(AGI) – Milano, 1 dic. – “Eccolo, eccolo: il tanto desiderato, agognato, scongiurato avviso di garanzia e’ arrivato”. Con tono ironico, il presidente della Regione Robero Formigoni annuncia di essere stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milano nell’ambito di un’inchiesta sull’inquinamento. Grave e inedita l’accusa che riguarda, oltre al Governatore, anche il sindaco Letizia Moratti e il presidente della Provincia Guido Podesta’: non aver fatto abbastanza per salvaguardare la salute dei milanesi di fronte all’ascesa inarrestabile delle polveri sottili, da anni vero flagello per chi vive nel capoluogo lombardo. In particolare, i tre non avrebbero adottato provvedimenti, a cominciare dal blocco delle auto, per evitare lo sforamento della soglia massima di pm10 per piu’ di 35 giorni all’anno, il limite considerato ‘accettabile’ dalla legge italiana (decreto monisteriale del 2002) che recepisce una direttiva europea. “Questo e’ solo un atto di garanzia per dare modo ai tre indagati di nominare un avvocato e difendersi”, precisa il capo del pool ambientale della Procura, Nicola Cerrato. Ma e’ un atto significativo perche’ per la prima volta, dopo una serie di esposti sfociati in altrettante archiviazioni, il Codacons vede riconosciute, almeno temporaneamente, le sue ragioni. Nel giugno scorso, il gip Marina Zelante aveva detto ‘no’ all’ennesima richiesta di archiviazione proveniente dalla Procura, sulla base di un esposto del 2007, invitando il pm Giulio Benedetti a nuovi accertamenti. Ora, a distanza di mesi e anche sulla scorta dei dati allarmanti ricevuti dall’Arpa, l’ente che controlla la qualita’ dell’aria, arriva una svolta. “In questi casi si puo anche fare a meno di mandare un avviso, c’e’ ampia disrezionalita’ della Procura”, commenta Mario Brusa, legale di Formigoni. “Ma l’avviso era obbligato poiche’ l’esposto era mirato proprio a i Presidenti di Regione e Provincia e al sindaco”, puntualizza Cerrato. E nella sua denuncia il Codacons non lesina dati da brivido. A Milano e in altre 12 citta’ italiane, secondo l’Oms, “a causa dell’alta concentrazione del PM10 muoiono in media 8.220 persone l’anno, il che equivale al 9% della mortalita’ degli over 30 per tutte le cause esclusi gli incidenti stradali”. (AGI)


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