(AGI/REUTERS) – Tokyo, 30 mar. – Le autorita’ giapponesi hanno rilevato un livello di radioattivita’ oltre 3.000 volte superiore al limite consentito, nell’acqua di mare al largo dei disastrati impianti nucleari di Fukushima. E adesso Francia e Usa corrono in aiuto del Giapopne per contenere la radioattivita’ e controllare la situazione dell’impianto, che ha ulteriormente aggravato la situazione dopo il terremoto e lo tsunami dell’11 marzo. L’aiuto esterno sembra assolutamente necessario se il governo giapponese stesso ha ammesso di non poter dire quando riuscira’ a riportare la situazione sotto controllo: “Stiamo studiando varie misure, ma in questa fase non siamo in grado di dire quando controlleremo di nuovo la situazione”, ha ammesso Yukio Edano, portavoce del governo nipponico. In questa fase, due dei sei reattori della centrale di Fukushima Daiichi -il 5 e il 6- sono considerati sotto controllo dalla societa’ che gestisce l’impianto, la Tokyo Elecric Power (Tepco), ma gli altri quattro sono in una situazione assolutamente instabile. Le barre di combustibile dei reattori 1,2 e 3 sono danneggiate e perdite di radioattivita’ sono altamente probabili. Il premier Naoto Kan, ha avuto una conversazione telefonica con il presidente americano, Barack Obama, e i due capi di Stati hanno concordato che una stretta collaborazione tra i due Paesi e’ evitare per gestire la situazione a Fukushima. Il dipartimento dell’Energia Usa prevede di inviare in Giappone robot che potrebbero andare piu’ vicino al nucleo dei reattori e alle piscine che contengono il combustibile esausto. Obama ha promesso anche aiuti per le popolazioni sinistrate, a breve e nel lungo termine. Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, che detiene la presidenza di turno del G20 e del G8, andra’ a Tokyo giovedi’; e in tal modo sara’ il primo leader straniero in visita in Giappone dopo il disastro. La Francia ha gia’ inviato due esperti in Giappone – uno del gruppo energetico Areva, un altro della Commissione per l’Energia Atomica (Cea)- per aiutare la societa’ che gestisce l’impianto, la Tokyo Electric Power (Tepco), fortemente criticata per la sua gestione della crisi. Nel frattempo, la Tepco ha spiegato che il suo Ceo, Masataka Shimizu, che non era stato piu’ visto in pubblico dal 13 marzo, e’ stato ricoverato in ospedale martedi’ per alta pressione e vertigini; e ora e’ il presidente della Tepco, Tsunehisa Katsumata, ai comandi. La situazione sul terreno pero’ rimane molto critica: secondo l’agenzia per la sicurezza nucleare giapponese, l’acqua di mare vicino il reattore numero 1 di Fukushima Daiichi, contiene iodio radioattivo in quantita’ 3.355 volte superiori al limite legale. Hidehiko Nishiyama, vice-direttore generale dell’Agenzia, ha comunque minimizzato l’impatto potenziale di quest’acqua radioattiva sull’uomo, un po’ perche’ gli abitanti della regione sono stati evacuati, un po’ perche’ non c’e’ piu’ attivita’ di pesca nel settore. “Lo iodio-131 ha un tempo di dimezzamento di otto giorni e anche tenendo conto della sua concentrazione nell’ambiente marino, si sara’ considerevolmente diluito quando raggiungera’ le persone”, ha spiegato Nishiyama.


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