Da Save the Children un decalogo per i bimbi nelle emergenze

L’AQUILA, 4 APR – Un vademecum in 10 punti su come proteggere i bambini e gli adolescenti nelle emergenze e rafforzare la capacita’ dei minori e delle comunita’ di prevenire e rispondere a future catastrofi naturali. Sono gli obiettivi e i contenuti del decalogo elaborato da Save the Children con un gruppo di esperti, presentato oggi all’Aquila nel convegno ”Proteggere i bambini nelle emergenze”. E’ un primo passo per arrivare a un protocollo operativo per la protezione dei minori in emergenza. ”Con il decalogo e il successivo protocollo operativo Save the Children mira a far dotare l’Italia di procedure condivise e standardizzate per la protezione e l’aiuto ai bambini in situazioni di emergenza”, dice Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia. ”A livello di linee-guida nazionali non sono previsti interventi ad hoc per i minori colpiti, come per esempio la creazione di quelle che Save the Children chiama ”aree a misura di bambini”, realizzate da Save the Children in alcune tendopoli all’Aquila subito dopo il sisma e anche adesso, per esempio, in Giappone”, prosegue Valerio Neri. ”Ma anche nella fase di post emergenza e ricostruzione, tanto piu’ in un paese ad alto rischio di eventi calamitosi quale e’ l’Italia, sono necessari interventi sistematici di prevenzione e riduzione dei rischi che prevedano un coinvolgimento dei bambini e degli adolescenti, a partire dalle scuole”, conclude Valerio Neri. Oltre il 5% dei bambini aquilani da 3 a 14 anni presenta tuttora disturbi legati all’ansia, come mancanza d’attenzione e lamentele somatiche, e oltre il 7% dei ragazzi da 6 a 14 anni soffre di sindrome post-traumatica da stress che si manifesta con paura intensa. ”La sofferenza emotiva di tanti bambini e adolescenti, l’assenza di adeguati spazi di socializzazione, l’emorragia di iscrizioni a scuola, sono tutti segnali che non possono essere sottovalutati e indicano una difficolta’ dei minori cosi’ come del resto della comunita’ a uscire da una dimensione di emergenza, insicurezza, paura”, sottolinea Raffaela Milano, responsabile programmi Italia-Europa di Save the Children. ”D’altra parte – conclude – mancano interventi specifici e strutturati nel tempo che aiutino i bambini e le loro famiglie a reagire e ritornare a una situazione di piena e positiva normalita’, oltre poi alle lentezze registrate sul versante della ricostruzione materiale della citta’ ”. (ANSA)