Reportage: Vicenza, città ferita ma non peigata. Danni per decine di milioni di euro in tutta la provincia. Centinaia di immagini impressionanti

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    A cura di Redazione MeteoWeb

     

    Le pompe di drenaggio succhiano l’acqua, svuotano gli scantinati del Teatro Olimpico, simbolo palladiano di una citta’ che il maltempo ha ferito ma non piegato.

    A Vicenza, come nel resto della regione, non e’ ancora tempo per fare la conta dei danni. Il presidente del Veneto Luca Zaia ha parlato di un centinaio di milioni di euro complessivi. Nella citta’ berica, come in altri comuni, e’ il momento dei soccorsi alle persone ancora isolate, del lavoro dei tecnici per riportare la luce elettrica in tutte le case, per sgomberare le strade dal fango lasciato dall’acqua che ha raggiunto ieri nel centro storico livelli mai visti. E’ il tempo per fare il punto tecnico-operativo in prefettura, presenti il sindaco Achille Variati e i vertici delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco, con il sottosegretario alla protezione civile Guido Bertolaso che ha voluto sorvolare in elicottero vaste aree del vicentino e del veronese. L’indicazione che esce dalla sala prefettizia e’ un via libera alla dichiarazione dello stato di emergenza. Quello in consiglio dei ministri dovrebbe essere solo un passaggio formale di una realta’ di fatto. Variati dice che operera’ gia’ in questo senso. Intanto, la citta’, dove e’ arrivato anche l’esercito a dare una mano, cerca di recuperare le forze, di darsi un volto di normalita’, anche se le scuole resteranno chiuse anche domani. Cosi’ stanno facendo anche gli altri 120 comuni veneti interessati, seppure in modo e con pesi diversi, dal maltempo che ha fatto cadere in alcuni punti quasi 50 centimetri di pioggia e che a tanti ha ricordato i giorni del disastro del ’66. Venezia, stavolta, l’ha scampata, con una punta massima di marea che ha toccato appena i 101 centimetri sul medio mare. A girare per Vicenza, nell’area dell’epicentro del disastro, dove il Palladio sembra guardarti a ogni passo, la sensazione e’ che non sara’ facile e immediata la strada verso la normalita’: sembra davvero di vivere una sorta di rappresentazione del giorno dei defunti che oggi si celebra. Unico dato opposto e’ che la citta’ berica non ha pagato ’prezzi’ di vite umane, come sempre piu’ probabile pare sia accaduto a Caldogno dove da ieri manca all’appello un anziano. Nelle acque del Po ingrossato dalla pioggia e’ scomparso nel pomeriggio un 81/enne rodigino. Vicenza pare come divisa in due, quasi avvolta da un’immagine spettrale. L’esondazione dei fiumi Retrone e Bacchiglione e’ come se avesse fagocitato case e negozi nel triangolo tra piazza Matteotti, Ponte degli Angeli e Contra’ Barche. Sia a ’’valle’’ dove l’acqua e il fango ieri non hanno avuto pieta’ di nulla, che ha ’’monte’’, nella parte piu’ alta della citta’ che si e’ salvata dal maltempo, sono poche le persone per strada. Molti i negozi nella zona risparmiata dall’irruzione violenta delle acque che oggi hanno preferito tenere chiuso. Nella parte bassa ogni attivita’ commerciale e’ sospesa. Divieto d’accesso per le auto se non quelle dei soccorritori e delle forze di polizia ma soprattutto divieto di oltrepassare le transenne del ponte degli Angeli. I negozi nell’area invasa dall’acqua tanti negozi aperti ma niente clienti solo per capire che quando comincera’ la conta dei danni ’’saranno dolori, e tanti’’ come dice Matteo. Nel suo bar l’acqua si e’ fermata alla terza mensola dello scaffale.
    (dell’inviato ANSA Raffaele Cesarano)

    Cresole sommersa, si lotta contro il fango
    CALDOGNO (VICENZA) – Resta difficile la situazione in alcune frazioni di Caldogno, comune del vicentino tra i piu’ colpiti dal maltempo che si sta abbattendo sul Veneto da domenica scorsa. Critico rimane lo stato della frazione di Cresole sommersa dall’acqua e fango, con punte sino a 120-140 centimetri, dopo che il torrente Timonchio ha rotto gli argini a Vivaro di Dueville nelle prime ore di ieri.
    A Cresole, nella sede dell’Unione dei Comuni e della polizia municipale, e’ stato allestito un punto di accoglienza per gli sfollati e ininterrottamente da ieri operano, assieme a vigili urbani e carabinieri, anche gli uomini della protezione civile, alpini e numerosi volontari. (ANSA)