equatore: i venti dell’emisfero meridionale sono un’immagine speculare di quelli del Nord. Tutte queste correnti, vortici e macchie in interazione presenti in modo violento nell’atmosfera di Saturno, testimoniano la presenza delle correnti convettive che salgono dall’interno di questo mondo affascinante.


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