A cura di redazione meteoweb
Anche per il 2008 Meteoweb vi propone la classifica dell’ecosistema urbano e questanno a primeggiare sono le aree del Nord-Est e il centro Italia. La classifica la vince Belluno e si conferma la tradizione del “benessere urbano”che si respira nei piccoli capoluoghi di provincia localizzati sull’arco alpino, difatti fra le prime dieci città troviamo anche Trento e Bolzano. Buono anche l’andamento delle città del centro Italia che piazzano Siena, Parma e Prato nella top ten. La maglia nera quest’anno va ad una città del centro : Frosinone. Per la prima volta da alcuni anni questo triste primato non tocca una città del Sud, anche se si conferma che in quest’area del paese, nonostante i progressi, gravino ancora grosse problematiche dal punto di vista ambientale. A sorpresa per l’italia meridionale si piazza 37° Caserta. Per i grandi centri male Roma e Torino oltre il 60° posto, bene invece per Genova che sale all’11° posto.
Le città italiane e l’ambiente danno vita a un quadro dinamico, ma le considerazioni di fondo non cambiano granché. Capita ogni anno, al momento di commentare i dati del rapporto Ecosistema urbano: qua e là ci sono miglioramenti, in alcuni casi anche di una certa consistenza, senza che però la valutazione complessiva si discosti molto da quella fatta in base all’indagine precedente. La situazione rimane critica su più fronti, non solo per i picchi negativi che si registrano nelle singole classifiche.
D’altronde, sarebbe forse illusorio attendersi un indiscutibile scatto in avanti nell’arco di 12 mesi. Può riuscirci qualche città (l’esempio più brillante, alla luce dei dati 2007, è quello di Belluno, che non solo conferma il primo posto nella classifica generale ma migliora anche in maniera sensibile le sue performance), non un sistema che si regge su 103 capolughi.
Sale la media
Un aspetto positivo merita comunque di essere sottolineato: la media complessiva passa da un valore di 50,55 (su un totale di 100 che verrebbe attributo alla città ideale) a uno di 51,96, quasi un punto e mezzo in più. Il risultato è il frutto dell’avanzamento di diverse realtà. Per esempio, l’anno precedente erano 14 quelle oltre quota 60 e 10 quelle sotto quota 33: adesso il primo gruppo è salito a 18 e il secondo è sceso a due. Se, però, si contano le città che rimangono sotto l’indice 50, si scopre che sono 40, proprio come nella rilevazione basata sui dati 2006.
L’andamento “a doccia scozzese” prosegue anche in vari settori. Migliorano i risultati della raccolta differenziata dei rifiuti, ma si torna a produrre più spazzatura: l’aumento medio per abitante è di un solo chilogrammo, è vero, ma – come fanno rilevare i curatori del rapporto – alla luce di una situazione che era già drammatica si tratta di un chilo assai pesante. Il parco auto si rinnova, con una maggiore quota di Euro3 ed Euro4; nel frattempo, però, cresce ancora il numero di vetture in circolazione. Va meglio per le emissioni di biossido di azoto e peggio per quelle di ozono. Sono solo alcuni casi all’interno di una contraddizione globale.
La geografia
Belluno si afferma per la seconda volta consecutiva (cosa riuscita in passato a Pavia e a Cremona), mentre Trento e Bolzano sono rispettivamente terza e sesta. L’arco alpino, insomma, è ben rappresentato nella “top ten”, dalla quale invece sparisce la Lombardia, regione che spesso aveva espresso la città leader: ora la sua migliore esponente è Mantova, 12ª. Tra le prime dieci ci sono anche due toscane (Siena, che sale in seconda posizione, e Prato, ottava) e due liguri (Savona, settima, e La Spezia, nona). Venezia, al decimo posto, è la seconda della sua regione. A Piemonte ed Emilia Romagna vanno rispettivamente la quarta e la quinta piazza con Verbania e Parma.
In genere, il Meridione rimane indietro. La novità è che questa volta l’ultimo capoluogo in assoluto, Frosinone, appartiene al Centro (era già avvenuto nove anni fa con Latina), ma la sostanza cambia poco. Sud e Isole fanno la loro prima comparsa grazie a Cagliari, 35ª, e occupano 15 delle ultime 20 posizioni. Tuttavia, se si passa dalla classifica generale a quelle “di tappa”, ecco qualche indicatore in controtendenza: Catania stravince nella nuova classifica che riguarda la quasi inesistente emissione di anidride carbonica da parte dei mezzi pubblici e Cosenza ha i migliori valori medi annui nelle polveri sottili; a Caserta, Nuoro e Teramo il rischio ozono è lontano, mentre non ci sono nitrati nell’acqua di Vibo Valentia; Benevento è prima per l’installazione di pannelli fotovoltaici sugli edifici comunali.
I grandi centri
Un’occhiata, infine, alle città più grandi, quelle oltre i 200mila abitanti. Si notano, innanzitutto, il passo avanti di Milano (dal 58° al 49° posto della classifica generale) e quello indietro di Roma (dal 55° al 70°). Venezia e Genova, le migliori, occupano il 10° e l’11° gradino, mentre la peggiore, Catania, è 101ª.
Gli sforzi compiuti vengono in parte premiati. Tra i 14 centri più popolosi, 11 fanno registrare un miglioramento, il più delle volte modesto e in alcuni casi più consistente: il salto maggiore (22 posizioni guadagnate) lo fa Bari, che ora è 60ª.


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