A cura di redazione Meteoweb
Sarà una notte di San Lorenzo sfavillante: la luna il 10 agosto lascia la scena alle stelle cadenti che non saranno disturbate nel loro luccicare incandescente dal disco d’argento di Selene che si troverà infatti in congiunzione con il Sole (luna nuova).
Vale, quindi, la pena di stare svegli fino all’alba per esprimere i nostri desideri all’unisono con le scie luminose. “Nei prossimi giorni – spiega all’ADNKRONOS l’astrofisico Gianluca Masi – la Terra, nel suo cammino intorno al Sole, avvicinera’ l’orbita della cometa Swift-Tuttle, lungo la quale l’astro chiomato ha disseminato le proprie particelle di polvere l’ultima volta nel 1992. Queste particelle cometarie, entrando a gran velocita’ nell’atmosfera terrestre, si incendiano per attrito, quasi come fossero un fiammifero ’celeste’. E cosi’ lasciano nel cielo le scie che conosciamo e verso le quali sin da bambini lanciamo i nostri sogni. Questo fenomeno svela percio’ che a ’cadere’ non sono affatto le stelle, ma le briciole della cometa”. “Il prossimo ’rifornimento’ di polvere cometaria – fa sapere lo scienziato – avverra’ fra 116 anni, nel 2126, quando la Swift-Tuttle ritornera’ per il suo giro di boa attorno al Sole”. Fino ad allora “assisteremo ad una graduale dissolvenza della pioggia di meteore che non perdera’ comunque il suo fascino, soprattutto quando, come quest’anno, la Luna non interferira’ con le osservazioni”.
Le stelle cadenti sono chiamate lacrime di San Lorenzo, ricorda Masi, ’’poiche’ un tempo il massimo del fenomeno avveniva proprio il 10 agosto, giorno in cui ricorre il martirio del Santo, che secondo la tradizione arse sulla graticola nel 258. Successivamente, il momento del massimo si e’ spostato in avanti e ai nostri giorni il momento clou sara’ tra il 12 ed il 13 agosto, particolarmente nella seconda parte della notte. Vale comunque la pena osservare anche nei giorni a ridosso della data indicata. Si attende un numero massimo di meteore di circa 80/100 per ora”. Astronomicamente le lacrime di San Lorenzo appartengono allo sciame delle Perseidi: “le scie, infatti – prosegue l’astronomo – sembrano provenire da un punto, il cosiddetto radiante, collocato nella costellazione di Perseo. Converra’ osservarle nella seconda parte della notte, quando il numero di meteore sara’ maggiore, con il radiante collocato al di sopra dell’orizzonte nord-est, sulla destra della Stella Polare, tra le Costellazioni di Cassiopea e Perseo’’. “Il fatto che la pioggia di meteore si verifichi all’incrocio tra l’orbita di una cometa e l’orbita della Terra – evidenzia Masi, responsabile del progetto www.virtualtelescope.eu – venne scoperto per la prima volta dall’astronomo italiano Giovanni Virginio Schiaparelli, il padre dei canali di Marte. La comunita’ scientifica ne ha celebrato il centenario dalla morte proprio lo scorso luglio”. (Adnkronos)


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