A cura di Redazione MeteoWeb
La quinta tempesta di neve della stagione che ha colpito la regione di New York ha costretto alla cancellazione di centinaia di voli nei tre aeroporti, JFK, La Guardia e Newark.
Sono chiuse tutte le scuole pubbliche e anche numerosi uffici governativi, mentre i trasporti, dai bus alle metropolitane, hanno subito rallentamenti nel servizio.
Il sindaco della Grande Mela, Michael Bloomberg, ha dichiarato l’emergenza maltempo mentre un manto bianco di 37 centimetri ha ricoperto gran parte della metropoli. L’ondata di maltempo ha riguardato tutta l’estrema costa orientale degli Stati Uniti, da Washington a Boston.
La compagnia di trasporti del New Jersey ha sospeso i servizi e nella capitale si sono verificati black out della corrente. Il ’New York Times’ ha riferito che la tempesta di neve ha rallentato anche il rientro del presidente Barack Obama che, rientrando da un breve viaggio nel Wisconsin, e’ rimasto bloccato nel traffico per un’ora, dopo che il suo elicottero era stato costretto ad atterrare per il maltempo. (Adnkronos)
NEW YORK, 27 GEN – Un mese dopo la prima grande nevicata di Santo Stefano, con New York praticamente in ginocchio e severe critiche al sindaco Michael Bloomberg per avere sottovalutato la tempesta, il nord est degli Stati Uniti si e’ di nuovo ricoperto di bianco, con la maggior parte delle citta’ paralizzate: da Boston a Washington, passando per New York e Filadelfia. Come era successo alla fine dell’anno scorso, sono caduti tra i 40 e i 50 centimetri di neve, creando notevoli disagi nella circolazione in citta’, sulle strade e le autostrade, oltre a provocare la cancellazione di centinaia di voli, alcuni dei quali anche provenienti dall’Italia. Le scuole, in particolare, sono rimaste chiuse in molte grandi citta’, tra cui a New York, come anche molti degli uffici, vista l’impossibilita’ di raggiungere i centri cittadini. A Washington i dipendenti federali hanno avuto l’autorizzazione di iniziare il turno di lavoro tre ore dopo. La nevicata ha avuto conseguenze anche sulla trasferta, ieri in Wisconsin, del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Il suo rientro a Washington e’ stato rallentato al punto che per percorrere la ventina di chilometri che separano la base aerea di Andrews dalla capitale, Obama e la sua scorta hanno impiegato oltre un’ora. A New York il sindaco, Michael Bloomberg, ha proclamato lo stato d’emergenza, e ha chiesto sin da mercoledi’ sera agli autobus di restare al deposito, in modo da evitare i paurosi ingorghi di dicembre, causati anche dalle decine di mezzi bloccati per ore (in alcuni casi anche per giorni) dalla neve. In base ai calcoli del servizio meteo federale, nel nord est degli Usa le nevicate sono state gia’ del doppio circa rispetto alla media. E probabilmente non finisce qui, dato che nuove tempeste di neve sono annunciate nei prossimi giorni. Oltre New York, la neve ha paralizzato Washington, che era stata quasi risparmiata a fine dicembre. Sono caduti centinaia di alberi e migliaia di case si sono ritrovate questa mattina senza riscaldamento ne’ elettricita’. La situazione e’ analoga in diverse aree del New England, con centinaia di scuole chiuse in Connecticut e nel Massachusetts, dove l’aeroporto di Boston Logan e’ di fatto rimasto bloccato per ore.(ANSA)


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