(ANSA) – MOSCA, 7 GEN – Prima la proposta di trasformarla in un’attrazione turistica, adesso quella di sfruttarla per coltivare frutta e verdura. Le autorita’ ucraine non ci stanno a legare il nome di Cernobyl solo al piu’ grande disastro nucleare della storia e cercano nuove strategie per il rilancio della zona. Tra queste, l’ultima in ordine di tempo e’ quella di rendere coltivabile a frutta e verdura una delle aree piu’ vicine ai luoghi del disastro. Tre anni fa l’agenzia dei consumatori russi aveva autorizzato la vendita di prodotti coltivati in 12 delle 14 regioni ”della Federazione russa esposte alle radiazioni dell’esplosione nella centrale nucleare”. In questo caso pero’ si tratta di un’area molto ‘speciale’. Le autorita’ ucraine pensano di destinare all’agricoltura la ‘zona di esclusione’ o ‘quarta zona’, cioe’ quella compresa nel raggio di 30 chilometri dal sito della centrale nucleare di Cernobyl e istituita in seguito al disastro del 1986 che ha ucciso subito 65 persone e causato la morte, per patologie correlate, di almeno 4mila persone, secondo cifre dell’Oms e dell’Agenzia Nucleare internazionale. Un’area abbandonata da Dio e dagli uomini ma non dalla flora e dalla fauna, tanto da far pensare ad alcuni che proprio l’assenza dell’uomo nella ”zona dei 30 km” abbia fatto si’ che la natura riuscisse a svilupparsi in modo cosi’ florido. A Cernobyl oggi abitano diverse specie di animali e crescono piante rare. Ma c’e’ di piu’. Un gruppo di scienziati slovacchi che sta studiando il muschio nella zona sostiene che alcune piante sono immuni dalle radiazioni. ”Non sappiamo ancora con sicurezza come le piante crescano e si riproducano nella zona radioattiva di Cernobyl”, ha detto lo scienziato Martin Hajduk parlando con il canale televisivo allnews Russiatoday che alla vicenda ha dedicato un reportage. ”All’inizio dei tempi, quando la natura ha cominciato a svilupparsi – ha spiegato il ricercatore – sul suolo terrestre c’era molta piu’ radioattivita’. Le piante sono cresciute con la radioattivita’. In qualche modo hanno prodotto un meccanismo interno che ha permesso loro di adattarsi”. Resta il fatto che a Cernobyl milioni di ettari di terra furono contaminati. ”Stabiliremo quali delle zone contaminate potranno essere utilizzate per scopi agricoli”, ha dichiarato in una conferenza stampa il capo dipartimento di stato per l’amministrazione della zona di esclusione, Vasily Zolotoverkh. ”Li’ c’e’ la possibilita’ di coltivare. Dal momento che abbiamo a disposizione tutta questa terra libera, perche’ non sfruttarla?”, ha aggiunto. Nonostante Kiev intenda avviare gia’ in marzo gli studi di fattibilita’ sul progetto, ci sono degli ostacoli legali. ”L’Ucraina ha una legge che regola ogni tipo di attivita’ attorno alla zona di esclusione – ha spiegato Aleksandr Dutov, del ministero dell’agricoltura – e la legge dice chiaramente che nessun prodotto agricolo puo’ essere coltivato su quella terra”. E poi, naturalmente, restano i timori sui rischi per la salute. Le aree oggi ritenute davvero sicure si trovano a centinaia di chilometri da Cernobyl, nel nord dell’Ucraina e in Bielorussia. Trenta chilometri non sembrano abbastanza. (ANSA)


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