Roma, 6 feb. (Adnkronos/Adnkronos Salute) – “Stabilire quando e’ il caso di sospendere una partita di calcio per freddo e gelo e’ difficile. Nel caso di incontri giovanili, pero’, sarebbe il caso di usare la massima cautela: gli atleti piu’ giovani possono essere piu’ vulnerabili di fronte a condizioni climatiche estreme”. Ad affermarlo all’ADNKRONOS SALUTE e’ il medico sportivo Mario Brozzi, dopo quanto accaduto ieri al Torneo di calcio giovanile Viareggio Cup. Nel corso di una gara tra Sampdoria e Club Nacional, disputata in condizioni meteorologiche al limite: acqua ghiacciata mista a neve e temperatura sotto lo zero, un ragazzo e’ svenuto e altri quattro sono stati medicati per ipotermia. “Giocare a calcio in condizioni estreme – spiega Brozzi – puo’ presentare dei rischi, non solo legati agli infortuni muscolari e articolari. Il troppo freddo puo’ infatti causare problemi a tutto l’organismo, compreso l’apparato cardiocircolatorio. Naturalmente poi dipende da soggetto a soggetto”. Se pero’ nel calcio professionistico dei ‘grandi’, schiacciato com’e’ dagli obblighi televisivi, sospendere una partita e’ diventata una cosa assai complicata, nei tornei giovanili forse questa regola dovrebbe essere piu’ seguita. “Assolutamente si'”, sottolinea Brozzi. “Anche perche’ – conclude – i calciatori piu’ giovani possono correre piu’ rischi. Non essendo abituati a partite di alto livello, allo stress agonistico sommano anche un’elevata tensione psicologica, che fa perdere loro piu’ zuccheri. Insomma piu’ ‘carburante'”.


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