Legambiente: 2 giorni di lavori prima di Cancun

(ASCA) – Roma, 26 nov – Si e’ aperta questa mattina a Roma, alla Citta’ dell’Altra Economia, ”Che tempo che fa”, una due giorni di formazione e informazione su cambiamenti climatici, economia e lavoro. Un confronto – organizzato da Amici dei Popoli, Fair, Fiom, Universita’ Luiss e i due consorzi di ong europee Partnership for Change e Creating Coherence on trade and development, con il sostegno della Commissione Europea – per analizzare le ragioni che legano a doppio filo due fenomeni apparentemente lontani come la crisi del lavoro e quella ambientale e capire la crisi del nostro modello di sviluppo. All’appuntamento ha partecipato Maurizio Gubbiotti, responsabile del dipartimento internazionale di Legambiente, per esporre le proposte che il movimento ambientalista si appresta a portare a Cancun. ”La crisi climatica – ha detto Gubbiotti – sta accelerando e va combattuta con forza e concretezza. Ci auguriamo fortemente che alla conferenza sul clima di Cancun, che si aprira’ nei prossimi giorni, vengano finalmente poste basi reali per un cambiamento di rotta e una vera lotta alle emissioni climalteranti. Con impegni vincolanti e chiari obiettivi di riduzione per i paesi industrializzati, ma anche con un nuovo protocollo che ridefinisca la posizione di Cina, India e Brasile e delle economie emergenti, indicando, anche, le azioni che i paesi in via di sviluppo intendono mettere in pratica per limitare la crescita delle emissioni prevista nei prossimi dieci anni. Solo cosi’- avverte – sara’ possibile invertire una tendenza che vede aggravarsi la situazione di intere popolazioni e di vasti territori, in particolare del Sud del mondo, che per primi stanno pagando il prezzo drammatico dell’innalzamento delle temperature, del livello del mare e dell’intensificazione di fenomeni meteorologici estremi”. ”Oltre a provocare crisi ambientali i mutamenti climatici aggravano le disuguaglianze tra paesi e quelle sociali”, ha proseguito il responsabile del dipartimento internazionale di Legambiente, ricordando che infatti ”per la prima volta, la Conferenza Onu sul clima, a Copenhagen lo scorso anno, ha visto la partecipazione di decine di migliaia di persone e centinaia di organizzazioni ambientali e sociali da ogni parte del mondo”. ”I governi – ha concluso Gubbiotti – hanno il dovere di rispondere. Dobbiamo spingerli a rispettare gli impegni presi e ad attuare soluzioni adeguate. A cominciare dai paesi industrializzati, che sono i maggiori responsabili della situazione attuale e che, entro il 2020, devono ridurre i gas serra almeno del 40% rispetto ai livelli del 1990. E su questo fronte, l’Europa non deve abbandonare la sua leadership, ma continuare a puntare con forza, nonostante le difficolta’, sullo sviluppo delle fonti rinnovabili e il potenziamento dell’efficienza energetica”.