Vittori: “50 anni dopo Gagarin, volare emoziona ancora”

A cura di redazione Meteoweb

A 50 anni dal volo di Yuri Gagarin e a 20 dal primo lancio dello shuttle, volare nello spazio continua ad essere un’emozione: parola di Roberto Vittori, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e colonnello dell’Aeronautica Militare, che il 29 aprile si prepara a partire con lo shuttle Endeavour per la Stazione Spaziale Internazionale.

E’ la sua terza volta nello spazio, ma la prima a bordo dello shuttle, in tempo prima che la storica navetta Usa vada in pensione. Vittori e’ salito per la prima volta nello shuttle pochi giorni fa, nella ’’prova generale’’ che simula tutte le operazioni che precedono il lancio. ’’Sembra una giornata come tante, ma poi ci sono i controlli medici e di indossa la tuta che protegge dalla perdita di pressione, cosi’ grande e ingombrante che si fa fatica a camminare’’, ha detto Vittori all’ANSA. ’’Poi con un pulmino si arriva alla rampa di lancio ed e’ impressionante vedersi alla base di una torre enorme, gigantesca’’. Poi con l’ascensore si sale lungo la colonna e ’’quando si arriva in cima si sente di passare dalla realta’ conosciuta allo spazio’’.

Ci si rende conto di non essere piu’ nel simulatore e il pensiero non puo’ non andare a Gagarin e al suo salto verso l’ignoto. ’’Tutto sommato, anche a distanza di 50 anni si continua a provare qualcosa di simile a quello che aveva provato Gagarin quanto si trovava davanti a un’incognita totale. Oggi – ha osservato – abbiamo un bagaglio di conoscenze superiori, anche se le esperienze sono simili’’. Nel volo del 29 aprile Vittori raggiungera’ la Stazione Spaziale Internazionale con l’Endeavour e, nella stiva dello shuttle, viaggera’ con lui un po’ di futuro. Con l’astronauta italiano arrivera’ sulla Stazione Spaziale lo strumento Ams (Alpha Magnetic Spectrometer), che andra’ a caccia di antimateria nello spazio. E’ il frutto di una grande collaborazione internazionale alla quale l’Italia partecipa con Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Nei prossimi 50 anni Luna e Marte potranno essere diventati i nuovi traguardi dell’esplorazione spaziale, ma secondo Vittori potranno arrivare novita’ interessanti dai velivoli ipersonici, destinati a colmare il gap che oggi separa i normali aerei dallo shuttle e che potranno fare la spola fra l’orbita bassa e la Terra. (ANSA)