Clima, Cancun: si profila la dichiarazione

A cura di redazione Meteoweb

La scossa della Cina al summit Onu di Cancun, dopo le dichiarazioni su possibili impegni volontari ma vincolanti, ha aperto scenari insospettabili aprendo alla possibilita’ di una Dichiarazione di Cancun.

I principali effetti sono ipotizzabili sugli Usa, che pero’ hanno smorzato i toni di questa sortita cinese, ma anche su Canada e Giappone. Viene pero’ a ’’scricchiolare’’ l’impianto Onu. Ed e’ qui che si gioca la vera battaglia. Intanto si e’ aperta la sessione ministeriale della 16/a Conferenza Onu sul clima con la cerimonia di apertura nella quale il segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon ha ammonito sulla necessita’ di un accordo sottolineando che ’’non esiste un accordo perfetto, ,il perfetto e’ nemico del buono’’. Ma si e’ detto anche preoccupato del fatto che gli sforzi globali contro i cambiamenti climatici ’’sono ancora insufficienti’’ e questo a scapito della vita di milioni di persone. Quindi Cancun deve rappresentare un progresso. Sul piano politico, all’indomani dell’annuncio di Pechino, infatti, che potrebbe prevedere anche un meccanismo interno di quote di emissione, si e’ aperta la strada per una Dichiarazione di Cancun in cui ci si dice pronti a prendere accordi vincolanti sulla base del testo di Cancun. Ma smorza i toni il capo della delegazione Usa, Todd Stern: ’’L’annuncio della Cina – ha detto in una conferenza stampa . non contiene nulla di nuovo e non cambia la posizione’’.

La eventuale Dichiarazione di Cancun viene letta, soprattutto dal movimento dei popoli, che ha marciato sul summit, affiancato dai paesi dell’alternativa bolivariana (Alba), come un’ipotesi ad alto rischio. La paura e’ che questa dichiarazione avvenga al di fuori della Convenzione Onu sui cambiamenti climatici mentre i movimenti vogliono un accordo Onu e vedono nel taglio della Co2 l’unica soluzione per il futuro. ’’La Cina – hanno commentato alcuni osservatori e delegati – sorpassa gli Usa e rilancia. E sta emergendo in modo molto netto qui a Cancun, per la prima volta rispetto alle dichiarazioni passate, che la Cina dopo essersi affermata come potenza economica ora intende prendere la leadership anche nei temi ambientali, condizionandoli’’. In questo si vede l’avanzata di una prospettiva nuova in cui il sud del mondo si rafforza (oltre alla Cina si rafforzano le posizioni di Brasile e India).

Il Giappone continua a non essere favorevole al proseguimento del Protocollo di Kyoto ma prosegue i negoziati. Oltre all’ipotesi della Dichiarazione di Cancun, proseguono i lavori tecnici dai quali dovranno scaturire i singoli mini-accordi. Tra questi il capitolo foreste Š pressoch‚ sostanzialmente chiuso con il meccanismo dei Redd+, dove Redd sta per riduzione delle emissioni da deforestazione e degrado e il pi— anche per l’incentivo alla gestione corretta del patrimonio verde del Pianeta. Un terzo dell’obiettivo del taglio di Co2 del 40-50 per cento al 2050 potrebbe venire proprio dall’accordo Redd+. Per i finanziamenti si parla di 5-6 miliardi in totale tra il 2010 e il 2012. Un testo che ha fatto scattare la rabbia dei movimenti dei popoli che vedono il rischio di vedersi razziare vaste fasce di territorio in nome del clima. La parola ora passa ai ministri. L’intervento dell’Italia e’ previsto il 9 dicembre, nella sessione mattutina. E il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha annunciato da Roma, prima di partire per il Messico, che l’Italia onorer… l’impegno di aiuti ai paesi poveri per 200 milioni di euro, la tranche 2010 di 600 milioni che rientrano nel pacchetto di aiuti Ue per 2,5 miliardi.

dell’inviata Ansa Elisabetta Guidobaldi