A cura di Giovanni Simonelli
Si trova nella costellazione del Sagittario fino al 19, quando passa nella costellazione del Capricorno.
• 1 gennaio: il sole sorge alle 7.40; tramonta alle 16.51
• 15 gennaio: il sole sorge alle 7.38; tramonta alle 17.06
• 31 gennaio: il sole sorge alle 7.26; tramonta alle 17.25
La durata del giorno aumenta di 48 minuti dall’inizio del mese.
(Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana).
Il 3 gennaio la Terra si troverà al perielio, cioè alla minima distanza dal Sole, pari a 147.097.936 km.
Il giorno 15 avrà luogo un’eclissi anulare di Sole che coinvolgerà marginalmente (come eclissi parziale) e solo parzialmente l’Italia (Centro-Sud). Dove sarà visibile il fenomeno, il Sole sorgerà parzialmente eclissato per una piccola percentuale, e con il fenomeno che avrà già superato la fase di massimo locale.
Orari indicativi (ora locale) per le città di Napoli e Roma
PIANETI
Mercurio: all’inizio dell’anno il pianeta è completamente inosservabile, venendosi a trovare troppo vicino al Sole. La congiunzione inferiore con la nostra stella si verifica il giorno 4. Nei giorni successivi Mercurio ricompare al mattino salendo repentinamente sull’orizzonte orientale, dove nell’arco di poche settimane raggiunge le condizioni di migliore visibilità. Il 27 gennaio il pianeta si trova alla massima elongazione (distanza angolare di 24° 27’ dal Sole) e sorge 1 ora e 34 minuti prima del Sole.
Venere: il pianeta più luminoso è assente dalla volta celeste di questo inizio anno. Il pianeta è scomparso dal cielo mattutino e transita vicino al Sole, con il quale si trova in congiunzione superiore il giorno 11. Nelle settimane successive Venere, tramontando man mano un po’ più tardi del Sole, tornerà a farsi ammirare tra le luci del crepuscolo serale, dove potremo scorgerlo nel corso del mese prossimo.
Marte: il pianeta rosso è il vero protagonista del cielo dei primi mesi del 2010. Il giorno 29 si trova all’opposizione, condizione che lo rende osservabile per l’intera notte. Marte appare ad oriente poco dopo il tramonto del Sole, culmina a Sud nelle ore centrali della notte e possiamo seguirlo fino all’alba successiva, sull’orizzonte occidentale. Marte lascia la costellazione del Leone e il giorno 11 torna con moto retrogrado in quella del Cancro.
Giove: il pianeta gigante sta per scomparire dal cielo della sera. Ormai possiamo individuarlo solo poco dopo il tramonto del Sole, già basso sull’orizzonte ad Ovest-Sud-Ovest, dove in breve tempo scompare tra le luci del crepuscolo. Dopo una lunga permanenza nella costellazione del Capricorno, il giorno 5 entra in Acquario.
Saturno: proseguendo la tendenza registrata negli ultimi mesi, il pianeta guadagna ulteriormente altre ore di osservabilità. Intorno alla mezzanotte lo si può individuare ad oriente e lo si può quindi osservare agevolmente per tutta la seconda parte della notte, sempre più alto sull’orizzonte, dove culmina a Sud prima della comparsa delle prime luci dell’alba. Saturno si trova nella costellazione della Vergine, dove rimarrà per tutto il 2010.
Urano: l’osservabilità del pianeta è ormai ridotta a poche ore dopo il tramonto del Sole. A fine mese sarà ormai molto basso sull’orizzonte occidentale. La luminosità del pianeta è comunque al di sotto della soglia accessibile all’occhio nudo; è quindi necessario il telescopio per osservarlo. Urano proprio alla fine dello scorso anno ha lasciato la costellazione dell’Acquario, entrando in quella dei Pesci, dove resta per tutto l’anno.
Nettuno: trovandosi ancora nella stessa zona della volta celeste di Giove, come quest’ultimo anche Nettuno è ormai molto basso sull’orizzonte occidentale ed alla fine del mese diventa praticamente inosservabile, immergendosi nelle luci del crepuscolo serale. Urano si trova nella costellazione del Capricorno, vicino al limite con l’Acquario. Per la sua bassa luminosità è visibile solo con l’uso di un telescopio.
Plutone: Plutone si trova nella costellazione del Sagittario dove rimarrà fino al 2023! Dopo la congiunzione con il Sole del mese scorso, è ancora praticamente inosservabile. A fine mese ricompare al mattino molto basso sull’orizzonte ad oriente. Per osservarlo è comunque indispensabile l’uso di un telescopio.
COMETE
88/P Howell Si comincia in prima serata, non appena il buio lo permette, con questa periodica in allontanamento sia dal Sole che dal nostro pianeta e di conseguenza anche in presumibile calo di luminosità (dovrebbe mostrarsi di magnitudine 10 o giù di lì). Il suo attuale passaggio non verrà certo ricordato da molti; la sua magnitudine non eccelsa (a inizio dicembre era di nona mag.), unita alla posizione sfavorevole e al suo aspetto molto diffuso l’hanno resa discretamente ostica sotto cieli molto buoni. Figuriamoci dai cieli che la maggior parte degli osservatori si ritrovano. La Howell inizierà l’anno nella estrema parte orientale del Capricorno, vicinissima a Giove. Avvicinerà in seguito il gigante del sistema solare fino a passargli due gradi a sud il giorno cinque, quando però avrà già varcato i confini dell’Acquario, costellazione che la ospiterà per quasi tutto il mese. La sua altezza sull’orizzonte non sarà eccezionale, specie per il nord Italia, ma nemmeno impossibile.
C/2007 Q3 Siding Spring Questa cometa in dicembre è stata stimata una magnitudine meno luminosa della Howell. Eppure è molto più semplice da osservare. In questo caso, oltre alla miglior altezza in cielo, è soprattutto il grado di condensazione a fare la differenza. La Howell disperde la sua luminosità su una superficie relativamente ampia e non ha un nucleo marcato mentre la Siding Spring è invece talmente concentrata da sembrare una stellina appena sfocata. E’ quindi un oggetto che non dovrebbe opporre grandi difficoltà nemmeno in piccoli strumenti (occhio però a non confonderla con una stellina se rimane di aspetto quasi puntiforme) visto anche che in gennaio dovrebbe attestarsi fra la nona e la decima magnitudine. La dovremo cercare nel cuore della notte (o prima dell’alba) tra le stelle del Bovaro, anche se farà una capatina veloce nei Cani da Caccia. Da segnalare che il giorno 9 transiterà meno di un grado a nordovest del globulare NGC 5466 di magnitudine 8,9. Scommettiamo però che l’oggetto deep-sky sarà molto più elusivo della cometa? Il motivo è lo stesso che rende difficile l’osservazione della stranominata Howell (vedi sopra).
P/81 Wild 2 Sempre nel cuore della notte o prima dell’alba possiamo osservare la progressione in luminosità della Wild 2, che corre tra le praterie celesti della Vergine. Oggetto stimato intorno alla decima magnitudine a metà dicembre, dovrebbe aumentare di luminosità (seppur forse solo di una magnitudine) nei prossimi mesi. Lo scrivente ha potuto osservarla in un riflettore da 30 cm. verso metà dicembre trovandola abbastanza facile e alla portata di strumenti di diametro decisamente inferiore. Il 5 gennaio sarà facilmente localizzabile visto che sfiorerà Eta Virginis e 13 Virginis. Il 13 gennaio transiterà invece un grado e mezzo a nord della galassia NGC 4546 di magnitudine 10,4.
Per finire vediamo che anno ci aspetta. Naturalmente possiamo tentare di sbilanciarci solo per le comete già scoperte su cui si possono fare delle stime, sperando in cuor nostro che sia solo l’aperitivo. Diciamo che al momento sono due gli astri che promettono bene: la C/2009 R1 Mc Naught dovrebbe raggiungere, secondo le stime, la mag. 5 in piena estate, anche se la posizione sfavorevole nel momento clou non ci induce a grande euforia. Invece la periodica 103/P Hartley 2, che a sua volta dovrebbe raggiungere la mag. 5 tra ottobre e novembre, sarà posizionata bene in cielo e si farà ammirare perfino in prima serata. Che lusso! C’è solo da sperare che sia di parola e mantenga le…premesse. Se poi il cielo, come detto sopra, vorrà regalarci qualcosa di più e di meglio, accettiamo volentieri naturalmente. E’ maleducazione rifiutare i regali no?
SCIAMI METEORICI: QUADRANTIDI
Nei primi giorni di gennaio avremo la possibilità di assistere allo sciame delle Quadrantidi. L’attività dello sciame è in genere piuttosto basso, ma raggiunge un massimo breve ma significativo nella notte tra il 3 e il 4 gennaio .
Quest’anno il picco è previsto intorno alle ore 20 del 3 gennaio. Le condizioni per l’osservazione non saranno tuttavia molto favorevoli poiché il radiante, punto di origine delle meteore, in quell’orario sarà ancora basso sull’orizzonte, riducendo il numero di eventi a poche meteore. Dopo mezzanotte, quando il radiante comincerà a salire in altezza, producendo una frequenza maggiore di meteore, interverrà il disturbo della chiarore lunare.
Il radiante, zona da cui apparentemente le meteore provengono, si trova nell’area un tempo occupata dalla defunta costellazione del “Quadrans Muralis” vicino all’attuale Carro nell’ Orsa Maggiore e Boote


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