MeteoWeb in giro per l’Italia – 4° Tappa:Salerno

A cura di Rosaria Dall’ Ara, team ambiente meteoweb

Salerno è situata sul litorale tirrenico, nella parte interna del golfo. La provincia è la più estesa provincia campana e la seconda come popolazione dopo Napoli. I monti Picentini fanno da sfondo al suo entroterra. Situata nell’omonimo Golfo, immediatamente a cavallo tra la splendida costiera amalfitana e degli incantevoli scavi archeologici di Paestum, sorge Salerno, importante capoluogo di provincia di circa 150.000 abitanti, a 4 m sul livello del mare e con un’estensione territoriale di 59,2 Kmq. L’economia cittadina inizialmente basata sul settore terziario si evolve rapidamente verso una cultura del turismo. Il tessuto imprenditoriale e produttivo è basato sulla presenza di numerose piccole e medie imprese che spaziano dall’artigianato alla tecnologia più avanzata. La città con tutti i suoi reperti storici si ripropone come un luogo dove fondere diversi stili e diversi periodi della storia, si va da opere risalenti al periodo della gestione longobarda e normanna ai giorni della II guerra mondiale con Salerno capitale.

Salerno vanta origini antiche che risalgono al VI secolo a.C. allo sviluppo della civiltà ellenica di Sapri. In seguito, nel V secolo, il Salernitano passò sotto il dominio di Siracusa e i Romani, nel 276 a.C., conquistarono tutta la Campania e destinarono una loro colonia a Paestum e una a Salerno.

Poi, nel 640 d.C., la città divenne parte del principato longobardo che fortificò la città rinforzando le antica mura e costruendo il Castello Arechi.

Dopo il principato longobardo Salerno passò sotto la dominazione prima dei Normanni e poi degli Svevi per poi decadere mentre la città Napoli cresceva di importanza.

Agli Svevi successero gli Angioini e, con Carlo II d’Angiò, Salerno divenne capitale con le province di Avellino e Benevento. Seguì il dominio degli Aragonesi e successivamente dei Grimaldi. Per riscattarsi da questo dominio nel 1590, la città, arrivò a pagare fino a 80.000 ducati e venne coinvolta anche dai moti popolari di Masaniello a Napoli. Con l’arrivo della monarchia dei Borboni l’attenzione dei regnanti si spostò su Napoli e Caserta e la città di Salerno perse d’importanza. Nel 1820 Salerno affrontò le vittorie e le sconfitte dei moti carbonari ed ottenne, nel 1848, la Costituzione da Ferdinando IV. Dal 1870 ad oggi Salerno seguì le vicende dell’Italia liberata da Garibaldi e sarà protagonista, nella Seconda Guerra Mondiale, dello sbarco delle truppe alleate in Italia.

Negli ultimi anni è stato portato avanti un processo di risanamento urbanistico del territorio: antichi monumenti e chiese sono stati restaurati, nuovi parchi e giardini inaugurati nei quartieri cittadini, strade e piazze sono state accuratamente arredate e illuminate artisticamente, numerosi gli spazi recuperati per attività artistiche, culturali e ricreative. Potenziata anche l’impiantistica sportiva con la realizzazione di nuove strutture. Sono stati realizzati innumerevoli progetti tesi a migliorare la vivibilità dei quartieri e, più in generale, ad innalzare il livello della qualità della vita dei cittadini.

Salerno si sviliuppa essenzialmente attorno a tre poli ben distinti: il centro storico, il lungomare e la litoranea. Suggestivo e straordinario, nel centro storico di Salerno possono scorgersi tanto le tracce della antica storia cittadina, tanto il fervore di botteghe artigiane e locali di aggregazione artistico-culturale e musicale vissuti da migliaia di persone. Il recupero del cuore antico della città ha puntato a riscoprire i tesori d’arte e cultura di una terra eccezionale. Oggi, attraverso i vicoli e le piazze, le chiese e i palazzi, si può leggere il passato cittadino, si può percepire un’immagine delle vicende che si sono susseguite nel corso del tempo, la testimonianza dello splendore, della floridezza economica, sociale e culturale dei secoli passati.

Ed è proprio nel centro storico della città che si svolge la vita notturna salernitana. Negli ultimi tempi si ha avuto la nascita di numerose e piccole attività di ristorazione e di intrattenimento: tanti i pub che nel week end si affollano di migliaia di giovani fino a tarda ora. Nel periodo estivo, invece, c’è chi preferisce al centro storico l’aria più fresca e le gelaterie del lungomare, che dista pochi metri dalla zona antica di Salerno. 

Con questo nome si indica il tratto di costa compreso tra il golfo di Salerno e il golfo di Policastro, nel Cilento. È un tratto di costa noto in tutto il mondo per la sua bellezza naturalistica e per la qualità delle acque di balneazione. Ogni anno molte località della costiera vengono premiate con le bandiere blu e le vele assegnate da Legambiente.

Le tanto ambite 5 vele, il massimo assoluto, spettano a Pollica-Acciaroli e Pioppi, località ormai rinomata all’interno del Parco del Cilento, che a livello nazionale si insedia al ridosso del podio. Seguono Sapri e Pisciotta con 4 vele. Eccovi l’elenco delle località cilentane premiate con Bandiera Blu e/o Vele Legambiente per il 2007:

  • Pollica (con le frazioni Acciaroli e Pioppi): Bandiera Blu, 5 Vele
  • Sapri: Bandiera Blu, 4 Vele
  • Castellabate: Bandiera Blu, 4 Vele
  • Pisciotta: Bandiera Blu, 4 Vele
  • Centola (con la frazione Palinuro): Bandiera Blu, 3 Vele
  • Ascea: Bandiera Blu, 3 Vele
  • Agropoli: Bandiera Blu, 2 Vele
  • Montecorice-Agnone: Bandiera Blu
  • Marina di Camerota: 3 Vele
  • San Giovanni a Piro (con la frazione Scario): 3 Vele
  • Capaccio-Paestum: 2 Vele
Maggiormente celebre rispetto quella cilentana, la costiera amalfitana si sviluppa a nord di Salerno fino al confine della Provincia di Napoli. In Costiera Amalfitana si fondono diverse culture mediterranee e le tradizioni risentono di antiche influenze. La Costiera Amalfitana è un viaggio alla scoperta di località poco conosciute, come Nerano, Furore, Conca dei Marini, Praiano e quelle ormai famose in tutto il mondo come la pittoresca Positano, Amalfi, già repubblica Marinara, e la raffinata Ravello.  Il primo comune che si attraversa partendo da Salerno è Vietri sul Mare, molto nota per le sue cupole maiolicate, insegna di un artigianato ceramico famoso nel mondo.

 Nella minuscola Atrani, incassata nella valle del Dragone, si svolgeva la cerimonia di investitura dei dogi amalfitani, mentre sulla strada che da Amalfi si arrampica verso il “paese dipinto” di Furore, il borgo di Conca dei Marini è riconoscibile dalle volte a botte della bianca costruzione seicentesca adagiata su uno sperone di roccia. Passando per Cetara ed Erchie, località dalle magnifiche calette poste proprio sotto la strada costiera ed accessibili mediante strette ed antiche scalinate di pietra, si arriva a Maiori, con la sua storia millenaria e le spiagge pulitissime.

Senza nulla togliere alle altre località, splendono tra tutte Amalfi e Positano, mete ambitissime di vacanza già dai tempi dei romani. Ne sono prova i numerosi reperti archeologici e le rovina delle antiche ville patrizie.

Le strutture cittadine sono molto simili tra loro; le case tinteggiate di bianco, abbarbicate lungo una collina che si affaccia sul mare arrivando a lambire la spiaggia, la sua architettura caratteristica composta da vicoli angusti, portici, sottopassi, gradinate, le sue boutiques dove si offrono souvenirs ai tanti turisti. Alla celebrità del Duomo, che fa da quinta al teatro della piazza, si contrappone la città araba, dai vicoli segreti, androni e porticati biancheggianti di calce. Tantissime loggette, scale e scalinatelle che si intersecano in un gioco di geometrie azzardate, intrecci di costruzioni che sembrano mantenersi sospese per caso e che fecero dire a Le Corbusier “Non è possibile, ma esiste”.Ovviamente, non dimentichiamo il mare limpido e le spiagge sabbiose e pulitissime.

Di foto fantastiche si potrebbero riempire volumi e volumi.

In età rinascimentale, lo scrittore e naturalista Giambattista Della Porta paragonava lo splendore dei mitici orti Esperidi ai giardini di limoni della Costa d’Amalfi. Ancora oggi, quelle coltivazioni a terrazzamenti catturano lo sguardo del visitatore: gradinate di orti e giardini intagliati nei fianchi della montagna, punteggiati per tutto l’anno dall’oro dei limoni che bucano il verde cupo del fogliame per fondersi nel turchino, l’indaco, lo smeraldo di un mare dai colori sempre mutevoli.

Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è stato creato nel 1991 con la legge quadro

del 6 dicembre n. 394 con lo scopo di tutelare le coste e l’entroterra cilentano.

La morfologia è caratterizzata da rilievi montuosi digradanti verso il mare, dove la fascia costiera è costituita da una successione di spiagge, insenature e promontori. Le coste si presentano varie e articolate. La fascia costiera compresa tra Agropoli a nord e Capo Palinuro a sud risulta frastagliata, a volte alta, con baie sabbiose alternate a promontori. Nel Parco del Cilento e Vallo di Diano sono stati individuati 20 siti di interesse, nei quali si concentrano sia habitat che specie di particolare importanza, sei siti sono costieri, gli altri sono interni. Le indagini faunistiche sulle specie di interesse comunitario hanno portato ad individuare nell’area un totale di 63 specie appartenenti a 6 principali gruppi zoologici. Alcuni di essi vengono considerate specie protette: il lupo e la lontra tra i mammiferi  mentre per quanto concerne gli uccelli annoveriamo l’aquila reale, il nibbio e il picchio nero.

 Per i buon gustai non poteva mancare un elenco dei prodotti tipici di Salerno e provincia.

LA MOZZARELLA DI BUFALA

Fra i primi prodotti italiani ad ottenere dalla Commissione UE la registrazione quale Denominazione di Origine Protetta (DOP), fin dal maggio del ’96, la mozzarella è un formaggio fresco a pasta filata, con sfoglie sottili, con crosta molto sottile e lucente di colore bianco porcellanato, fresco e fragrante, dal profumo di fermenti lattici vivi del latte intero di bufala, che ne determina il gusto caratteristico. La produzione annua complessiva è di circa 150.000 quintali, per un valore di oltre 350 miliardi; 15.000 quintali sono destinati all’esportazione.

LA MELA ANNURCA

La mela Annurca tradizionale è un frutto di forma rotondeggiante con epidermide rossa striata. Prodotto IGP unicamente campano, la mela annurca, viene definita la regina delle mele. E’ una varietà molto antica ed è leader della produzione regionale fin dalla seconda guerra mondiale. Si sviluppa in un clima dai tipici caratteri di mediterraneità. Non matura sull’albero : la raccolta viene effettuata in autunno, quando le mele sono ancora acerbe, di colore verde-giallastro e successivamente poste a maturazione su letti di paglia dove assumono il colore rossastro che le caratterizza.

IL POMODORO SAN MARZANO

 La denominazione Pomodoro San Marzano dell’Agro-nocerino-sarnese è riservata ai pomodori pelati della varietà San Marzano. Il pomodoro, originario delle Americhe e appartenente alla famiglia delle salanacee, si diffuse a Napoli dalla Spagna nel XVI secolo. Inizialmente considerato pianta medicinale, entrò nelle cucine partenopee solo alla fine del ‘700, mentre prima era guardato con sospetto e addirittura creduto velenoso. Dall’inizio dell’800, invece il pomodoro divenne il simbolo della cucina partenopea. Il pomodoro San Marzano è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo per le sue pregevoli caratteristiche organolettiche. E’ un prodotto tipicamente campano che costituisce un importante riferimento per l’industria conserviera e per la dieta mediterranea.

I VINI SALERNITANI

Il territorio provinciale è disseminato di testimonianze, di reperti, che documentano le presenze della vite e l’eccellente qualità dei vini prodotti. Tecniche raffinate di coltivazione, di vinificazione e consumo sono il fiore all’occhiello dei vini salernitani. La provincia di Salerno è in grado di offrire un ventaglio di prodotti ampio e ben articolato, fortemente differenziato e caratterizzato, in grado di soddisfare un mercato sempre più esigente. Oggi i vini a denominazione di origine controllata sono 3 cui corrispondono una decina di tipologie, il Cilento, il Castel San Lorenzo e il Costa d’Amalfi, uno a indicazione geografica tipica, il Colli di Salerno.