(AGI) Roma, 15 mar. – Se la temperatura del nocciolo dei reattori danneggiati dallo tsunami in Giappone dovesse salire ulteriormente la nuvola radioattiva che in queste ore si sta accumulando sopra l’area di Fukushima e si dirige anche verso Tokyo, potrebbe fare il salto di qualita’ e diffondersi a livello continentale e arrivare addirittura negli Usa. Gli scenari che vengono descritti dagli esperti intervistati nel sito www.climascienza.it sono molto preoccupanti. “Per il momento – spiega al sito web Vincenzo Ferrara, climatologo dell’Enea – possiamo fare scenari di massima e di minima. Se la temperatura sale e se la fuga di radiazioni rimarra’ attiva per diversi giorni (scenario di massima) allora l’ipotesi che quasta possa estendersi anche fino alla Costa occidentale dell’America Settentrionale e Centrale diventa concreta. Anche se va detto che la distanza da coprire sarebbe di circa diecimila chilometri e in quel caso la nube sarebbe piuttosto diluita. Se invece la temperatura rimane relativamente bassa e la nube radioattiva non supera i 1.000-1500 metri di altezza (scenario minimo) allora le ripercussioni saranno solo a livello locale con un raggio di dispersione della nube al massimo di 400 chilometri”.


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