Padova, 12 apr. – (Adnkronos) – L’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto continua a seguire l’evoluzione della situazione radiologica a seguito degli incidenti ai reattori nucleari in Giappone tramite la propria rete di monitoraggio della radioattivita’. Il controllo giornaliero ordinario eseguito sui campioni di particolato atmosferico raccolti dalla mattina del 11 alla mattina del 12 aprile non ha evidenziato nelle tre stazioni Arpav di monitoraggio (esemplificative di tutta la regione) presenza di radionuclidi gamma emittenti da fallout al di sopra dei limiti di sensibilita’ della metodica. Tramite misura prolungata (si tratta di misure di approfondimento, finalizzate a migliorare la sensibilita’ analitica rispetto ai controlli giornalieri ordinari sul particolato atmosferico) sull’insieme di campioni di particolato atmosferico raccolto nelle stazioni Arpav nella settimana dal 4 aprile all’11 aprile si e’ avuta conferma della presenza in tracce di Iodio 131 (decimi di millesimo di Bq/m3) e di livelli ancor piu’ residuali di Cesio 137 e Cesio 134 (centesimi di millesimo di Bq/m3); gli altri radionuclidi gamma emittenti da fall out non sono risultati rilevabili. L’Arpav segnala che, con riferimento alle tracce di radionuclidi rilevate in questi giorni anche in Veneto, gli organismi nazionali di riferimento di sanita’ e ambiente indicano che esse ”non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario”. Gli esiti delle misure in continuo di dose gamma si attestano sempre sui valori del fondo ordinario di radiazione.


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