a cura di Maximiliano Herrera
In Perù c’è un villaggio (anche se ormai dovremmo parlare di cittadina, visto che gli abitanti sono circa 35 mila!) a oltre 5.100 metri di altitudine che si chiama La Rinconada.
Sorge sulle pendici dell’omonimo ghiacciao, dove ci sono importanti giacimenti d’ oro.
Con la scoperta di questi giacimenti d’oro, la compagnia mineraria ’Corporación Ananea’ selezionò un gruppo di popolazione indigena dopo che un esame genetico ne dimostrasse una certa predisposizione a resistere alle condizioni di scarsa ossigenazione dell’area. Gli indigeni furono portati a vivere permanentemente sulle pendici del ghiacciao Rinconada, fondando il villaggio omonimo.
Col passare degli anni, sempre più persone dalle regioni circostanti sono state attratte verso La Rinconada alla ricerca di un’improbabile fortuna.
Tutt’oggi la cittadina de La Rinconada ha visto la popolazione crescere esponenzialmente fino agli attuali 35 mila abitanti circa, che vivono ad un’altitudine di circa 5.100 metri (è villaggio più alto del mondo, supera il cinese Wenchuan!) in condizioni igieniche e sanitarie terrificanti e inumane.
Non esiste infatti acqua corrente, non esiste un sistema di drenaggio, non esiste un sistema di smaltimento dei rifiuti.
La gente vive in mezzo a escrementi, spazzatura, senza riscaldamento e nel mezzo di un fetore nauseabondo.
Le malattie polmonari e le infezioni respiratorie sono la norma fra la popolazione.
Oltretutto l’uso del mercurio per la separazione dell’oro dalle rocce, oltre ad essere una bomba ambientale, compromette la salute dei lavoratori della miniera.
Vi chiederete quanto possano guadagnare questi poveretti che si rovinano la vita con le loro famiglie in questo inferno in terra.
Il sistema di “pagamento” principale si chiama “cachorreo” in cui la gente lavora gratis 30 giorni di fila e il 31esimo giorno le si consente di portare in spalla tutto il materiale minerario che possano: sarà poi una questione di fortuna se esso conterrà effettivamente pepite di oro o no.
Il clima de La Rinconada è ovviamente rigido, con una temperatura media annuale leggermente inferiore allo 0°C, con temperature che possono scendere fino a -20°C nelle notti della stagione secca e possono salire a un massimo di +15°C nei giorni che precedono l’ingresso della stagione umida.
Le precipitazioni possono essere nevose, piovose o miste nella stagione “tiepida”/umida, con occasionali nevicate anche nella stagione secca.
Insomma,i racconti e le descrizioni della vita del tetto abitato del mondo fanno rabbrividire non solo per il freddo, ma soprattutto per le condizioni inumane in cui questi disperati vivono e muoiono.




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