(AGI/REUTERS/AFP) – Cancun, 11 dic. – Si avvicina un accordo di compromesso al summit sul clima di Cancun. La bozza finale che ancora deve essere approvata dai ministri degli oltre 190 Paesi presenti alla Conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici, ha ottenuto il via libera da Usa, Cina, Giappone e Ue, ma anche dal Gruppo dei 77. Il testo stabilisce che sono necessarie ulteriori riduzioni nelle emissioni dei ‘gas serra’, ma non fissa un meccanismo per il raggiungimento degli impegni; e istituisce un fondo per aiutare i Paesi poveri a far fronte ai cambiamenti climatici. Solo la Bolivia, in parte sostenuta da Cuba, ha sollevato obiezioni. Dopo due settimane di negoziato e le due ultime giornate in cui i negoziatori hanno lavorato praticamente in modo ininterotto, i padroni di casa messicani hanno proposto due testi che raccolgono i risultati degli intensi negoziati nei gruppi di lavoro su finanziamento, riduzione di emissioni, adattamento al cambio climatico e deforestazione. L’accordo finale e’ destinato a istituire un fondo globale per raccogliere e gestire i 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020 per proteggere le nazioni povere dall’impatto climatico. L’accordo proposto non prevede un impegno a estendere il Protocollo di Kyoto oltre il 2012, quando scadra’, ma evita il naufragio dei negoziati e consente qualche limitato passo in avanti nella protezione dell’ambiente. Oltre al Green Climate Fund per aiutare i Paesi meno sviluppati, l’accordo prevede fondi per proteggere le foreste tropicali e un’intesa per la condivisione delle tecnologie a basse emissioni di carbonio. Il Fondo dovrebbe essere guidato da un direttorio di 24 Paesi membri, scelti in parti uguali tra le nazioni sviluppate e quelle in via di sviluppo, e sara’ amministrato in maniera provvisoria per i primi tre anni dalla Banca Mondiale. “Non e’ un testo perfetto, ma e’ sicuramente una buona base per andare avanti”, ha detto l’inviato statunitense, Todd Stern. Anche la Cina ha dato l’assenso al testo: “Ci sono alcune lacune, ma esprimiamo la nostra soddisfazione”, ha detto Xie Zhenhua, il capo della delegazione del gigante asiatico. ‘Via libera’ all’intesa anche da altri grandi ‘inquinatori’, l’Ue, l’India e il Giappone, oltre a decine do nazioni in via di sviluppo. La sola Bolivia -il cui presidente, Evo Morales, nei giorni scorsi aveva paragonato le politiche climatiche dei Paesi piu’ ricche a un “genocidio- ha criticato la proposta “che mettera’ a rischio la vita di altre persone”, ha detto il delegato boliviano, Pablo Solon.


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