L’Ok a Cosmo SkyMed conferma la leadership italiana

A cura di redazione Meteoweb

E’ un via libera atteso da tempo, quello alla seconda fase del piu’ grande programma spaziale italiano, Cosmo SkyMed, la costellazione di satelliti radar per l’osservazione della Terra.

I contratti per i due satelliti della seconda generazione prevedono una spesa di 600 milioni di euro dal budget del Piano Spaziale Nazionale e potrebbero essere firmati nella prossima primavera. L’annuncio arriva dal presiedente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Enrico Saggese, e il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, alla vigilia del lancio del quarto e ultimo satellite della costellazione. Entrambi si trovano a Vandenberg (California), dove il lancio e’ previsto nella base Usaf per le 4,28 della notte fra il 31 ottobre e il primo novembre (ora italiana). ’’Penso che si debba cominciare a parlare della seconda generazione di Cosmo SkyMed’’, ha detto Crosetto, perche ’’l’Italia deve continuare a mantenere la leadership nell’osservazione radar della Terra, conservata per tutti questi anni’’. Questo ’’vantaggio competitivo – ha aggiunto – va proseguito con la nuova generazione di Cosmo SkyMed’’. Anche la seconda parte del programma, ha detto Saggese, sara’ condotta in collaborazione con la Difesa: ’’e’ una strada importantissima’’ e che ’’permette di controllare meglio che le tecnologie italiane restino in Italia: lavorare con Difesa e’ una garanzia totale a questo riguardo.

’’I due satelliti potrebbero essere lanciati nel 2014 e ne 2015, lavoreranno in tandem con gli altri e a fine decade si potra’ pensare alla terza generazione’’, ha detto Saggese. Nonostante i primi quattro satelliti abbiano una vita operativa prevista di cinque anni, si prevede che potranno probabilmente restare in orbita per almeno sette anni. Questo significa che i due satelliti della nuova generazione, che potrebbero essere lanciati nel 2014 e nel 2015, arriveranno in tempo per sostituire i primi due della prima generazione, lanciati nel giugno e nel dicembre 2007. I primi quattro satelliti Cosmo SkyMed, costati 1 miliardo e 136 milioni di euro, ’’hanno dimostrato di avere notevoli caratteristiche tecniche: la costellazione e’ nata per l’osservazione del Mediterraneo, ma ha potenzialita’ che consentono un’osservazione globale’’, ha rilevato Crosetto. Basti pensare, ha aggiunto, che nel caso del terremoto che ha colpito la Cina nel 2008 Italia e’ stato l’unico Paese in grado di fornire le immagini del terremoto, all’indomani del sisma. ’’I satelliti Cosmo SkyMed 2 dovranno avere delle performance in piu’’’, ha aggiunto. Dovranno, per esempio, essere ’’molto piu’ flessibili’’ e avere ’’un’accuratezza ancora maggiore’’, ha osservato Saggese. Per esempio, dovranno avere un’antenna completamente nuova , con quasi il quadruplo di trasmettitori, passando dagli attuali 1.680 a circa 6.000. (dell’inviata Ansa Enrica Battifoglia)