A cura di redazione Meteoweb
Dmitri Medvedev rinnova l’epopea dei cosmonauti russi. Nel giorno in cui si celebrano i 50 anni dalla folle orbita disegnata da Yuri Gagarin, il primo uomo nello spazio, il capo dello stato russo – erede diretto di quell’Unione sovietica che ingaggiò una corsa allo spazio con gli Stati uniti perfettamente speculare a quella corsa agli armamenti che fu tra le cause della fine dell’Urss – non ha dubbi.
La storia umana si divida tra un “prima” che l’uomo uscisse dall’atmosfera terrestre e un “dopo”. Al confine tra queste due ére, il viaggio del 12 aprile 1961 che portò Gagarin per un’ora e 48 minuti nell’orbita terrestre. “Io sono certo che è stato un evento assolutamente rivoluzionario e assolutamente simbolico, è stata una grande conquista per i cosmonauti sovietici”, ha affermato il capo dello stato russo ai reporter cinesi alla vigilia della sua partenza per la Repubblica popolare. “L’intero mondo – ha spiegato Medvedev – s’è diviso in quello che è accaduto prima del viaggio dell’uomo nello spazio e quel che è diventata l’era spaziale”. Per Medvedev, il primo viaggio spaziale con un uomo a bordo “resta un fondamentale spartiacque nello sviluppo del genere umano”. Il leader russo ha detto di essere “fiero” che il suo paese abbia fatto “questo primo passo”. La Russia festeggia oggi il cinquantenario con la stessa pompa di una festa nazionale. Al centro delle celebrazioni la figura di Yuri Gagarin, pluridecorato eroe nazionale. Il 12 aprile 1961 al grido dell’ormai celebre “andiamo” fu lanciato in orbita intorno alla Terra a bordo della navicella Vostok (Oriente) per ritornare dopo 108 minuti con un atterraggio rocambolesco.
Concorsi radio, programmi televisivi, cartelloni: il volto e il nome del primo uomo nello spazio da due settimane sono ovunque nelle grandi città russe. Il presidente Dmitri Medvedev, che ha ordinato uno spettacolo pirotecnico per celebrare l’evento a Mosca, ha visitato il centro di controllo alla periferia della capitale per collegarsi live con l’equipaggio della Stazione spaziale internazionale (Iss). Anche il capo del governo Vladimir Putin, in visita in Ucraina, non mancherà le celebrazioni del cinquantenario. “Impossibile ignorare l’evento” ha spiegato il suo portavoce Dmitri Peskov, facendo eco alle parole dello stesso premier che la settimana scorsa aveva definito Gagarin “un uomo che ha cambiato il mondo”. Il volo della Vostok rappresenta, storicamente, il simbolo della superiorità sovietica in campo aerospaziale sul nemico d’oltrecortina. Quattro anni dopo, l’Urss fu il primo paese a lanciare un satellite nello spazio, il famoso Sputnik. Anche se la Federazione è oggi l’unica in grado di portare astronauti sulla Iss, il paese ha perso la sua posizione dominante dopo il crollo dell’Urss e il calo dei finanziamenti al settore. I programmi spaziali russi hanno registrato anche fallimenti, come quello del sistema di navigazione satellitare Glonass che doveva fare concorrenza al Gps americano. Ma Mosca è decisa a tornare in carreggiata: il governo ha stanziato 800 milioni di dollari per costruire entro il 2018 una nuova stazione di lancio nella Russia orientale. Oggi per le missioni spaziali si usa la base di fabbricazione sovietica di Baiknur, in Kazakistan, la stessa da cui Gagarin partì per compiere l’impresa che lo portò nell’Olimpo degli eroi. Come tutti gli eroi, però, la sua fine fu tragica e prematura: il 27 marzo 1968, si schiantò a terrà mentre pilotava un piccolo caccia vicino Mosca. Solo pochi giorni fa, gli archivi presidenziali hanno rivelato che, probabilmente, motivo dell’incidente potrebbe essere stata una manovra sbagliata. Questo non comprime la dimensione fantastica dell’epopea dei cosmonauti, che ancora oggi dfa sognare. “Noi – ha detto Medvedev – tentiamo di fare esperimenti, tentiamo di usare nuove tecnologie nello spazio. Ma resta un sogno, naturalmente, il sogno di conquistare altri pianeti, altri sistemi stellari. Io non so se questo accadrà mai”. (TMNews)



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