Roma, 2 feb. (TMNews) – Solo il giorno potrà dire quanti danni avrà causato il ciclone Yasi, nel nord del Queensland. Perché Yasi si è abbattuto con tutta la sua forza (categoria 5, la più alta nella scala di classificazione) sulle coste nord-orientali dell’Australia nel buio, durante una delle notti più attese e terribili del Paese. In pochi stanno dormendo: la gente continua, su Twitter e i social network, a raccontare quanto sta avvenendo, ma in realtà nessuno lo sa con esattezza. Solo la luce, tra un paio d’ore, comincerà a mostrare gli effetti del passaggio del ciclone più potente degli ultimi 100 anni in Australia. Yasi ha bussato alle porte del Queensland a mezzanotte, vicino a Mission Beach, tra Innisfail e Cardwell, circa 1.500 chilometri a nord di Brisbane. Ma la furia del ciclone è stata avvertita per centinaia di chilometri da Cairns (a nord) a Townsville (a sud). I venti che soffiano a 290 chilometri all’ora non hanno certo finito di spaventare la zona, nonostante l’Ufficio di meteorologia lo abbia declassato a categoria 4, circa un’ora fa. Il ciclone si muove a circa 33 chilometri all’ora, dirigendosi verso l’interno del Paese: anche Mount Isa, che si trova a oltre 1.800 chilometri da Brisbane, dovrebbe essere colpita dalla sua forza. Per ora, si sa che circa 90.000 abitazioni sono rimaste senza elettricità, tra cui tutte quelle di Townsville, e che centinaia di case sarebbero state scoperchiate. Ma il timore è che queste notizie possano presto finire in secondo piano, di fronte alla devastazione che Yasi potrebbe lasciarsi alle spalle, finita la notte di terrore.


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