Roma, 24 mar. – (Adnkronos/Adnkronos Salute) – Una serie di farmaci per combattere la cosiddetta ‘sindrome acuta da radiazioni’ e’ gia’ stata sperimentata sull’uomo e potrebbe presto arrivare sul mercato. Lo riporta il nuovo numero di ‘Nature Medicine’, che rivela come, sulla scia della crisi nucleare innescata dal terremoto e dallo tsunami in Giappone, diverse piccole aziende di biotecnologie siano in competizione per sviluppare la prima terapia approvata contro gli effetti acuti delle radiazioni. La minaccia di cedimento dell’impianto nucleare di Fukushima ha spinto milioni di persone in tutto il mondo a fare scorta di ioduro di potassio. Un prodotto che, pero’, offre protezione solamente contro i rischi a lungo termine di cancro della tiroide. E potrebbe fare ben poco, invece, per evitare gli enormi effetti negativi che un’esplosione del sito comporterebbe per i dipendenti dell’impianto e il personale che sta intervenendo per arginare il rischio di una catastrofe. Ed e’ proprio in questo caso che entrerebbero in azione i nuovi farmaci: prodotti sperimentali come il Cblb502 di Cleveland Biolabs e l’Ex-Rad di Onconova potrebbero promuovere la sopravvivenza delle cellule e proteggere i tessuti danneggiati esposti alle radiazioni. Il Clt-008 di Cellerant Therapeutics potrebbe persino stimolare la sostituzione delle cellule staminali del sangue perse a causa dell’esposizione alle radiazioni. Questi farmaci sono stati sviluppati secondo le norme della Food and Drug Administration (Fda) sulla sperimentazione animale, che richiedono numerosi dati di efficacia su topi, ma solo di sicurezza nell’uomo. E dal momento che molti di questi medicinali hanno gia’ superato i test di sicurezza umana a pieni voti, potrebbero arrivare sul mercato in tempi brevi.


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