Fukushima: radiazioni basse, no ad avvelenamento acuto

(ANSA) – ROMA, 14 MAR – Almeno secondo le comunicazioni ufficiali, finora le dosi di radiazioni registrate al di fuori della centrale giapponese di Fukushima sono ben al di sotto di quelle che provocano avvelenamento: il valore di 1557,5 microSievert registrato ieri infatti e’ mille volte piu’ basso della dose a cui si registrano i primi danni biologici acuti. Secondo le tabelle internazionali, i primi effetti sulla salute si hanno con un’ora di esposizione tra 0,1 e 0,5 Sievert, che causa una diminuzione temporanea dei globuli bianchi. Da 1 a 2 Sievert si ha invece un avvelenamento radioattivo lieve, con nausea, vomito e depressione del sistema immunitario. L’avvelenamento radioattivo grave si ha invece con un’esposizione di 3 Sievert, che comporta la morte del 50% dei pazienti entro 30 giorni. Sopra i 6 Sievert invece la mortalita’ e’ del 100% in assenza di terapie drastiche come il trapianto di midollo osseo. I danni provocati dalle radiazioni ionizzanti sono principalmente derivati dalla rottura dei legami chimici all’interno dell’organismo, a cui sono particolarmente sensibili le cellule dell’apparato gastrointestinale e i globuli bianchi. Il primo intervento che si mette in atto in caso di contaminazione e’ il lavaggio accurato della persona esposta, per minimizzare la quantita’ di radiazioni ricevute. Alcuni farmaci possono contrastare i danni ai globuli bianchi, mentre nei casi piu’ gravi si ricorre appunto al trapianto di midollo. Per quanto riguarda i danni a lungo termine, quelli piu’ difficili da quantificare, le radiazioni danneggiano il Dna delle cellule, provocando tumori e danni a carico dell’apparato riproduttivo. Uno dei tumori piu’ frequenti e’ quello della tiroide, il cui rischio puo’ essere minimizzato somministrando tavolette di iodio subito dopo l’esposizione.