Di “giardini” si è sempre parlato in Sicilia: “giardini d’aranci” sono spesso chiamati gi agrumeti, “giardini di pietra” sono i luoghi di reperti archeologici; e sono – in questa terra architettonicamente perfetta – giardini anche i più umili orti dove crescono melanzane e cipolle, carciofi e meloni. Gillo Dorfles
Il clima e la natura dei suoli, piuttosto che la storia, sono responsabili della massiccia presenza di cereali e legumi nella nostra cucina. Epperò parlare di piante e di suoli significa sempre parlare di uomini, del loro secolare peregrinare, del loro immane lavoro per trasformare il paesaggio agrario …Antonino Buttitta
La mia Sicilia è terra degli olivi … Alberi dalla tormentata forma agoica, da cui l’anima anela a uscire e a consumarsi bruciando come olio dentro una lampada, per ritornare quindi libera nella verità, al flusso infinito …Vincenzo Consolo
Contadini e pescatori hanno veramente molti punti di contatto: è il continuo affrontare le impervie ed irresistinibi forze cieche della natura che forgia i loro spiriti e li tempra alla lotta e al coraggio. E il mare è come la terra: dà sempre qualcosa a chi sappia chiedergliela.Tito Manlio Manzella
Con queste citazioni voglio iniziare uno dei Reportage più lunghi e densi che abbia mai fatto: sono frasi che mi hanno accompagnato nei miei cinque giorni di vacanza nella Sicilia sud/orientale poichè erano affisse al muro della mia camera della favolosa “Casa Vacanze Don Ignazio” nei pressi di Rosolini, e rappresentano in modo tremendamente realistico la vera Sicilia: quella zona del sud/est isolano, tra Siracusano e Ragusano, che ho sempre più considerato l’area “più Siciliana della Sicilia”: considerazione che confermo dopo questo viaggetto.
La splendida Sicilia è sempre stata terra di conquiste: dopo il periodo dei Sicani, nella stoia, è stata assoggettata dai Fenici, poi i Greci, i Romani, gli Arabi, i Normanni, gli Svevi, gli Aragonesi, gli Spagnoli, i Borboni fino al Regno d’Italia e, oggi, ha trovato quella parziale autonomia che ha per vocazione culturale, sociale e naturale.
Tra i tre promontori (treis àkra) della Trinacria, sono stato in quello sud/orientale, visitando località meravigliose dai grandi contrasti tra mare e colline.
Partendo, sabato 23 agosto, dallo Stretto ho ammirato una splendida feluca andare a caccia del pesce Spada tra le due sponde che accolgono questo favoloso lembo di terra.
Arrivando a Messina, stavolta mi sono sentito davvero al 100% in Sicilia perchè sapevo che stavo per dirigermi verso il cuore della Regione, quello in cui davvero si conservano le origini e le tradizioni più vive e vere della Sicilianeità, un pò perse a Messina (dove forse, comunque, non ci sono mai state!).
Decido di fermarmi un pò ad Augusta, prima di arrivare a destinazione.
Città dei due porti, Augusta (35 mila abitanti) è una graziosa cittadina che ha il centro storico su una piccola isoletta.
La porta Spagnola è l’accesso principale al centro storico, dove si arriva tramite il ponte Spagnolo (uno dei due ponti che collegano l’isoletta al resto della città).
Sabato sera torno a Modica, dopo quattro mesi da quando c’ero stato l’ultima volta in occasione dell’Eurochocolate.
Modica è la città più grande del sud/est Siculo dopo Siracusa e Ragusa. Ha 55 mila abitanti ed è la più elegante. Vanta il primato commerciale dei negozi di miglior qualità, ed ha un mare di ricchezze artistiche e culturali.
E fu sera e fu mattina, secondo giorno.
Il reportage è molto lungo.
Un pò di numeri: 443 foto, record assoluto. Dopo 1.011km di viaggio con la mia stoica Pegeout 106 non poteva essere diversamente.
Domenica è il giorno di Noto.
Noto è conosciuta come la città barocca per eccellenza, uno dei borghi più belli d’Italia.
Ecco l’arco che è l’ingresso principale al centro storico della città che ha 25 mila abitanti.
E poi eccoci ad Avola.
Città di 32 mila abitanti, nel cuore della Val di Noto.
Campagne del Siracusano.
L’Oasi Naturale di Vendicari, nello Jonio meridionale.
La tonnara e la Torre Sveva.
Nello sfondo Marzamemi.
Uno dei pantani. In questi periodo ci sono Fenicotteri e Aironi.
Campi sterminati di vigneti.
Noto tra i colli.
Tra ulivi e vigneti.
La Sicilia è questo e altro ancora.
Dopo una splendida cena a Pozzallo (20 mila abitanti, centro balneare del sud Siculo), dove un velocissimo catamarano collega la Sicilia a Malta in meno di un’ora, eccoci in serata nella bellissima Ispica, cittadina barocca di 15 mila abitanti.
E’ lunedì, siamo a metà del nostro viaggio.
Eccoci a Marzamemi, 260 abitanti residenti, località turistica vicio Pachino ( 22 mila abitanti) ma centro portuale dal fascino esaltato non solo dal set di Montalbano ma anche dalle ricchezze gastronomiche e architettoniche caratteristiche della Sicilia marittima piè reale.
Continuiamo a viaggiare verso Sud … passiamo da Portopalo, 4 mila abitanti, da cui si vede l’isola di Capo Passero. Scenario favoloso.
Quest’area fu una delle prime ad essere colonizzate da Fenici e Greci, tanto che ancora oggi si conservano reperti di grande valore storico.
A descrivere la bellezza naturale e paesaggistica ci pensano le foto, non c’è assolutamente bisogno di ulteriori commenti:
Ancora più verso sud, arrivo nella spiaggia dell’isola delle Correnti, dove ci sono le dune fossili e dove si raggiunge il punto più a sud in assoluto della Sicilia.
Nelle giornate limpide e soleggiate, da qui si vedono bene l’isola di Gozo e Malta.
L’isola delle Correnti è raggiungibile solo a piedi/nuoto.
L’acqua arriva al petto.
E’ il primo giorno di termoconvezione pomeridiana, i fenomeni temporaleschi iniziano a farsi vivi sugli Iblei, verso nord.
Ed eccomi nell’isola delle Correnti: in questo momento ho i piedi nel punto più a sud della Sicilia … isole Pelagie escluse!
In serata sono a Scicli.
Meravigliosa cittadina di 26 mila abitanti, Scicli dista pochi chilometri da Modica e Ragusa.
E’ una sorpresa favolosa.
Una cittadina splendida, dal barocco fantastico e dagli scorci di Sicilia più pura possibile e immaginabile.
Il municipio dove ha sede il “commissariato” di Montalbano nella famosa fiction televisiva.
Una delle chiese più belle che io abbia mai visto.
Qui ci sono molti torrenti e fiumiciattoli, nonostante sia una delle zone più secche d’Italia, in cui piove di meno.
Il terreno, però, è granitico e non trattiene l’acqua, ne assorbe pochissima e così i torrenti sono quasi sempre pieni nonostante non piova quasi mai.
Angoli di SICILIA!
Sapori di Sicilia!
Eccoci immersi negli ulivi del Ragusano:
Il centro storico di Rosolini, cittadina di 22 mila abitanti, l’ultimo comune del Siracusano al confine con la Provincia di Ragusa:
E’ martedì, giorno di temporali pomeridiani molto intensi sugli Iblei. Piogge intense nel Ragusano.
E infatti per arrivare a Ragusa, nel pomeriggio, devo attraversare campagne piene d’acqua, strade zeppe di pozzanghere, immerso in un odore di pioggia favoloso e ammaliante.
E, a Ragusa, ancora si vedono i bellissimi cumulonembi all’orizzonte.
Ragusa, capoluogo di Provncia, vanta 73 mila abitanti ed è divisa in due parti, quella superiore, più moderna e commerciale, che si estende tra 500 e 700 metri di altitudine sul livello del mare, e quella inferiore, Ibla, detta Ragusa Ibla, che oscilla tra 380 e 450 metri ed è la parte più storica e caratteristica di Ragusa, con un meraviglioso barocco.
Ragusa apparentemente sembra un paesone di montagna, in effetti è in quota e qui piove molto bene: dopo Messina, Ragusa è il capoluogo di Provincia più piovoso della Sicilia non tanto per la posizione geografica quanto per l’altitudine.
Qui cadono circa 740mm di pioggia l’anno.
Molto più bella, Ragusa Ibla.
Un fascino unico tra storia, arte e magìa.
E fu sera e fu mattina.
Ultimo giorno.
Si torna a casa, nello Stretto.
Passando per Siracusa, altro capoluogo di Provincia di 125 mila abitanti, e della sua fantastica Ortigia.
Tornando a casa tra Siracusa e Messina ci accompagnano molte nubi causate dai temporali pomeridiani che si sono formati nell’entroterra Siculo.
A Taormina il cielo è coperto.
Ecco Reggio, mentre sono sul traghetto, mi accoglie illuminata dal sole mentre attraverso lo Stretto dalla Sicilia alla Calabria.
E dall’altro lato anche Messina, con la sua Madonnina, è illuminata dal sole al tramonto, come a voler salutare questo splendido viaggio nel cuore della Sicilia più Sicilia che c’è.
In questo lembo di Sicilia, che ha grandi risorse turistiche e agricole che possono conciliarsi tra loro, convivono spiriti e animi ben differenti. Sui quotidiani locali si parla solo di federalismo, intanto le ferrovie non funzionano e alcune realtà sono completamente allo sbando.
Mentre proseguono i lavori per la costruzione dell’autostrada Siracusa – Agrigento, la realtà bucolica e campestre di queste cittadine e di questi paeselli è l’unico vero punto di riferimento per la crescita sociale ed economica.
Sia nelle aree marittime che in quelle interne.
Le coltivazioni, gli allevamenti, la pesca e la caccia sono segnali di un’area con grandi potenzialità di sviluppo ma con pochi centri urbani di un certo peso.
Il mare non è un granchè, nonostante la possibilità di scelta tra Mediterraneo e Jonio. I fondali sono quasi ovunque altissimi, l’acqua è limpida ma infastidita da alghe e altri residui di mare. Per molti è un’oasi di pace ma per chi è abituato al mare dello Stretto, comunque non è niente di chè.
L’arte barocca, invece, è qualcosa di eccezionale.
Scicli in pole position, ma poi anche Ragusa Ibla, Noto, Modica e Ispica, nascondono un cuore pulsante meraviglioso tale da dover essere valorizzato per far esplodere ancora di più un turismo che comunque già c’è.
Tutte queste cittadine nascondono un cuore carino e grazioso, anche quelle che, come Pachino, Rosolini e Avola, sembrano un pò più industriali, anonime e senza grandi attrattive.
LE PAGELLE:
- Augusta 6,5
- Siracusa 8
- Avola 5
- Noto 8
- Rosolini 6,5
- Marzamemi 7
- Portopalo 7
- Pachino 6
- Pozzallo 6,5
- Ispica 7,5
- Modica 8
- Scicli 9
- Ragusa 6
- Ragusa Ibla 8
- Oasi di Vendicari 7
- Isola delle Correnti 7
- Capo Passero 7
Siracusano e Ragusano sono senza dubbio una delle zone più belle della Sicilia da tutti i punti di vista, luoghi magici, pieni di tipicità e caratteristiche locali che mettono i brividi.
Luoghi poetici in cui certamente tornerò presto.
Ecco tutte le foto:


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