29 set. (Apcom) – Un aumento della temperatura di quattro gradi centigradi nel prossimo secolo sarebbe davvero catastrofico e provocherebbe terribili siccità, grave scarsità di acqua potabile e inondazioni. A sostenerlo, rilanciando l’allarme sui cambiamenti climatici, è l’Hadley Centre For Climate Prediction and Research, ufficio di ricerca del servizio meteorologico britannico (Met). Secondo un rapporto dell’autorevole centro di Oltremanica, questo riscaldamento medio potrebbe verificarsi già verso il 2060 o 2070 se non vi saranno tagli rapidi ed efficaci delle emissioni di gas a effetto serra. “La gente dirà che si tratta di uno scenario estremo, e lo è, ma è anche uno scenario probabile se non si prendono misure drastiche”, ha detto Richard Betts, autore del rapporto e capo del dipartimento di impatto climatico del Hadley Centre. Di fatto gli esperti danno già per scontato che le temperature aumentino di 2 gradi, senza possibilità di evitarlo. Lo studio, presentato a Oxford davanti a una conferenza di 130 esperti, mette in evidenza che un aumento medio di quattro gradi significa che in alcune zone questo potrebbe essere molto maggiore, fino a 15 gradi nella zona dell’Artico e di 10 gradi in Africa occidentale. Tutti i modelli informatici prevedono riduzioni delle piogge fino al 20% in Africa e America centrale, nel Mediterraneo e alcune zone dell’Australia. Altrove, come per esempio in Idia, le piogge potrebbero invece crescere fino al 20%, causando continue inondazioni. Secondo Betts, tutto questo “potrebbe avere enormi conseguenze nell’alimentazione, l’accesso all’acqua potabile e la salute”. E tuttavia, aggiunge l’esperto britannico, se le emissioni arrivano al loro massimo nel prossimo decennio e poi si riducono rapidamente, “sarebbe possibile evitare almeno la metà di questi quattro gradi di riscaldamento”.


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