migliaia di palme in fin di vita nella Sicilia occidentale
A cura di Salvatore Filloramo
Il Rhynchophorus ferrugineus è un coleottero curculionide molto dannoso alle piante di palma.
La specie è originaria dell’Asia meridionale e Melanesia. Sono segnalati gravi danni nei palmeti da dattero della penisola arabica. Nel 1994 l’insetto è comparso per la prima volta in Europa e precisamente in Spagna; dall’anno 2005 è segnalato anche in Italia (Sicilia, Campania, Puglia, Lazio e Toscana).
La larva di punteruolo vive all’interno della palma, dove compie interamente il suo ciclo vitale. La femmina depone circa 300 uova distribuite alla base delle giovani foglie o sulle ferite delle foglie o in cavità del tronco della palma. Le uova si trasformano in 2 o 5 giorni in piccole larve che bucano le palme, cibandosi dei tessuti delle stesse, eliminando tutto il materiale fibroso. Le larve si muovono verso l’interno della palma scavando tunnel e larghe cavità, si possono trovare in qualsiasi parte della palma, anche al colletto. Il periodo larvale varia da 1 a 3 mesi. Le larve si impupano in un pupario cilindrico formato da strati fibrosi, generalmente questa fase avviene fuori dal tronco alla base della pianta. Dopo 14-21 giorni fuoriescono gli adulti. L’intero ciclo dura 4 mesi.
Sullo stesso albero di palma possono sovrapporsi più generazioni dell’insetto. Generalmente il curculionide non si sposta in una nuova palma finchè non ha completamente distrutto quella su cui vive. I danni sono causati dalle larve e sono visibili solo quando il curculionide ha colonizzato l’intera pianta, che collassa.
I maggiori danni provocati in Sicilia dal punteruolo rosso sono stati accertati nelle città di Palermo e Trapani con 4680 e 3375 palme infestate di cui più del 70% sono state distrutte. Seguono come infestazione Catania (2969), Ragusa (627), Agrigento (521), Messina (30), Siracusa (16) ed Enna (7).
Diversi metodi sono stati studiati dalla Facoltà di Agraria di Palermo per combattere l’insetto: Il Chimico, con degli agrofarmaci; il Biologico, tramite l’ausilio di piccoli vermi concentrici che uccidono l’insetto; e il Meccanico, con inteventi dendrochirurgici. Tutti e tre i metodi però hanno dei vantaggi e degli svantaggi. Il primo è di facile applicazione ed ha un notevole impatto ecologico, il secondo nessun impatto ecologico però non è certo che il verme uccida tutti gli insetti, mentre l’ultimo non ha nessun impatto ecologico però necessita di personale specializzato, l’intervento è costoso e la palma può ricevere ancora attacchi.
In Israele, la lotta controquesto coleottero è iniziata da 10 anni ed fin oggi hanno ottenuto buoni risultati, posizionando migliaia di trappole ai feromoni che vengono monitorate frequentemente. Con questo metodo riescono ad evitare infestazioni improvvise, in quanto ogni trappola ha un codice a barre che comunica tramite dispositivi elettronici che controllano la rete tramite dei sistemi di calcolo. Una volta individuate le aree il ministero prontamente fa evacuare la popolazione adoperando un trattamento per l’area per prevenire l’infestazione. Questi sono stati però eventi sporadici, in quanto si sono verificati solo 2 volte nell’arco di 10 anni.
In Italia da 2 anni L’Azienda foreste demaniali è pienamente impegnata nel fronteggiare l’avanzata del punteruolo rosso. Il loro intervento ha permesso la diminuzione della popolazione dell’insetto e all’eliminazione di 6000 piante diventate pericolose in quanto poste in luoghi di frequentazione dell’insetto.
Il loro intervento si suddivide in una fase preparatoria ed in una fase esecutiva. Nella prima si provvede alla trasmissione periodica agli uffici provinciali dell’Azienda foreste degli elenchi contenenti i dati relativi ai titolari delle palme da eliminare, segnalate al Sfr (Servizio fitosanitario regionale) e ufficialmente accertate; si passa in seguito alla compilazione di un elenco unico suddiviso per Comuni allo scopo di stabilire le priorità per facilitare i sopralluoghi preliminari e velocizzare l’intervento vero e proprio. Dopo di che si passa al contatto con i titolari per effettuare il sopralluogo e stabilire data e modalità d’intervento.
L’eventuale abbattimento e smaltimento del materiale vengono effettuati applicando il protocollo riportato nel decreto assessoriale del 6 marzo 2007, pubblicato sulla Gurs n. 13 del 23/03/2007.
Ultimamente è stato introdotto un nuovo prodotto per la lotta al coleottore. Il prodotto si chiama Neemazal, è stato brevettato dalla Intrachem Bio Italia e presentato a Palermo da Enrico Camerata Scovazzo, responsabile dell’area Agronomica dell’ A.S.A. Consulting, e da Dino Reina, responsabile della sperimentazione per la lotta al punteruolo rosso delle palme della Bio Intrachem Italia.


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