A cura di Peppe Caridi
Ha avuto una nuova intensificazione l’eruzione vulcanica che interessa l’Etna anche se in realtà mai dal 13 maggio scorso, giorno in cui l’attività eruttiva è iniziata, il vulcano s’è fermato.
Nel corso dell’ultima settimana (tra 9 e 15 giugno) come comunica l’ultmo rapporto settimanale della sezione di Catania dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, sono stati attivi contemporaneamente il cratere di nord/est e, in maniera minore, uno dei due crateri a pozzo della Bocca Nuova. Altri crateri emanano gas e fumaroli.
Rispetto alla settimana precedente l’attivià eruttiva delle bocche a quota 2.800 metri sul livello del mare è aumentata in intensità ed abbondanza di prodotti emessi, e quest’aumento è iniziato domenica 8 giugno ed è stato contemporaneo ad un aumento dell’ampiezza media del tremore vulcanico registrato dalla rete di monitoraggio sismico dell’INGV.
Il campo lavico, come si può vedere nelle fotografie di cui sotto, è molto più esteso verso basse quote anche se confinato completamente all’interno della Alle del Bove. La lava è scesa fino a 1.400 metri sul livello del mare, poco a valle di Corra Musarra, senza mostrare una significativa capacità di ulteriore avanzamento.


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