A cura di Giovanni Simonelli
Il giorno 10 passa dalla costellazione del Cancro a quella del Leone. 1 agosto: il sole sorge alle 6.05; tramonta alle 20.31 15 agosto: il sole sorge alle 6.19; tramonta alle 20.13 31 agosto: il sole sorge alle 6.36; tramonta alle 19.48
Nel corso del mese le giornate si accorciano di circa 1 ora e 14 minuti per una località alla latitudine media italiana.
Gli orari sono espressi in Ora Legale Estiva, pari ad un’ora in più rispetto all’Ora Solare o TMEC (Tempo Medio dell’Europa Centrale)
PIANETI
Mercurio: : all’inizio del mese le condizioni sono ancora abbastanza favorevoli all’osservazione serale del pianeta, che tramonta circa un’ora dopo il sole. Il giorno 7 Mercurio raggiunge la massima elongazione (distanza angolare) dal Sole, oltre 27°. Tuttavia l’altezza del pianeta sull’orizzonte occidentale diminuisce costantemente per tutto il mese. Quindi Mercurio inevitabilmente finisce per confondersi tra le luci del crepuscolo serale fino a diventare inosservabile.
Venere:Venere: il mese di agosto di quest’anno ci offre, tra le luci del crepuscolo serale, uno spettacolo inusuale. Tre pianeti tra i più luminosi – Venere, Marte e Saturno – sono disposti a triangolo nella costellazione delle Vergine. Sono molto bassi sull’orizzonte occidentale, dove tramontano circa un’ora e mezza dopo il Sole, ma vale la pena osservarli per seguire l’evoluzione delle loro posizioni reciproche. Per ulteriori dettagli rimandiamo al paragrafo dedicato alle Congiunzioni.
Marte: valgono le indicazioni relative a Venere. Per tutto il mese Marte sarà osservabile sull’orizzonte occidentale poco dopo il tramonto del Sole.
Giove: anticipando sempre più il proprio sorgere, il pianeta gigante diventa osservabile per quasi tutta la notte. In tarda serata è possibile quindi vederlo comparire sull’orizzonte a Est e man mano elevarsi verso Sud, dominando con il suo splendore la volta celeste estiva, essendo Venere ormai tramontato all’inizio della notte. Nel corso del mese Giove percorre un breve tratto della costellazione dei Pesci.
Saturno: anche per quanto riguarda Saturno si rimanda a quanto detto per Venere e Marte che lo accompagnano nella costellazione della Vergine.
Urano: il pianeta è osservabile per gran parte della notte. Come nei mesi precedenti le condizioni di osservabilità sono assolutamente identiche a quelle di Giove: la piccola distanza angolare tra i due pianeti si riduce ulteriormente giorno dopo giorno. Entrambi si trovano nella costellazione dei Pesci, non lontano dal confine con l’Acquario. La luminosità del pianeta è comunque al di sotto della soglia accessibile all’occhio nudo, pertanto per l’osservazione è necessario l’uso del telescopio.
Nettuno: il pianeta è osservabile per l’intera notte. Il giorno 20 infatti si trova all’opposizione, pertanto al tramontare del Sole il pianete sorge a oriente, culmina a Sud nelle ore centrali della notte e termina il suo percorso tramontando ad occidente quando è già l’alba. Come sempre, data la sua bassa luminosità, lo si può individuare solo con l’uso di un telescopio. Il pianeta il giorno 14 lascia la costellazione dell’Acquario e fa il suo ingresso nel Capricorno.
Plutone: Il pianeta è osservabile per gran parte della notte. Plutone si trova nella costellazione del Sagittario, dove rimane tutto l’anno. Per la sua bassissima luminosità lo si può osservare solo con un telescopio di adeguata potenza.
PERSEIDI 2010
Lo sciame meteorico delle Perseidi
Le meteore dello sciame delle Perseidi sono i residui della disintegrazione progressiva della cometa Swift-Tuttle.
Le piccole particelle, scontrandosi a gran velocità con l’atmosfera terrestre, danno luogo ad una scia luminosa.
Il nome di “Perseidi” è determinato dalla posizione del “radiante”, il punto sulla volta celeste dal quale provengono le meteore, situato nella costellazione del Perseo.
La denominazione tradizionale di “Lacrime di San Lorenzo” deriva dal fatto che nel XIX secolo il massimo della loro frequenza avveniva il 10 agosto, giorno della ricorrenza del Santo: ai giorni nostri il massimo si è però spostato in avanti di circa due giorni. Il culmine di attività dello sciame quindi in genere ha luogo il giorno 12, quando la Terra nel suo percorso orbitale intercetta la parte più densa delle nubi di particelle.
La possibilità di osservare un maggior numero di meteore si ha quando il radiante, e quindi la costellazione del Perseo, è più alto nel cielo, cosa che ad agosto avviene nella seconda parte della notte.
In Italia il radiante diventa visibile intorno alle ore 22, dapprima basso sull’orizzonte nord-orientale, poi sempre più alto, fino all’alba.
Quest’anno l’osservazione delle Perseidi si presenta particolarmente favorevole, primo perchè il massimo accadrà per le nostre postazioni italiane nelle ore notturne e secondo perchè la Luna, non ancora al primo quarto (fase 12%), non porterà alcun disturbo col suo chiarore.
Secondo le previsioni più attendibili il periodo di massima attività dello sciame meteorico si verificherà in particolare nella notte tra il 12 e il 13 agosto tra l’una le 5 del mattino.
Vale comunque la pena tenere d’occhio il cielo dal 10 al 15 agosto, quando il numero delle Perseidi supera quello delle meteore sporadiche: la completa mancanza del disturbo lunare permetterà di compiere anche soddisfacenti sorveglianze visuali e fotografiche, dato che le Perseidi, specie al crescere della loro frequenza, sono particolarmente luminose e mostrano un’alta percentuale di persistenza delle scie.
Le meteore sporadiche sono quelle che non appartengono ad uno degli sciami noti: hanno direzioni di provenienza casuali e quindi non presentano un radiante ben definito.
In questi ultimi anni la corrente delle Perseidi si è leggermente spostata verso l’orbita della Terra per effetto della perturbazione gravitazionale di Giove, e ciò ha prodotto un aumento generale della frequenza delle meteore rispetto ai tassi (Tasso Orario Zenitale, in inglese Zenithal Hourly Rate: ZHR) di circa 80-90 meteore/ora mediamente rilevati dall’inizio di questo secolo. Come già constatato nel 2009, anche quest’anno le frequenze dovrebbero con molta probabilità essere nella notte del massimo ancora superiori alle 100 meteore/ora.
COMETE
In agosto le comete brillanti o anche solo discretamente luminose scarseggiano decisamente. Solo la 10/P Tempel sarà sotto la soglia della decima magnitudine a inizio mese. A farle compagnia, dopo il venti, arriverà forse la 103/P Hartley 2, che si trasformerà in autunno in un bellissimo oggetto luminoso che non mancherà di attrarre nugoli di astrofili. Tra l’altro, una volta uscita di scena la 10/P, avrà il palcoscenico celeste tutto per lei: al momento infatti, da qui a fine 2010, non sono previste altre comete alla portata di piccoli strumenti. Ma noi speriamo vivamente di essere smentiti…
10/P Tempel
La protagonista di agosto è questa cometa “notturna” dalla discreta anche se non irresistibile luminosità, che ci tiene compagnia da qualche tempo. Passata al perielio il quattro luglio, a fine agosto si avvicinerà la Terra fino a una novantina di milioni di chilometri. Proprio per questo la sua magnitudine dovrebbe scendere lentamente. In luglio comunque, la Tempel non ha di certo spiccato, arrivando a brillare di 8,5 magnitudini e quel che è peggio a mostrarsi piuttosto estesa e diluita, senza una condensazione centrale marcata, quindi difficile da staccare dal fondo cielo. In questo mese percorrerà una decina di gradi fra le stelle della Balena, non incontrando oggetti deep-sky di rilievo. Il quattro e il cinque agosto sarà particolarmente facile localizzarla visto che disterà pochi primi d’arco da Eta Ceti di mag. 3,5.
103/P Hartley 2
Ed eccoci a presentare questa periodica, appartenente alla famiglia di Giove, che si ripresenta dalle nostre parti ogni 6,41 anni e che a fine anno verrà avvicinata dalla sonda Deep-Impact. Scoperta dall’astronomo inglese Malcom Hartley nel 1986, è un oggetto che promette spettacolo per l’autunno. La Hartley 2 dovrebbe infatti sfiorare la quarta magnitudine ad ottobre, valore che la eleverebbe (salvo nuove scoperte o imprevisti altrui outburst) a cometa più luminosa del 2010. In quel periodo passerà a soli 18 milioni di chilometri dal nostro pianeta. In agosto sarà ancora un oggetto piuttosto anonimo. Solo nell’ultima decade potrebbe superare la soglia della decima magnitudine. La 103/P trascorrerà buona parte del mese in Pegaso, spostandosi verso fine agosto nella Lucertola. La sua osservazione potrà cominciare con l’inizio della notte astronomica. Tra il 21 e il 26 agosto sfilerà nei pressi della famosissima galassia vista di taglio NGC 7331, di mag. 9,4. In quei giorni la distanza prospettica tra cometa e galassia sarà compresa fra tra il grado abbondante e il grado e mezzo.
Bilanci: C/2009 R1 Mc Naught, una delusione?
Una delle comete più luminose (sorprese a parte) di questo 2010, se ne è andata. Volendo fare un bilancio dell’apparizione della R1 Mc Naught, possiamo dire che non passerà certo alla storia. Questa cometa è arrivata a sfiorare la quinta magnitudine (speravamo in qualcosa di più), luminosità che ne ha fatto comunque un bell’oggetto che si è mostrato molto basso nel suo momento migliore, con un elongazione molto contenuta dal Sole, due fattori che l’hanno tolta alla vista di molti osservatori. Chi l’ha invece seguita in mezzo a molte difficoltà (compreso l’orario scomodissimo in maggio e per quasi tutto giugno) ne archivierà un ricordo (oltre a qualche bella foto) piacevole. In visuale, nei giorni intorno al perielio, ha mostrato un aspetto quasi stellare e una sottile e timida coda di gas. Personalmente ho salutato la cometa il 27 giugno, cinque giorni prima del perielio, riuscendo ad “estrarla” da un limpido cielo ancora chiaro d’alta quota, alta pochi gradi sull’orizzonte, con un binocolone 20×90.
Per la 10/P Tempel, la posizione è calcolata per le 3.00 ora legale. La cartina riporta stelle fino alla magnitudine 9.
Per la 103/P Harley, la posizione è calcolata per le 23.00 ora legale. La cartina riporta stelle fino alla magnitudine 9.


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