Giappone, si rischiano 10 anni di forte attività sismica

Washington, 12 apr. (Adnkronos/Washington Post)- Il tragico terremoto dell’11 marzo in Giappone potrebbe aver segnato l’avvio di una forte attivita’ sismica che durera’ una decina anni e aver aumentato i rischi di un grande terremoto lungo la vicina faglia della pianura di Kanto, dove si trova Tokio. A ritenerlo e’ il geofisico Ross Stein dell’istituto Geologico americano, che ha condotto una ricerca sul tema assieme a due colleghi giapponesi, fra cui Shinji Toda dell’universita’ di Kioto. “Passera’ probabilmente un decennio prima che si concluda la serie delle scosse di assestamento”, sostiene Stein, secondo il quale “e’ reale la possibilita’ di avere ampie, tardive scosse di assestamento a nord e a sud rispetto alla scossa principale”. Lo studio, pubblicato sulla rivista Earth planet Space, evidenzia anche la possibilita’ che la Fossa giapponese a est di Tokio sia sottoposta a maggiori pressioni sopo il sisma dell’1 marzo. Tokio si trova nella piana di Kanto, attraversata da diverse faglie, mentre in mare vi e’ il punto di incontro fra tre placche tettoniche. La capitale giapponese fu devastata da un terribile terremoto nel 1923, ma da allora l’edilizia antisismica nipponica ha fatto enormi progressi. E altri scienziati non condividono i timori di Stein. “Dal punto di vista scientifico potrebbe essere vero che il rischio e’ ora leggermente piu’ alto del normale, ma non in modo tale da richiedere particolari precauzioni”, afferma Robert Geller, geofisico dell’universita’ di Tokio. Scettica Susan Hough dell’istituto geologico americano: “i grandi terremoti -sostiene- non arrivano a cascata come pezzi di domino”.