Le origini del Mediterraneo

a cura di Salvatore Filloramo

Nel Paleozoico il globo era circondato dalla Tetide, un antico oceano su crosta continentale, sottoforma di un golfo ampio e profondo chiuso ad ovest dalla Spagna e dall’Africa settentrionale.

Solo dopo il cretaceo medio assunse l’aspetto di un oceao aperto e continuo, mentre nel cretaceo superiore (70 Ma) tale oceano si sviluppò da ovest verso est, come testimoniano i molluschi bentonici simili a quelli di Cuba e del Messico. La Tetide comunque non ebbe sempre caratteristiche di un oceano uniforme, in quanto in molti istanti si differenziarano molti bacini, alcuni dei quali rimasti chiusi. In altri momenti, invece, rappresentò una barriera naturale tra gli interscambi della fauna bentonica tra il nord e il sud, come testimoniano alcuni fossili( Nummuliti) dei Pirenei e delle Alpi diversi da quelli del Nord Africa. Una specie tipicamente meridionale è ad esempio la Nummulitis Gizahensis che forma i calcari usati per la piramide di Cheope!
Drastici cambiamenti del clima si ebbero nel Terziario, mentre la collisione della placca Arabo-Africana con l’Europa avvenuta 20 milioni di anni fa causò il sollevamento di catene montuose che si estendevano dalle Alpi alla Turchia.

Tali catene montuose riducevano l’estensione della Tetide, oltre che bloccare i colegamenti marini con le acque Indopacifiche. Si creò un corridoio naturale che permise la migrazione di mammiferi africani verso L’Europa mentre nel senso opposto fluirono carnivori, insettivori, rinocerotidi, bovidi.

La Tetide si divise in due rami: quello meridionale occupava il Mediterraneo, mentre la porzione settentrionale la Paratetide, che si estendeva dal bacino Ungherese sino al Mar Nero, Caspio e mare di Aral. Anche il golfo Persico è un relitto della Tetide.