Macchia di petrolio nel Golfo del Messico

WASHINGTON, 25 APR – Continua ad ampliarsi la macchia di petrolio nell’area del Golfo del Messico dove giovedi’ e’ affondata una piattaforma causando la perdita di mille barili di petrolio al giorno nell’oceano. La compagnia BP, responsabile della piattaforma Deepwater Horizon, ha inviato 32 navi nell’area per contenere i danni: il petrolio ha formato una macchia nera che si estende gia’ su una superficie di 32 chilometri quadrati. La perdita di petrolio nell’oceano e’ stata confermata da un robot inviato nel fondo del mare nel punto dove la piattaforma e’ affondata giovedi’ dopo una esplosione seguita da un colossale incendio. Il bilancio dell’incidente e’ di undici morti e diciassette feriti (quattro sono in gravi condizioni). La piattaforma estraeva 8.000 barili al giorno al momento dell’incidente. Un tubo di trivellazione connesso alla struttura sarebbe la causa della fuoriuscita del petrolio nell’oceano. La BP ha annunciato di avere inviato 32 navi nell’area, situata a circa 80 chilometri dalla costa della Louisiana, per avviare l’opera di ‘pulizia’ dell’oceano. Il maltempo nell’area, con onde alte due metri e mezzo, ha reso pero’ piu’ difficile la operazione di contenimento del danno ambientale. (ANSA)