Messinese: l’84% dei comuni

(ASCA) – Roma, 1 mar – Emergenza maltempo a Messina dopo che un nubifragio si e’ abbattuto sulla citta’ inondando le strade della frazione collinare Mili San Pietro. Danni e disagi anche nel villaggio di Cumia, a Giampilieri, con frane e colate di fango, e a Galati, dove il torrente ha straripato bloccando un cavalcavia e isolando gli abitanti della zona. Il maltempo, si legge sul giornale online ”La Sicilia.it”, ha interessato la zona tirrenica della citta’ dello Stretto con ripercussioni fino a Villafranca Tirrena. Una frana si e’ abbattuta sulla A20 Messina-Palermo all’altezza della galleria ”Telegrafo”. Problemi anche sulla Ss 113, dove decine di persone sono rimaste bloccate all’interno delle auto. ”L’84% dei Comuni della provincia di Messina – evidenzia la Coldiretti – e’ considerato a rischio per frane e alluvioni anche per effetto della progressiva cementificazione del territorio che ha sottratto terreni fertili all’agricoltura”. ”La situazione di Messina con ben 91 comuni a rischio si conferma piu’ grave rispetto alla media nazionale in Italia dove – precisa l’organizzazione agricola – ci sono 5.581 comuni, il 70 per cento del totale, a rischio idrogeologico dei quali 1.700 sono a rischio frana e 1.285 a rischio di alluvione, mentre 2.596 sono a rischio per entrambe le calamita’. All’elevato rischio idrogeologico in Italia non e’ certamente estraneo il fatto che un territorio grande come due volte la regione Lombardia, per un totale di cinque milioni di ettari equivalenti, e’ stato sottratto all’agricoltura che – afferma la Coldiretti – interessa oggi una superficie di 12,7 milioni di ettari con una riduzione di quasi il 27 per cento negli ultimi 40 anni”. ”Il progressivo abbandono del territorio e il rapido processo di urbanizzazione spesso incontrollata non e’ stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque ed e’ necessario intervenire per invertire una tendenza che mette a rischio la sicurezza idrogeologica del Paese. Una situazione aggravata dai cambiamenti climatici in atto che – conclude la Coldiretti – si manifestano con una maggiore frequenza con cui si verificano eventi estremi, sfasamenti stagionali, maggior numero di giorni consecutivi con temperature estive elevate, aumento delle temperature estive e una modificazione della distribuzione delle piogge”.