A cura di Giovanni Simonelli
Aprile si trova nella costellazione dei Pesci fino al giorno 18, quando passa nella costellazione dell’Ariete. Il 1° aprile: il sole sorge alle 6.56; tramonta alle 19.37. Il 15 aprile: il sole sorge alle 6.32; tramonta alle 19.53. Il 30 aprile: il sole sorge alle 6.10; tramonta alle 20.09.
La durata del giorno aumenta di 1 ora e 18 minuti dall’inizio del mese.
Mercurio: questo mese non è molto favorevole all’osservazione del pianeta. All’inizio tramonta quasi un’ora dopo il Sole, ma si abbassa repentinamente sull’orizzonte occidentale, fino a diventare inosservabile per la congiunzione con il Sole del giorno 9. Nella seconda parte del mese Mercurio ricompare al mattino, ma non è facile scorgerlo. Sorge meno di un’ora prima del Sole e scompare rapidamente tra le luci dell’alba.
Venere: per tutto il mese di aprile le condizioni di osservabilità rimangono sostanzialmente immutate, simili a quanto verificatosi alla fine del mese scorso. Venere è quindi ancora visibile al mattino, ma solo per un breve intervallo di tempo, dato che sorge appena un’ora prima del Sole. Possiamo quindi individuarlo quando è ancora molto basso sull’orizzonte orientale, ma in breve tempo il pianeta scompare tra le luci del mattino. Venere si trova nella costellazione dell’Acquario. Il 17 entra nei Pesci, ma negli ultimi giorni del mese, dal 27 al 30, attraversa un piccolo tratto della costellazione della Balena.
Marte: anche nel corso di questo mese il pianeta è praticamente inosservabile. Sorge poco prima del Sole e rimane ancora molto basso sull’orizzonte ad Est, dove compare quando il cielo è già rischiarato dalle prime luci dell’alba. Il pianeta attraversa gran parte della costellazione dei Pesci e per due giorni, tra il 10 e il 13 aprile, attraversa un brevissimo tratto della Balena.
Giove: il pianeta gigante è inosservabile. Il giorno 6 si trova in congiunzione con il Sole. A fine mese ricompare all’alba, molto vicino a Marte, quindi molto basso sull’orizzonte orientale, appena percepibile tra le prime luci del mattino. Giove si trova nella costellazione dei Pesci.
Saturno: è arrivato il periodo ideale per ammirare il “Signore degli anelli”. Il giorno 4 Saturno è all’opposizione, sorge quindi quando il sole tramonta, rimane visibile per l’intera notte e tramonta quando il Sole sorge. Possiamo quindi osservarlo agevolmente, in particolare nello ore centrali della notte, quando il pianeta culmina a Sud. Saturno si trova nella costellazione della Vergine, dove rimane per tutto anno.
Urano: dopo la congiunzione con il Sole del mese scorso, il pianeta è praticamente inosservabile. Il giorno 3 è infatti in congiunzione con Marte, estremamente basso sull’orizzonte orientale. A fine mese tuttavia l’altezza sull’orizzonte aumenta significativamente: troviamo il pianeta nei pressi di Venere, con cui si trova in congiunzione il 22. La luminosità di Urano è comunque al limite della soglia accessibile all’occhio nudo, pertanto per l’osservazione è necessario l’uso del telescopio. Il pianeta si trova nella costellazione dei Pesci.
Nettuno: il pianeta è osservabile al mattino, poco prima dell’alba, ancora piuttosto basso sull’orizzonte a Sud-Est, poco più in alto rispetto a Venere. Data la sua bassa luminosità, il pianeta non è osservabile ad occhio nudo e per individuarlo è necessario l’uso di un telescopio. Nettuno si trova nella costellazione dell’Acquario, dove rimarrà molti anni.
Plutone Plutone è osservabile nella seconda parte della notte ; poco prima del sorgere del Sole il pianeta culmina. Il pianeta si trova ancora nella costellazione del Sagittario, dove è destinato a rimanere fino al 2023. Per la sua luminosità molto bassa lo si può osservare solo con l’ausilio di un telescopio di adeguata potenza.
LE COMETE
Anche in marzo gli osservatori di comete, nella stragrande maggioranza, hanno riposato, limitandosi tutt’al più a una revisione dei ferri del mestiere e a pulire specchi, lenti, lastre e oculari, in modo da essere prontissimi per gli oggetti che verranno. Uno di questi, da osservazioni recenti, sembra poter essere osservabile in aprile: la C/2011 C1 Mc Naught infatti, cinquantottesima scoperta di Robert H. Mc Naught, verso fine marzo è stata stimata di magnitudine 10,1, molto più luminosa del previsto anche se piuttosto stemprata sul fondo cielo. Se manterrà questo trend anche in aprile, dovrebbe quindi essere alla portata di strumenti dal diametro non esagerato. Chi può si metta dunque a caccia dell’unico oggetto abbordabile in questo periodo di vacche magre, che sarà osservabile poco prima dell’alba, piuttosto basso, mentre sfreccia tra le stelle dell’Acquario nella prima quindicina del mese, per passare successivamente in Pegaso, fare una capatina veloce nei Pesci e infine concludere aprile nuovamente in Pegaso, nella parte meridionale della costellazione. Gli amanti degli incontri celesti potranno ammirare, l’otto aprile, il passaggio della Mc Naught circa un grado a nord del luminoso globulare M 2.


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