Roma, 12 mar. (TMNews) – Già duramente colpito dal devastante terremoto/tsunami di ieri, il Giappone nordorientale deve ora affrontare una pericolosa crisi nucleare. L’edificio che ospita il primo reattore della centrale Fukushima-1, che già da ieri era oggetto di un disperato intervento per abbassare la pressione, è saltato in aria, disperdendo nell’ambiente radioattività in quantità preoccupante.
Nell’esplosione, secondo quanto ha riferito l’Agenzia per la sicurezza nucleare, quattro dipendenti sono stati feriti. La deflagrazione è avvenuta alle 15.36 locali (7.36 in Italia). Pochi minuti dopo, s’è innalzato fumo dall’edificio, il cui tetto e le cui mura sono crollati.
L’esplosione è stata accompagnata da un innalzamento netto dei livelli di radioattività. Nell’area circostante alla centrale, il livello di radioattivià s’è alzato a 1.015 microsievert (il siervert è un’unità di misura dei danni provocati dall’esposizione radioattiva, ndr.) per ora. Un individuo in condizioni normali è esposto a 0,05 microsievert l’ora. Secondo gli esperti, si tratta di livelli di radioattività per ora pari a quelli che vengono assorbiti da un individuo in condizioni normali in un anno. Ben oltre i livelli di tolleranza umana.
E intanto continua ad aggravarsi il bilancio del terremoto, seguito dallo tsunami che ha devastato ieri il Giappone nordorientale. Secondo una stima effettuata da Japan News Network, i morti sono 840 e i dispersi sono 1.500. Si tratta di una stima del tutto provvisoria, che secondo gli osservatori potrebbe essere destinata a gonfiarsi.
L’esercito giapponese ha intanto rinvenuto tra i 300 e i 400 corpi senza vita nel porto di Rikuzentakata, nel nord est del paese.


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