A cura di Giovanni Simonelli
Il giorno 31 passa dalla costellazione della Vergine a quella della Bilancia. L’1 ottobre: il sole sorge alle 7.09 ; tramonta alle 18.54.
15 ottobre: il sole sorge alle 7.24; tramonta alle 18.31
31 ottobre: il sole sorge alle 6.43; tramonta alle 17.08
Nel corso del mese le giornate si accorciano di circa 1 ora e 20 minuti per una località alla latitudine media italiana.
Fino al 30 ottobre gli orari sono espressi in Ora Legale Estiva, pari ad un’ora in più rispetto all’Ora Solare o TMEC (Tempo Medio dell’Europa Centrale).
Nella notte tra il 30 e il 31 torna in vigore l’ora solare.
PIANETI
Mercurio: mese sfavorevole all’osservazione del pianeta. Solo nei primi giorni di ottobre si può tentare di scorgerlo poco prima dell’alba, quando Mercurio sorge circa un’ora prima del Sole. Nelle settimane successive il pianeta si avvicina sempre di più al Sole, fino alla congiunzione del giorno 17. Mercurio ricomparirà nel cielo della sera, ma per alcune settimane sarà troppo basso sull’orizzonte e confuso tra le luci del crepuscolo. Dovremo attendere la fine del mese di novembre per vederlo in condizioni relativamente favorevoli.
Venere: per il pianeta più luminoso giunge al termine il lungo periodo di osservabilità serale, durato quasi tutto l’anno, essendo iniziato nello scorso mese di gennaio. Il giorno 29 Venere si trova in congiunzione con il Sole, ed è pertanto inosservabile. Nel corso del mese successivo lo si vedrà ricomparire nei cieli del mattino, prima dell’alba.
Marte: il pianeta è difficilmente osservabile, essendo estremamente basso sull’orizzonte occidentale. Tramonta poco dopo il Sole ed è quindi appena visibile tra le luci del crepuscolo serale. Il giorno 27 Marte passa dalla costellazione della Bilancia a quella dello Scorpione.
Giove: dopo l’opposizione del mese scorso il pianeta più grande del sistema solare mantiene ancora ottime condizioni di osservabilità. Con gli altri pianeti ormai praticamente invisibili, Giove rimane solitario e incontrastato protagonista del cielo d’autunno, l’astro più brillante della volta celeste. Il pianeta è osservabile per quasi tutta la notte, a Sud Est nelle prime ore di oscurità, a Sud nelle ore centrali della notte, infine a occidente, dove tramonta all’apparire delle prime luci dell’alba. All’inizio del mese Giove percorre in moto retrogrado un breve tratto della costellazione dei Pesci e il giorno 15 entra in Acquario.
Saturno: anche Saturno scompare dal cielo serale e inizia il mese, esattamente il giorno 1 – in congiunzione con il Sole. Nella seconda metà di ottobre ricompare basso sull’orizzonte orientale, al mattino, poco prima del sorgere del Sole. Saturno rimane per tutto l’anno nella costellazione della Vergine.
Urano: il pianeta è osservabile per quasi tutta la notte. Come nei mesi precedenti le condizioni di osservabilità sono assolutamente identiche a quelle di Giove. Mentre quest’ultimo entra nell’Acquario, Urano rimane nei Pesci, ma molto vicino al limite fra le due costellazioni. La luminosità del pianeta è comunque al limite della soglia accessibile all’occhio nudo, pertanto per l’osservazione è necessario l’uso del telescopio.
Nettuno: il pianeta è osservabile per buona parte della notte. Nella prima parte della notte il pianeta si eleva sull’orizzonte fino a culminare a Sud; nelle ore successive Nettuno si abbassa verso Sud Ovest fino a tramontare a occidente. Data la sua bassa luminosità, il pianeta non è osservabile ad occhio nudo ed è necessario l’uso di un telescopio per individuarlo. Nettuno si trova nella costellazione del Capricorno, non lontano dal limite con l’Acquario.
Plutone: Il pianeta è ancora osservabile nelle prime ore della notte, non molto alto sull’orizzonte a Sud-Ovest. Plutone si trova nella costellazione del Sagittario, dove rimane tutto l’anno. Per la sua bassissima luminosità lo si può osservare solo con un telescopio di adeguata potenza.
COMETE
Solo nelle prime ore della notte ci sarà ancora l’opportunità di osservare parte delle costellazioni che hanno dominato il cielo estivo.
Una volta spente le ultime luci del crepuscolo serale, avremo appena il tempo di vedere ad occidente il tramonto del Bootes con la brillante stella Arturo, subito seguito dall’Ofiuco e da Ercole.
Abbiamo a disposizione qualche ora in più per vedere ancora una volta il “Triangolo Estivo”, del quale ricordiamo i componenti: ai vertici troviamo le stelle Altair dell’Aquila, Vega della Lira e infine Deneb del Cigno. (Si rimanda alle rubriche dei mesi precedenti per le descrizioni più dettagliate delle tre costellazioni).
Lungo l’eclittica cominciano ad apparire ad Est le costellazioni dello Zodiaco che vedremo alte in cielo per i successivi mesi dell’Autunno e dell’Inverno: in tarda serata sorgeranno prima il Toro e successivamente i Gemelli.
Ad Ovest, poco dopo il tramonto del Sole, potremo vedere un’ultima volta per quest’anno il Sagittario; a Sud – Ovest il Capricorno e l’Acquario, privi di stelle particolarmente brillanti, non offrono punti di riferimento rilevanti.
La costellazione dei Pesci è anch’essa poco appariscente, ma la sua posizione, a Sud di quella di Pegaso, ne facilita il ritrovamento sulla volta celeste.
Ancora più ad Est è facile identificare la piccola costellazione zodiacale dell’Ariete. Il grande quadrilatero di Pegaso, il cavallo alato, situato ben alto nel cielo in questa stagione, quasi allo zenit – cioè sulla verticale sopra le nostre teste.
Tra Pegaso e la Stella Polare, quest’ultima come sempre ferma in cielo ad indicare il Nord, troviamo Cassiopea, con la sua inconfondibile forma a “W”, e Cefeo, una costellazione un po’ più difficile da riconoscere essendo priva di stelle brillanti.
Dal vertice nord-est del quadrilatero di Pegaso inizia un allineamento di 3 stelle piuttosto luminose: si tratta della costellazione di Andromeda.
Proseguendo ancora sullo stesso allineamento, sull’orizzonte nord-orientale, sopra la brillante stella Capella (della costellazione dell’Auriga), possiamo riconoscere il Perseo, con una forma che ricorda una “Y” rovesciata.
Tutte queste costellazioni sono legate da una notissima leggenda della mitologia classica.
Questa è la storia tramandata: Cefeo era il re d’Etiopia, e Cassiopea era la regina, sua consorte. Da notare che l’Etiopia del mito non va confusa con quella attuale; gli storici collocano la leggenda nel territorio corrispondente alla moderna Tel Aviv. Cassiopea era una donna bellissima e terribilmente vanitosa, al punto di vantarsi di essere perfino più affascinante delle Nereidi, le ninfe del mare. Queste ultime, offese dalla sfrontatezza della regina, chiesero a Poseidone, il Dio del mare, di vendicarle. Poseidone mandò allora un mostro marino, la Balena (raffigurata in una grande costellazione, non facilissima da identificare perché priva di stelle brillanti, situata bassa sull’orizzonte a Sud – Est, sotto i Pesci e l’Ariete) a devastare le coste del regno di Cefeo. Lo sventurato re chiese all’Oracolo di Ammone cosa potesse fare per placare l’ira del Dio del mare: l’Oracolo gli ordinò di sacrificare al mostro sua figlia, l’incolpevole Andromeda. La povera fanciulla fu incatenata ad uno scoglio, nell’attesa della sua orrenda fine tra le fauci della Balena. Ma come in tutte le storie a lieto fine, ecco che arriva il nostro eroe, il famoso Perseo (reduce da altre imprese: aveva appena ucciso la terribile Medusa, la Gorgone con la chioma costituita da un intreccio di serpenti). Perseo arriva in groppa al suo destriero, il cavallo alato Pegaso, uccide il mostro e, liberata Andromeda, la sposa.
Parlando di queste costellazioni, non si può fare a meno di citare due oggetti del cielo tra i più ammirati dagli astrofili. Si tratta di oggetti molto facili da osservare, adatti anche a chi si avvicina per la prima volta all’osservazione astronomica.
Iniziamo con il “Doppio Ammasso del Perseo”: si trova nella zona di cielo tra Perseo e Cassiopea ed è già visibile ad occhio nudo in cieli oscuri e senza Luna, ma diventa spettacolare già con un semplice binocolo.
Complessivamente i due ammassi sono costituiti da circa 400 stelle, e distano da noi oltre 7.000 anni luce.
Guardiamo adesso la costellazione di Andromeda: delle 3 stelle più brillanti che troviamo vicino a Pegaso, prendiamo a riferimento quella centrale.
Spostiamoci da lì verso Cefeo: con l’aiuto di una mappa, non sarà difficile notare anche con un binocolo (ma in cieli molto bui si può intravedere anche ad occhio nudo) una leggera nebulosità a forma di ellisse schiacciata: è la famosa Galassia di Andromeda, omonima della costellazione che la ospita.
Andromeda è la galassia più vicina alla nostra Via Lattea, ma i “grandi numeri” che la caratterizzano non mancheranno di emozionare chi per la prima volta potrà osservarla attraverso un telescopio: si trova comunque alla distanza di circa 2 milioni e mezzo di anni luce (un anno luce è pari a circa 9.460,8 miliardi di km), ha un diametro di circa 200.000 anni luce secondo le stime più recenti e contiene oltre 100 miliardi di stelle!
Concludiamo il tour del cielo con l’Orsa Maggiore, che in questo periodo troviamo bassa sull’orizzonte settentrionale.
Tra le due Orse possiamo riconoscere il Dragone.


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