A cura di Giovanni Simonelli
Scopriamo insieme cosa ci riserva per questo mese di febbraio la volta celeste. Il Sole si trova nella costellazione del Capricorno fino al 16, quando passa nella costellazione dell’Acquario.
1 febbraio: il sole sorge alle 7.25; tramonta alle 17.26
15 febbraio: il sole sorge alle 7.08; tramonta alle 17.44
28 febbraio: il sole sorge alle 6.49; tramonta alle 18.00
La durata del giorno aumenta di 1 ora e 10 minuti dall’inizio del mese.
(Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana).
Mercurio: mese sfavorevole all’osservazione dell’elusivo Mercurio. Il pianeta inizialmente si trova molto basso sull’orizzonte orientale, al mattino, praticamente impercettibile tra le luci dell’alba. Con il passare dei giorni Mercurio si avvicina sempre più al Sole, con cui si trova in congiunzione il giorno 25. Dovremo attendere il mese prossimo per poterlo osservare nuovamente, ma alla sera, subito dopo il tramonto.
Venere: è ancora ben visibile prima del sorgere del Sole. Nell’arco di poche settimane l’altezza sull’orizzonte però diminuisce sensibilmente, così che l’intervallo di osservabilità si riduce di circa un’ora. Pertanto se ad inizio mese Venere sorge circa 3 ore prima del Sole, alla fine il luminosissimo pianeta appare all’orizzonte ad Est solo due ore prima del Sole. Il pianeta proprio all’inizio del mese lascia la costellazione dell’Ofiuco e fa il suo ingresso nel Sagittario, che attraversa quasi per intero.
Marte: il pianeta si trova nella costellazione del Capricorno, ma è del tutto inosservabile, trovandosi in congiunzione con il Sole il giorno 4.
Giove: : l’altezza del pianeta sull’orizzonte occidentale si riduce ulteriormente, limitando l’intervallo di osservabilità alle prime ore della sera. Giove anticipa sempre più il suo tramonto e si avvia al termine del lungo periodo di osservabilità serale. Relativamente allo spostamento del pianeta tra le costellazioni, va segnalato un evento particolare: l’ingresso, il 25 febbraio, nella costellazione della Balena, che per un breve tratto interseca l’eclittica, rappresentando quindi a tutti gli effetti la 14a costellazione zodiacale (essendo Ofiuco la 13a). Giove lascia quindi temporaneamente la costellazione dei Pesci.
Saturno: il pianeta anticipa sensibilmente il suo sorgere, facendo la sua apparizione sull’orizzonte orientale già prima della mezzanotte. E’ possibile quindi osservarlo per buona parte della notte: con il passare delle ore Saturno si eleva sempre più, a Sud-Est, per poi raggiungere la massima altezza a Sud alcune ore prima dell’alba. Per l’intero anno 2011 Saturno rimarrà nella costellazione della Vergine.
Urano: il pianeta è orma osservabile solo nelle prime ore della sera. Dopo essere stato per diversi mesi molto vicino a Giove, quest’ultimo si allontana, mentre Urano rimane più basso sull’orizzonte, nella parte più occidentale della costellazione dei Pesci. La luminosità di Urano è al limite della soglia accessibile all’occhio nudo, per poterlo osservare è necessario quindi l’uso del telescopio.
Nettuno: il giorno 17 si trova in congiunzione con il Sole, pertanto è del tutto inosservabile. Il pianeta si trova nella costellazione dell’Acquario, dove rimarrà molti anni.
Plutone :Plutone sorge qualche ora prima dell’alba, quindi è possibile osservarlo basso sull’orizzonte orientale poco prima del sorgere del Sole. Il pianeta si trova ancora nella costellazione del Sagittario, dove è destinato a rimanere fino al 2023. Per la sua luminosità molto bassa lo si può osservare solo con l’ausilio di un telescopio di adeguata potenza.
Comete del Mese
Lo scorso mese ci eravamo lasciati parlando delle comete luminose del 2011, segnalando che non si preannunciava un anno particolarmente interessante stando ai dati in possesso. A fine dicembre però, è stata affinata l’orbita di una cometa scoperta da poco, la C/2010 X1 Elenin. La nuova traiettoria calcolata sembra poter portare l’oggetto a brillare al di sotto della quarta magnitudine nel prossimo mese di settembre. Speriamo i dati siano confermati da nuove osservazioni. In questo caso la Elenin diverrebbe la cometa più luminosa dai tempi della 17/P Holmes (autunno 2007). Buone notizie anche dalla già segnalata C/2009 P1 Garrad, altro atteso oggetto del 2011 che, seppure ancora lontanissima dal perielio (attualmente è distante oltre 4 U.A. dal Sole), viene segnalata molto più luminosa del previsto dagli osservatori dell’emisfero australe. Pur andando con i piedi di piombo, potrebbe essere un ottimo segno.
P/103 Hartley 2 Ma veniamo al presente, purtroppo tristemente a secco di oggetti di un certo spessore. La 103/P Hartley, comodissimamente osservabile in prima serata, risulterà l’ unica cometa di luminosità decente. A inizio mese la sua magnitudine dovrebbe superare di poco la decima grandezza, ma bisognerà fare i conti con il suo aspetto diffuso che la rende poco appariscente. Trascorrerà l’intero periodo considerato all’interno della costellazione dell’Unicorno, percorrendo in direzione nord un tragitto di 7,5° circa. Il primo di febbraio sarà posizionata meno di mezzo grado a est dell’ammasso aperto M 50. Sarà questo l’unico incontro interessante che l’oggetto farà. Nei primi giorni del mese raggiungerà la massima altezza sull’orizzonte verso le 22.30 mentre a fine mese la culminazione avverrà già verso le 21.00.
Vista la scarsità di proposte osservative, che occupano uno spazio minimo, ho pensato di ricordare qualche mostro sacro del passato. Chissà che porti bene. Sarà un appuntamento che vi terrà compagnia per qualche mese (se le cose non si smuovono), in attesa dell’arrivo di nuovi oggetti da osservare.
Ottobre 1965: si accende la mostruosa Ikeya-Seki Quando si parla di grandi comete, un posto di primo piano spetta sicuramente alla C/1965 S1 Ikeya-Seki. Al momento della scoperta, avvenuta il 18 settembre 1965, brillava di ottava magnitudine e si trovava nei pressi di Alphard, la stella alfa dell’Idra. Sarebbe passata al perielio circa un mese dopo, sfiorando il Sole. A scovarla indipendentemente furono i giapponesi Kaoru Ikeya, noto amatore ancora in attività, scopritore di altre 6 comete tra cui la notevole P/153 Ikeya-Zhang e la recentissima C/2010 V1 Ikeya-Murakami e l’astronomo Tsutomu Seki, a sua volta autore di altre scoperte, in grandissima parte nel campo degli asteroidi. Una volta calcolata l’orbita si capì immediatamente di avere a che fare con uno di quegli oggetti definiti sungrazing, ovvero che sfiorano o si tuffano nel Sole. Il 21 ottobre la cometa sarebbe infatti transitata a soli 450,000 Km. dalla superficie della nostra stella risultando probabilmente molto luminosa. Quel giorno la cometa si frantumò in tre pezzi raggiungendo l’ incredibile luminosità di -10 magnitudini (forse anche più) e fu vista in pieno giorno a occhio nudo nascondendo il Sole con una mano. Verso fine ottobre, allontanatasi prospetticamente dall’accecante astro diurno, mostrò una coda di 20/25°. Il periodo orbitale dell’oggetto è stato calcolato essere di 880 anni. La Ikeya-Seki fa parte del Gruppo di Kreuz che, secondo una teoria, è stato generato da una cometa di grandi dimensioni che si sarebbe frammentata secoli fa dando origine a più oggetti tra cui appunto la grande cometa del 1965. La Ikeya-Seky è stata una delle comete più brillanti di sempre.
La posizione della 103/P Hartley è calcolata per le 22.30 ora solare. la cartina riporta stelle fino alla mag. 10


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