(AGI) Roma, 13 ago. – Sono pochi gli italiani rimasti bloccati nella regione himalayana indiana del Ladakh a causa delle alluvioni e non ancora rintracciati dalla Farnesina, mentre continuano senza sosta, pur in condizioni problematiche per il maltempo, le ricerche di Riccardo Pitton. Il ministero degli Esteri e’ riuscito nelle ultime ora a contattare altri nostri connazionali e a ridurre ulteriormente la lista delle persone non ancora rintracciate, che finora erano 28. La Farnesina ha spiegato che “i pochi connazionali che non si sono segnalati presso le nostre strutture si troverebbero in aree telefonicamente non raggiungibili anche in condizioni normali”. Alcuni inoltre, “hanno ritenuto di proseguire il viaggio verso altre destinazioni”, mentre “decine sono rientrati in Italia e la gran parte dei connazionali rimasti a Leh e’ in attesa di ripartire per Delhi”. Il continuo impegno dell’Ambasciata a New Delhi, dell’Unita’ di Crisi e del Funzionario distaccato a Leh hanno consentito, nelle ultime ore, di rintracciare la stragrande maggioranza dei connazionali segnalati e autosegnalatisi in zona, informa il ministero degli Esteri. Non accenna a calare l’emergenza in Cina. Le piogge torrenziali hanno causato nelle ultime ore cinque morti e 500 dispersi nella provincia sud-occidentale del Sichuan. Il disastro si aggiunge alla situazione disperata nella regione nordoccidentale del Gansu, dove le alluvioni hanno causato gia’ 1.144 morti e 600 dispersi. In Pakistan domani e’ atteso il segretario dell’Onu Ban Ki-moon, che visitera’ le aree devastate dalle alluvioni per dare un impulso allo sforzo internazionale per contenere la grave crisi umanitaria. Le Nazioni Unite nei giorni scorsi hanno rivolto un appello per racciogliere 460 milioni di dollari, spiegando che 175 milioni sono stati gia’ promessi. In Italia, su disposizione del ministro degli Esteri Franco Frattini, il Mae ha risposto all’appello d’emergenza lanciato dal Programma alimentare Mondiale (Pam) con un contributo pari a 600.000 euro della Direzione generale per la Cooperazione allo Sviluppo (Dgcs). L’Ong Italiana Cesvi ha denunciato la disperazione delle comunita’ colpite. L’acqua portata dalle forti piogge monsoniche sta ora scorrendo verso sud lungo il fiume Indus, inondando le regioni del Punjab e Sindh e costringendo le persone ad abbandonare le proprie abitazioni. Nella Provincia del KPK molti distretti come Kohistan, Lower Dir, Shangla e Upper Swat sono ancora isolati dal resto del paese. Ci vorranno ancora diverse settimane prima che i sistemi elettrici e le infrastrutture vengano ripristinate, mentre l’elettricita’ e’ stata ristabilita nei Distretti di Charsadda e Nowshera dove il defluire dell’acqua ha permesso l’accesso alle operazioni di assistenza umanitaria. Tuttavia, gli aiuti restano insufficienti rispetto ai bisogni delle popolazioni colpite.


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