I temibili e rarissimi MCC (Mesoscale Convective Complex); l’esempio del sistema convettivo più potente e distruttivo

Oltre ai più tradizionali e meglio conosciuti MSC (Mesoscale Convective System), sistemi temporaleschi a mesoscala nati dall’unione di diverse celle ravvicinate tra loro in diversi stadi evolutivi, molto più rari, ma allo stesso tempo più potenti e distruttivi, sono i cosiddetti MCC (Mesoscale Convective Complex), ossia sistemi temporaleschi a larga scala ancora oggi poco conosciuti.

I MCC sono molto rari poichè si sviluppano in situazioni molto particolari, in contesti di elevata instabilità nei vari strati della troposfera.

Il MCC può essere definito come un grosso sistema temporalesco formato dall’unione di vari MCS ravvicinati tra loro e molto vigorosi, oppure può essere visto come un grande MCS di notevoli dimensioni, con una struttura interna molto possente.

Dalle immagini satellitari gli MCC appaiono sotto forma di grossi sistemi nuvolosi di forma tondeggiante, ovale o anche ellittica e ricoprono aree geografiche piuttosto vaste, anche per centinaia di chilometri.

La loro genesi sovente è causata dal passaggio di intensi “CUT-OFF” che provocano dei severi e improvvisi raffreddamenti alle alte quote troposferiche.

Ma MCC particolarmente potenti possono nascere anche dentro il settore caldo di una profonda circolazione depressionaria, specie nelle situazioni particolari in cui l’aria molto fredda in quota giunga molto davanti all’ingresso frontale nei bassi strati, scorrendo sopra il flusso caldo e umido del settore caldo.

Ciò determina sempre fortissimi “gradienti termici verticali” con il conseguente sviluppo di moti convettivi (correnti ascensionali) di estrema violenza.

Non per caso nei MCC il “top” delle nubi (ossia la parte sommitale dei cumulonembi che compongono la cintura temporalesca) deve registrare delle temperature inferiori ai -52°.

La caratteristica dei MCC è che una volta sviluppati possono durare per molte ore e scaricare impressionanti quantità di pioggia, con elevato rischio di eventi alluvionali, essendo sistemi ad elevato potenziale energetico.

Recentemente si è scoperto che il crollo barico originato dal passaggio di un MCC può favorire la formazione di una latente circolazione ciclonica nella media atmosfera che provoca un prolungamento dell’ondata di maltempo, con abbondanti precipitazioni che vanno ad invalidare le previsioni fatte dai principali modelli.

Infatti per i modelli è quasi impossibile individuare questi vortici ciclonici, se non durante il now/casting, non appena il MCC sarà appena transitato.

Questo tipo di perturbazioni temporalesche di grande potenziale sono però molto rare in Europa e nel Mediterraneo.

Le stagioni più adatte per la loro formazione sono la primavera e l’estate, specie tra i mesi di Luglio e Agosto, sul finire di intense rimonte di aria calda sahariana, portate dall’alta pressione algerina, che “arroventano” i terreni lungo le vaste distese pianeggianti del vecchio continente.

Gli MCC sono molto più frequenti, durante la stagione calda, negli Stati Uniti e sulla Cina centrale, dove spesso sono responsabili di acute fasi di maltempo.

La notevole attività baroclinica nelle grandi pianure meridionali statunitensi non sempre agevola la nascita dei MCC, in quanto per lo sviluppo di questo tipo di sistemi temporaleschi è fondamentale una particolare disposizione delle correnti (“Windshear”) che non sempre si verifica in occasione di un peggioramento derivato dal transito di un fronte freddo dai quadranti nord-occidentali.

Rispetto agli USA i temibili MCC risultano più frequenti nelle vaste aree interne della Cina centrale.

Nelle pianure centrali della Cina in estate si toccano valori di instabilità latente elevatissimi, con il “CAPE” (energia potenziale disponibile alla convezione) che tocca localmente i 6000 J/kg, un valore incredibilmente notevole, con valori termici elevati (sopra i +30° +32°) con umidità relativa superiore all’85-90 %.

Poi l’azione del “Jet Sream” in quota fa il resto del lavoro esaltando ulteriormente la convenzione.

Non esiste al mondo un luogo migliore in grado di fornire l’enorme mole di carburante necessario per la genesi di queste imponenti strutture temporalesche.

Ma grossi MCC possono interessare la Cina centrale anche nella stagione primaverile, non appena una intensa irruzione di aria gelida dalla Siberia orientale o dalle steppe mongole si versa verso la parte più meridionale del paese asiatico, contrastando con l’aria molto più calda e umida preesistente lungo la fascia sub-tropicale cinese.

Proprio nella stagione primaverile in Cina si sono osservati potenti MCC che sono rimasti in vita per 24 ore di fila, producendo nelle aree colpite eccezionali ondate di maltempo che sono purtroppo sfociate in gravi eventi alluvionali.

Gli MCC che colpiscono la Cina, e in parte anche le pianure statunitensi (specie nell’area fra Oklahoma, Kansas, Arkansas e Missouri), sono i principali responsabili delle straordinarie grandinate che occasionalmente devastano queste aree continentali, mietendo molti danni ad abitazioni e purtroppo anche vittime fra la popolazione.

Le distruttive grandinate che negli ultimi anni hanno interessato molte regioni della Cina centrale possono essere attribuite all’azione di queste perturbazioni.