Londra, 15 apr. – Voli cancellati, aeroporti chiusi, partenze e arrivi ritardati. Una nuvola di cenere proveniente dal vulcano islandese di Fimmvorduhal ghiacciaio di Eyjafjallajokul, ha costretto gli hub di gran parte del nord Europa a chiudere gli scali almeno fino al pomeriggio di oggi. E, paradossalmente, quelli islandesi sono tra i pochi aeroporti perfettamenti operativi. Il vento ha soffiato la nuvola verso est, tenendo al riparo, tra gli altri aeroporti islandesi, il principale hub dell’isola: “Le cose”, ha spiegato un portavoce dell’aeroporto di Keflavik, “sara’ buona per tutta la giornata, a giudicare dalle condizioni del tempo. E’ stupefacente, ma e’ vero”. A mille chilometri di distanza dal vulcano il caos, invece, e’ indescrivibile. A partire da Londra, dove tutti gli aeroporti hanno smesso di funzionare. Il timore che sin possa ripetere quanto accaduto a un Jumbo della British Airways nel 1982, quando una nuvola di cenere costrinse i piloti ad attraversarla con i quattro motori spenti, ha spinto a misure drastiche. La cenere vulcanica contiene frammenti di roccia e vetro che potrebbe causare danni gravi ai motori. Piu’ di 250 voli da e per Heathrow e Gatwick sono stati cancellati e quasi tutti gli scali in Norvegia, Danimarca, Svezia, Finlandia. Eurocotrol, l’organismo che monitora la sicurezza nei cieli d’Europa, ha fatto sapere che la nuvola e’ a circa dieci chilometri di distanza e piu’ tardi dovrebbe muoversi verso l’Olanda e il Belgio: “Perdera’ consistenza”, ha spiegato alla BBC Brian Flynn, vice direttore delle operazioni, “ma non sappiamo quanto sara’ estesa”. Quanto all’eruzione, che ieri ha costretto 800 abitanti dell’area a lasciare le proprie abitazioni, potrebbe durare “a lungo”, ha spiegato Magnus Tumi Gudmundsson, professore di geofisica e consulente per la protezione civile in Islanda, che ha formulato la previsione tenendo conto dell’intensita’ dell’eruzione. Si tratta della seconda attivita’ eruttiva dal 1823 nel ghiacciaio Eyjafjallajokul. La prima fu il mese scorso. Ci fu un’evacuazione della popolazione anche allora, ma sostanzialmente “nessun rischio”. L’eruzione attuale ha interessato il cratere principale, ha aggiunto il geofisico, “ed e’ molto piu’ potente”. (AGI)


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