I castagneti italiani sono in serio pericolo!

Un agente patogeno molto dilagante sarebbe la causa della moria di molti castagni

A cura di Salvatore Filloramo

Questa malattia, presente in Italia sin dal secolo scorso, si è diffusa in tutte le zone castanicole italiane e, dopo un lungo periodo di quiescenza, sta causando danni molto gravi in numerosi impianti di castagno.

 

Le prime avvisaglie degli attacchi di Phytophthora cambivora (Petri) Buism, l’agente patogeno, sono caratterizzate da un rallentamento della vegetazione e pertanto le piante e le ceppaie colpite presentano una chioma molto più rada rispetto a quella delle piante sane. Le foglie sono più piccole e spesso ingialliscono. L’accrescimento delle branche è scarso ed esse appaiono raccorciate. La fruttificazione è concentrata alla sommità della chioma ed è costituita da ricci più piccoli del normale, chiaramente visibili anche se circondati da foglie secche ancora attaccate ai rami e alle branche. Ad uno stadio più avanzato molti rami e successivamente le branche cominciano a disseccare tanto che la parte apicale appare completamente spoglia.

 

Tali manifestazioni possono essere originate da vari agenti di marciume radicale e pertanto saranno necessari saggi sulle radici e sul colletto.Deperimenti e morie causate dal “Mal dell’inchiostro” sono stati rilevati anche nei vivai su gruppi di semenzali da innestare o innestati, coltivati su terreni umidi. I danni sono apparsi notevoli sia per l’intensità della malattia che per il suo decorso rapido e violento: le giovani piantine presentano improvvisi stati di sofferenza e poi rapidamente muoiono. La conservazione del fungo è affidata alle oospore capaci di sopravvivere per lunghi periodi di tempo: anche oltre sette anni.

 

Le conoscenze sulla biologia dell’agente patogeno indurrebbero a ritenere questa malattia come localizzata a particolari ambienti molto umidi e con ristagni d’acqua, ma la gravità e soprattutto la vastità dei danni smentiscono questi criteri ed inducono a ritenerla come una fitopatia dell’apparato radicale molto più diffusa di quanto sinora ritenuto.

 

Riguardo al decorso della malattia, vengono individuati due andamenti: uno rapido e l’altro lento.Contro il ” Mal dell’inchiostro” non sono ancora disponibili metodi di difesa realmente efficaci tanto è vero che sui castagni colpiti, purché siano effettuate alla comparsa dei primi sintomi della malattia, si può intervenire con energiche potature e capitozzature per ridurre la chioma e stimolare le radici a produrre nuovi elementi radicali. Importanti risultano anche gli interventi tesi a migliorare il drenaggio del suolo ed eliminare i ristagni idrici.

L’impiego di prodotti anticrittogamici sistemici sembra al momento inopportuno per le difficoltà di somministrazione e gli incerti risultati. In vivaio invece si può intervenire con i trattamenti alla comparsa dei primi sintomi di sofferenza sulle piantine. E’ consigliabile l’uso di prodotti del gruppo delle acilalanine e del fosfito di alluminio (Cristinzio, 1986).

 

Incoraggianti prospettive sono offerte dalla difesa biologica basata sull’attività antagonistica di alcuni funghi simbionti micorrizici.

 

I tentativi di Cristinzio e Grassi (1986, 1993) di individuare varietà di Castanea sativa resistenti alla malattia costituiscono un’altra interessante possibilità d’intervento e, a questo proposito, incoraggianti risultati sono stati conseguiti da ricercatori in Spagna dove questa malattia arreca danni molto gravi.

Allo stato attuale, si registra un rinvigormiemento della malattia a causa di questa primavera dal clima incerto. Ci auguriamo che il settore produttivo non venga penalizzato soprattutto perchè in Italia abbiamo moltissime specie Doc di castagne molto apprezzate ed esportate in tutto il mondo!