Londra, 31 mar. (Ap) – L’indagine della Commissione di inchiesta parlamentare britannica sul furto di e-mail dall’Università dell’East Anglia che ha sollevato molte polemiche sugli studi del riscaldamento globale scagiona gli scienziati ma auspica una maggiore trasparenza. La Comissione ha concluso che nessuna delle circa mille e-mail in questione mette in dubbio il consenso scientifico sul fatto che “il riscaldamento globale sia una realtà causata dalle attività umane” e che nessuno degli scienziati coinvolti abbia alterato i dati o il processo di peer-review per esagerare la minaccia rappresentata dai cambiamenti climatici.


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