A cura di Renato Sansone
Riprendono gli studi sui raffreddamenti radiativi della polje carsica di Piano Ruggio.
Vi presentiamo il
riepilogo dei dati del mese appena trascorso, analizzando in dettaglio ciò che è accaduto dal punto di vista
termico. Sarà evidenziata una breve analisi su ciò che è stato il mese nella nostra penisola sino a commentare tutti i dati giornalieri.
Durante i primi giorni del mese si sono susseguite due perturbazioni di origine atlantica, seguite da un periodo di tempo prevalentemente stabile.
E’solo dal 12 Dicembre che la nostra penisola, a causa di un aumento barico sul Nord Europa, ha cominciato ad entrare progressivamente nell’inverno atteso, soprattutto per quanto riguarda il centro-Nord e le regioni adriatiche settentrionali.
Le temperature hanno subito via via un crollo termico, con tempo prevalentemente instabile. La settimana centrale è stata caratterizzata da sistemi frontali che hanno riportato la neve a quote relativamente basse anche al centro-sud. Durante la mattinata del giorno 20 infatti, varie località di pianura, persino sulle coste pugliesi, hanno registrato valori <0°C.
Successivamente l’area del Mediterraneo centrale è stata invasa da una vasta circolazione depressionaria di origine atlantica che ha favorito la risalita di correnti umide e miti, mentre diversi sistemi perturbati a distanza più o meno regolare hanno interessato gran parte della penisola, in particolare le regioni centro-settentrionali. In molte località della Pianura padana il mese appena trascorso sarà ricordato come un mese decisamente produttivo in termini nevosi le cui località hanno sfiorato in alcuni casi anche i -20°C per irraggiamento notturno.
Dal 28 infine una vasta circolazione ciclonica ha favorito correnti tese di Libeccio che hanno apportato, soprattutto nelle aree meridionali, un notevole incremento termico.
Dicembre a Piano Ruggio
Dicembre è il mese del record assoluto nel seppur brevissimo archivio storico della stazione di rilevamento.
Molti ricorderanno infatti quel famoso -26.2°C raggiunto il 21 Dicembre 2007. In quel mese ricordiamo anche i -19.1°C alle 12:25 del 15 Dicembre per dispersione di calore giornaliero, che destarono stupore in tutti i lettori.
E in quel mese si registrò una ripresa termica di quasi 24°C in 70 minuti che rappresenta attualmente la maggior variazione termica registrata dalla stazione in un lasso temporale molto limitato. Dicembre 2009 purtroppo, come evidenziato in apertura di articolo, è stato ben altro, in quanto caratterizzato da valori sostanzialmente “miti” rispetto alle medie.
L’assenza di poderose irruzioni di aria artica o continentale che almeno una volta in media in questo mese determina bruschi cali termici, lo scarso innevamento della conca e probabilmente le pochissime serate adatte ad un’inversione termica pronunciata a causa del vento che rimescolava i bassi strati, non hanno prodotto valori altrettanto bassi.
Il valore minimo assoluto è stato raggiunto giorno 13, quando il datalogger ha indicato un valore di -9.8°C alle 7:20 del mattino.
Sono state 20 le minime sottozero e soltanto 2 le giornate di ghiaccio. Giorno 31 è stato registrato il valore più elevato mai raggiunto nel mese di Dicembre (14.4°C), stracciando il precedente “record” di 5.7°C.
L’arrivo di avvezioni calde hanno prodotto più volte valori molto miti in piena sera, quando le temperature massime venivano ritoccate.
La media totale del mese, basata sulle 4464 rilevazioni è stata di 2.4°C.
Per quanto riguarda l’umidità relativa, abbiamo registrato estremi di 98.7% – 29.3%.
Il dew point è sceso a -12.9°C alle 21:20 del giorno 21, con una temperatura di 2.6°C e umidità relativa al 30.7%.


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