A cura di Simone Lecco
Finisce l’anno,e ne inizia un altro… Ma MeteoWeb non vi abbandona eh?! Ecco un altro viaggetto pronto per voi..! Allacciate le cinture! si Parte per Roma!!!!
« Possis nihil Urbe Roma visere maius »
« Tu non potrai mai vedere nulla più grande di Roma » (Orazio, Carmen saeculare, 11-12)
Roma è la capitale della Repubblica Italiana, nonché il capoluogo della Regione Lazio e della provincia di Roma. Con i suoi oltre 2.700.000 abitanti[1] e i suoi 1.285 kmq è il comune più popoloso e più esteso d’Italia.
Nel contesto dell’Unione Europea invece, il comune si colloca al quarto posto in termini di popolazione (dopo Londra, Berlino e Madrid), ed è tra i più estesi.
Il comune comprende molte borgate e frazioni, tra cui Ostia, cresciute nella prima metà del ‘900 in seguito alle demolizioni attuate dal Fascismo nei rioni storici, e nel dopoguerra in seguito a massicce immigrazioni, provenienti principalmente dalle zone e regioni confinanti. La superficie del Comune è vastissima, avendo inglobato ampie aree abbandonate da secoli, spesso paludose e inadatte all’agricoltura e non appartenenti ad alcun municipio.
Il Comune di Roma, attraverso 19 Municipi, governa un’area che per dimensione è equiparabile alle intere province di Milano o Napoli, ed è sei volte superiore ai territori di queste città. La densità abitativa tuttavia non è elevatissima e nel territorio comunale si alternano aree fortemente urbanizzate ad altre destinate a parchi, riserve naturali e all’agricoltura. La provincia di Roma è una delle più vaste d’Italia: si estende per 5.352 kmq; le sue dimensioni sono paragonabili a quelle della Liguria.
Roma si presenta come un’importante e dinamica metropoli, fiera del suo prestigioso passato ed allo stesso tempo tollerante, con una vocazione cosmopolita che l’ha sempre contraddistinta nell’arco della sua lunga storia.
Roma sorge sulle rive del fiume Tevere; l’abitato originario si sviluppò sulle colline che fronteggiano l’ansa nella quale sorge l’isola Tiberina, unico guado naturale del fiume. Il nucleo centrale e storico della città è costituito dai famosi sette colli: Palatino, Aventino, Campidoglio, Quirinale, Viminale, Esquilino e Celio. La città è attraversata anche da un altro fiume, l’Aniene (detto anche Teverone), che confluisce nel Tevere nella zona settentrionale del territorio urbano.Il territorio su cui la città è sorta e si è sviluppata ha una storia geologicamente complessa: il substrato recente è costituito dal materiale piroclastico prodotto dai vulcani, ormai spenti, che cingono l’area della città a sud-est, il Vulcano Laziale negli attuali Colli Albani, ed a nord-ovest, i Monti Sabatini, tra seicentomila e trecentomila anni fa. Da questi depositi si formano gran parte dei rilievi collinari dell’area, compresi i sette colli. Successivamente l’attività fluviale del Tevere e dell’Aniene contribuì all’erosione dei rilievi e alla sedimentazione, caratterizzando il territorio attuale. Oltre ai sette colli storici, nella città odierna sono compresi diversi altri rilievi, fra cui Monte Mario, il Gianicolo, il Pincio, i Monti Parioli, Monte Sacro e Monte Verde.
Storia.
Fondata secondo la tradizione il 21 aprile del 753 a.C., Roma ha ricoperto un ruolo fondamentale in Italia e in Europa nel corso della sua storia quasi trimillenaria (i primi insediamenti risalirebbero al X secolo a.C.).
Caput Mundi durante l’epoca romana, ovvero capitale del Mondo allora conosciuto, e punto di riferimento politico e spirituale di livello internazionale fino ai nostri giorni, Roma è sede del papato (dal II secolo, tanto da essere considerata oltre che caput mundi anche caput fidei) e, dopo aver subito le dominazioni di Bisanzio, è stata capitale dello Stato della Chiesa (dall’VIII secolo), del Regno d’Italia (dal 1871), ed è quindi diventata capitale della Repubblica Italiana (nel 1946).
Il comune comprende molte borgate e frazioni, tra cui Ostia, cresciute nella prima metà del ‘900 in seguito alle demolizioni attuate dal Fascismo nei rioni storici, e nel dopoguerra in seguito a massicce immigrazioni, provenienti principalmente dalle zone e regioni confinanti. La superficie del Comune è vastissima, avendo inglobato ampie aree abbandonate da secoli, spesso paludose e inadatte all’agricoltura e non appartenenti ad alcun municipio.
Il Comune di Roma, attraverso 19 Municipi, governa un’area che per dimensione è equiparabile alle intere province di Milano o Napoli, ed è sei volte superiore ai territori di queste città. La densità abitativa tuttavia non è elevatissima e nel territorio comunale si alternano aree fortemente urbanizzate ad altre destinate a parchi, riserve naturali e all’agricoltura. La provincia di Roma è una delle più vaste d’Italia: si estende per 5.352 kmq; le sue dimensioni sono paragonabili a quelle della Liguria.
Per ragioni amministrative e per migliorare la decentralizzazione, il territorio del comune di Roma è stato ufficialmente organizzato in 19 Municipi (ex Circoscrizioni). Ogni Municipio riunisce parti di diversi quartieri.
I rioni sono invece le ripartizioni storiche (non amministrative) in cui è suddiviso il centro storico. L’istituzione dei rioni risale all’Antica Roma, e il loro numero è cresciuto con la crescita della città. Tutti tranne due (Prati e Borgo) si trovano all’interno delle Mura aureliane
I – Monti
Il suo nome deriva dai sei colli o montes: il Celio, il Cispio, l’Esquilino, l’Oppio, il Quirinale e il Viminale. Il suo stemma consta di tre monti verdi su sfondo d’argento.
II – Trevi
L’origine del suo nome non è certa, tuttavia l’ipotesi più accreditata è che provenga dall’antico trejo, che sta ad indicare la confluenza di tre vie nella piazzetta dei Crociferi, situata al lato della moderna Piazza di Trevi.
III – Colonna
Il nome deriva dalla Colonna dedicata a Marco Aurelio, detta Antonina, che si trova nell’omonima piazza. Vi si trovano Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, e Palazzo Chigi, sede del Governo. Il suo stemma è una colonna d’argento su sfondo rosso.
IV – Campo Marzio
Il Campo Marzio (Campus Martis) era una zona della Roma antica di circa 2 km², inizialmente esterna ai confini cittadini. Prese il nome dall’ara dedicata a Marte, dio della guerra, innalzata dopo la caduta di Tarquinio il Superbo. Vi si trovano Piazza di Spagna e Piazza del Popolo. Lo stemma è una mezza-luna d’argento in campo azzurro; l’origine del simbolo è ignota.
V – Ponte
Il suo nome deriva dalla presenza di Ponte Sant’Angelo, o Ponte Elio, che è appartenuto al rione fino a quando papa Sisto V non lo incorporò nel nuovo rione Borgo. Il suo stemma è un ponte.
VI – Parione
Il nome Parione deriva dalla presenza nel rione di un edificio antico, o di una sua parte (paries), che prese nome dal popolo Parietone. Il centro del piccolo rione è Piazza Navona. Il suo stemma è un Grifo, creatura mitologica greca con la testa d’aquila ed il corpo di leone, simbolo di fierezza e nobiltà.
VII – Regola
Il nome deriva da arenula (ripreso nella moderna Via Arenula), ovvero da quella rena soffice che ancora oggi il fiume Tevere deposita durante le piene, e che ivi formava delle spiagge scomparse in seguito alla costruzione dei Lungotevere. Lo stemma del rione è un cervo rampante in campo turchino.
VIII – Sant’Eustachio
Il nome deriva dalla chiesa omonima. Vi si trova il Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica. Il suo stemma è formato dalla testa di un cervo (simbolo di S. Eustachio) e dal busto di Gesù; le figure sono in oro e lo sfondo è rosso
IX – Pigna
Lo stemma del rione è costituito da una pigna: la leggenda vuole che il nome derivi dalla gigantesca pigna di bronzo ritrovata nel rione e in seguito spostata in Vaticano nel Cortile della Pigna. Tuttavia, nel XII secolo la pigna si trovava già davanti all’antica Basilica di San Pietro, quando il rione non aveva ancora assunto questo nome. Un’altra ipotesi vuole invece che il nome derivi dalla Vigna di Tedemario (un romano che possedeva delle terre nella zona del Circo Flaminio). Vi si trovano il Pantheon e Piazza Venezia.
X – Campitelli
Ci sono due versioni sull’origine del nome del rione: secondo la prima esso deriva da Campus telluris, cioè “campo o piazza di terra”, secondo l’altra ipotesi invece da Aedes telluris, ovvero “Tempio della dea Terra”. Vi si trovano il Foro Romano ed il Campidoglio. Lo stemma del rione è costituito dalla testa nera di un drago su sfondo bianco. Il simbolo deriva dalla leggenda secondo la quale un drago che infestava il Foro Romano fu cacciato da papa Silvestro I.
XI – Sant’Angelo
È il più piccolo dei rioni. Il nome deriva dalla chiesa di Sant’Angelo in Pescheria. Vi si trova il Ghetto. Il suo stemma è un angelo su sfondo rosso, con una spada nella mano destra ed una bilancia nella sinistra. La bilancia non si riferisce alla giustizia, ma piuttosto al taglio e alla pesatura del pesce, poiché l’antico mercato del pesce si trovava nel Ghetto, presso il Portico d’Ottavia.
XII – Ripa
Il nome ha origine dalla zona del Tevere detta Ripa Grande, dove vi era lo scalo fluviale. È considerato il più antico rione, per la presenza di un insediamento pre-romano. Oggi comprende anche il Monte Aventino, situato alle sue spalle. Lo stemma del rione è una bianca ruota di timone su sfondo rosso, a ricordare l’antico porto.
XIII – Trastevere
Si trova sulla riva occidentale (riva destra) del Tevere, a sud della Città del Vaticano. Il suo nome deriva dal latino trans Tiberim (al di là del Tevere), che era anche il nome di una delle regioni augustee. È il rione simbolo dei “Popolo Romano”. Il suo stemma è una testa di leone d’oro su sfondo rosso.
XIV – Borgo
Il nome deriva dalla parola germanica burg (centro abitato, piccola città), dato alla zona dai pellegrini sassoni che si recavano a Roma nell’Alto Medioevo. Vi si trovano Castel Sant’Angelo e Via della Conciliazione.
XV – Esquilino
Il nome viene dalla volgarizzazione del termine Esquilinus, una zona malsana dove venivano sepolti gli schiavi. Si pensa che questo nome derivi dagli aexculi, arbusti di leccio di cui la sommità del colle era ricoperta. Vi si trovano la Basilica di Santa Maria Maggiore e la Porta Maggiore. Il suo stemma è formato un albero e un monte in campo argentato.
XVI – Ludovisi
Il nome del rione deriva dalla Villa Ludovisi, circondata da uno dei più bei parchi della città, distrutta alla fine dell’ottocento durante i lavori di costruzione del rione. Lo stemma del rione ha tre bande d’oro ed un dragone, anch’esso d’oro, su sfondo rosso.
XVII – Sallustiano
Il nome deriva dai più bei giardini di Roma antica, gli Horti Sallustiani. Vi si trovano Via XX Settembre e Porta Salaria.
XVIII – Castro Pretorio
Il nome si rifà ai Castra Praetoria, le antiche caserme risalenti al tempo dell’imperatore Tiberio, in cui aveva alloggio la Guardia pretoriana. Vi si trovano il Teatro dell’Opera e la Stazione Termini. Lo stemma è il labaro della Guardia pretoriana in oro su sfondo rosso.
XIX – Celio
Il nome deriva dal monte Celio. Vi si trovano il Colosseo e l’Arco di Costantino. Lo stemma rappresenta un busto di un uomo africano vestito di spoglie d’elefante e spighe d’oro su fondo d’argento, in memoria di un busto africano ritrovato in via Capo d’Africa.
XX – Testaccio
Prende il nome dal cosiddetto “Monte dei Cocci” (Mons Testaceus), alto 35 metri, e formato da cocci (testae, in latino) e detriti vari accumulatisi nei secoli come residuo dei trasporti che facevano capo al porto di Ripa Grande. Nato come quartiere operaio alla fine dell’ottocento, oggi compete in quanto a “romanità” con Trastevere. Vi si trova il Cimitero acattolico.
XXI – San Saba
Chiamato popolarmente il “piccolo Aventino”, San Saba è un rione di istituzione recente (benché di antica urbanizzazione), al margine del grande polmone verde e archeologico del complesso Terme di Caracalla – Circo Massimo – Palatino. Il nome deriva dalla medievale Chiesa di San Saba ivi esistente.
XXII – Prati
Prende il nome dagli scomparsi Prata Neronis, chiamati nel medioevo anche Prata Sancti Petri, cancellati dopo il 1870 dall’edificazione del quartiere. Il suo simbolo è la sagoma del mausoleo di Adriano in azzurro su sfondo argento; va tuttavia ricordato che il mausoleo di Adriano (Castel Sant’Angelo) non appartiene a questo rione ma a Borgo. Vi si trovano Piazza dei Quiriti e Piazza Cavour.
Ville e Parchi
Ville, parchi pubblici e aree protette hanno un grande spazio nel tessuto urbano: Roma non a caso vanta il primato di capitale europea con il più alto numero di ettari riservati al verde(13).
La parte più nota di questo verde è rappresentato dal grande numero di ville e giardini facenti parte nel passato di dimore nobiliari, i più antichi risalenti al XVI secolo; ma la tradizione del verde nella città ha radici molto più antiche, e può essere fatta risalire ai giardini urbani di proprietà dei personaggi di spicco della Roma antica (gli horti). Le speculazioni edilizie di fine XIX secolo portarono alla distruzione di diverse di queste ville, ma quelle che si sono preservate sono numerose:
· Colle Oppio, il parco antistante il Colosseo in cui si trova la Domus Aurea;
· Villa Ada Savoia, lungo la via Salaria, la seconda villa più grande della città, un tempo residenza e tenuta di caccia dei Savoia;
· Villa Albani, nel quartiere Nomentano-Trieste;
· Villa Aldobrandini, su via Nazionale;
· Villa Balestra, nel quartiere Parioli;
· Villa Blanc, recentemente espropriata dal comune, lungo via Nomentana;
· Villa Bonelli, tra via della Magliana e via Portuense;
· Villa Borghese, grande parco centrale del quale il Pincio con Villa Medici costituisce la sezione entro le mura. Al suo interno si trovano fra l’altro la collezione di arte rinascimentale e barocca della (Galleria Borghese), il Museo Canonica, il Museo Bilotti, il Bioparco;
· Villa Carpegna, situata alla sommità della via Gregorio VII nel quartiere Aurelio;
· Villa Celimontana, molto curata, sul colle del Celio, vicino al Colosseo;
· Villa Chigi, nel quartiere Trieste;
· Villa Corsini, nei pressi del Lungotevere, ospita l’orto botanico comunale;
· Villa Doria-Pamphili, il più grande parco cittadino, che parte dalla Città del Vaticano per arrivare quasi fino al Grande Raccordo Anulare, lungo la via Aurelia;
· Villa Farnesina, a via della Lungara, ospita l’Accademia dei Lincei. Il palazzo, cinquecentesco, è famoso per gli affreschi di Raffaello;
· Villa Fiorelli, tra Piazza Lodi e via Tuscolana;
· Villa Flora, su via Portuense, vicino viale dei Colli Portuensi;
· Villa Giulia, in prossimità di piazzale delle Belle Arti, ospita il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia;
· Villa Glori, conosciuta anche come il Parco della Rimembranza, nelle immediate vicinanze della Villa Ada;
· Villa Gordiani, lungo la via Prenestina;
· Villa Lais, tra via Tuscolana e via Casilina;
· Villa Lazzaroni, lungo via Appia Nuova;
· Villa Leopardi, lungo via Nomentana;
· Villa Manzoni, recentemente acquistata dal Kazakistan per farne la sua ambasciata in Italia era la villa degli eredi dello scrittore Alessandro Manzoni, lungo la via Cassia;
· Villa Medici, a Trinità dei Monti, è sede dell’Accademia di Francia;
· Villa Mercede, lungo via Tiburtina, nelle vicinanze del quartiere S. Lorenzo;
· Villa Paganini, recentemente ristrutturata, lungo via Nomentana;
· Villa Rivaldi, in ristrutturazione, si affaccia sui Fori Imperiali è destinata ad ospitare la Collezione Torlonia il più grande tesoro di statue antiche del mondo;
· Villa Sciarra, a via Calandrelli, spicca per la bellezza botanica ed artistica;
· Villa Stuart, su Monte Mario, ospita l’omonima casa di cura privata;
· Villa Torlonia, lungo via Nomentana, fu residenza romana di Mussolini. Dei tre edifici che ospita, due sono in stile neoclassico mentre il terzo (la Casina delle Civette) è un notevole esempio di stile liberty. Quest’ultimo ospita anche un museo, (Museo Casina delle Civette), mentre nel Casino nobile è allocato il Museo della Scuola romana;
· Parco degli Scipioni nelle vicinanze di Porta Latina;
· Parco Nemorense, detto anche Parco Virgiliano, lungo via Nemorense;
· Roseto comunale, presso il Circo Massimo, sulle pendici dell’Aventino.
Oltre alle ville storiche sono presenti numerose altre aree verdi, nonché terreni dedicati all’agricoltura nelle zone più periferiche. Le aree protette coprono complessivamente 40 mila ettari e sono una realtà recente, cominciata con l’istituzione del Parco Regionale Urbano del Pineto nel 1987 e di quello dell’Appia antica l’anno successivo; nel 1997 nasce l’ente regionale Romanatura e aumenta notevolmente il numero di zone protette e l’impegno della città nella valorizzazione del proprio patrimonio ambientale, valorizzazione che rimane però in larga parte insufficiente (in termini di recupero dal degrado e dall’abusivismo, soprattutto nelle zone meno centrali) in confronto alle potenzialità. Alcune delle aree protette sono:
Area verde con laghetto nell’EUR
· il Parco Regionale dell’Appia antica
· la Riserva Naturale della Marcigliana (ettari 4696)
· la Riserva Naturale della Valle dell’Aniene (ettari 620)
· la Riserva Naturale di Decima-Malafede (ettari 6145)
· la Riserva Naturale del Laurentino (ettari 152)
· la Riserva Naturale della Tenuta dei Massimi (ettari 774)
· la Riserva Naturale della Valle dei Casali (ettari 469)
· la Riserva Naturale dell’Acquafredda (ettari 249)
· la Riserva Naturale di Monte Mario (ettari 204)
· la Riserva Naturale dell’Insugherata (ettari 697)
· il Parco Regionale Urbano di Aguzzano (ettari 60)
· il Parco Regionale Urbano del Pineto (ettari 243)
· il Monumento naturale di Mazzalupetto – Quarto degli Ebrei (ettari 180)
· il Monumento Naturale di Galeria Antica (ettari 40)
· l’Area Marina protetta delle Secche di Tor Paterno (ettari 1200)
La Provincia
La Provincia di Roma è una provincia del Lazio di oltre 4 milioni di abitanti, la più popolosa e tra le più estese d’Italia: si estende per 5.352 kmq.
?
Confina a nord con la provincia di Viterbo e la provincia di Rieti, ad est con l’Abruzzo (Provincia di L’Aquila) e la provincia di Frosinone, a sud con la provincia di Latina, ad ovest con il Mar Tirreno, e al proprio interno con la Città del Vaticano.
L’atto di nascita della Provincia di Roma può essere fatta risalire all’editto emanato da Gregorio XVI il 5 luglio 1831 che – nel ripartire lo Stato ecclesiastico in Delegazioni – stabiliva, oltre queste, la formazione di una circoscrizione territoriale ed amministrativa a se stante comprendente “i luoghi suburbani soggetti alla Capitale” con il nome di “Comarca di Roma”.
La nascita ufficiale venne però stabilita con il Decreto regio n. 5929 del 15 ottobre 1870 che estendeva alle “Province romane” la legge n. 2248 del 20 marzo del 1865 (sull’unificazione del Regno, in particolare sugli ordinamenti comunali e provinciali). La Provincia di Roma veniva divisa nei cinque circondari di Civitavecchia, Viterbo, Roma, Velletri e Frosinone per ricalcare l’assetto pontificio. Nasceva così la Provincia-Regione più estesa d’Italia.
Parchi,Riserve,Ville… in Provincia
Le Ville, nella provincia romana, presentano diversi aspetti di straordinario interesse, da quello ambientale a quello archeologico, dall’architettonico alle decorazioni pittoriche e alla raffinata scelta degli arredi e costituiscono un patrimonio artistico di inestimabile valore. Non meno suggestivi i Castelli, ancora intatti o sapientemente restaurati, perfettamente inseriti nell’ambiente; essi rappresentano, infatti, le tappe significative attraverso le quali è possibile rilevare gli accadimenti che, uniti alle originalità architettoniche e, molto spesso, ad un ambiente naturalistico e urbano di rara bellezza, rievocano la suggestione di epoche passate e rinnovano il ricordo di antiche leggende.Una Una delle ville più maestose era Villa Adriana, a Tivoli. E Villa D’Este, una delle piu’ famose e visitate dal mondo
Cominciamo con Villa Adriana un immenso complesso residenziale nel quale l’imperatore Adriano fece costruire (118-138 d.C.) degli edifici che gli ricordassero i monumenti che più lo avevano impressionato nei viaggi compiuti nel suo sterminato impero: il Canopo della Valle del Nilo e il Pecile di Atene, le grandi e le piccole Terme, la piazza d’Oro. La Villa conserva, tutt’ora, la sua maestosità e l’evidenza stupenda della grandezza e dello splendore della romanità.
Voluta da Ippolito II d’Este, nipote di Papa Alessandro VI Borgia ed ideata da Pirro Ligorio,Villa D’Este rappresenta un gioiello d’arte rinascimentale ai cui lavori di realizzazione, iniziati nel 1550, presero parte, tra gli altri, pittori come il Vasari, il Muziano e gli Zuccari ed alla cui decorazione collaborò anche Benvenuto Cellini. Per l’approvvigionamento idrico delle fontane che arricchiscono i giardini della Villa, Ippolito II fece scavare un canale sotterraneo che prelevava l’acqua dal fiume Aniene e, attraverso tutta la città, la immetteva nelle centinaia di fontane, sfruttando il principio dei vasi comunicanti.
Gastronomia
La cucina romana occupa certamente uno dei primissimi posti tra le cucine regionali e deve la sua popolarità sopratutto alla genuinità dei frutti della terra e fra questi il primo posto è occupato dai vini, dall’olio d’oliva e dai formaggi. Non può, infatti, gustarsi appieno una specialità della cucina della nostra provincia senza sposarla con il vino dei Castelli Romani, di Olevano Romano, di Capena, di Cerveteri, di Genazzano e senza utilizzare le produzioni locali più appropriate con le quali è nata e cresciuta. Alcune aree si sono storicamente specializzate nella produzione di particolari specie; così è per la carota, coltivata prevalentemente nell’area di Maccarese e destinata sia ai mercati nazionali che esteri. Anche il carciofo è una coltura caratteristica della provincia, nell’area di Cerveteri e Ladispoli, con la varietà di tipo “romanesco”. Altri prodotti tipici sono l’abbacchio romano, la porchetta di Ariccia, la nocciola gentile romana, il marrone di Cave e il pane casareccio di Genzano. Per completare la panoramica delle produzioni tipiche della provincia ricordiamo le fragoline di Nemi, le ciliege di Palombara Sabina, il pizzutello (uva da tavola) di Tivoli, il pane di Lariano, le “pupazze” di Frascati, squisita biscotteria con sagome femminili, le fave della campagna romana elemento base di un piatto tipicamente romano apprezzato da tutti, fave e pecorino, le olivone da mensa di S.Gregorio da Sassola, la castagna di Tolfa e il marrone di Cave, il prosciutto romano che, accoppiato al melone, dà origine ad un gustoso piatto tipico della cucina romana “prosciutto e melone”, il fico fallacciano di Bellegra, le nocciole di Palestrina, la pera spadona di Castel Madama e le pesche di Castel Gandolfo.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?