ROMA, 22 MAG – “L’eruzione del Grimsvotn, il piu’ grande vulcano dell’isola, ha avuto pochissimo preavviso”. Lo afferma Mike Burton, vulcanologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) il quale non e’ sorpreso della ripresa dell’attivita’ eruttiva del vulcano. “L’Islanda, infatti – spiega – e’ potenzialmente una polveriera, con numerosi vulcani pronti a esplodere. Nessuno, pero’, e’ in grado di prevedere quando. Burton ricorda che “negli ultimi 100 anni hanno eruttato diversi vulcani: tutti sono a rischio, in particolare l’Hekla che si fa sentire ogni 10 anni. L’ultima sua eruzione dovrebbe risalire al 1999, ne e’ quindi attesa una nuova”. Si tratta, ha tenuto a precisare Burton, di “valutazioni puramente statistiche, che pero’ non consentono previsioni precise”. Tra i vulcani a rischio, ha ricordato Burton, c’e’ anche il Katla, quello con le maggiori quantita’ di materiale eruttivo emesso. Si trova a est del Eyjafjallajokull, il vulcano che l’anno scorso mise in ginocchio, per l’enorme quantita’ di cenere emessa, gli scali aeroportuali di mezza Europa. La produzione di polveri puo’ infatti costituire un problema per gli aerei: per questo le ceneri prodotte vengono monitorate dall’ente islandese gestore del traffico aereo attraverso i dati ricevuti dai singoli aeroporti che li rilevano via radar (in questo caso quello dello scalo di Keflavik). ”I radar aeroportuali – sottolinea Burton – consentono di prevedere il movimento e l’altezza raggiunta dalle polveri”. I movimenti delle ceneri sono anche visibili sul dito del Volcanic Ash Advisory Center (Vaac) che inoltre contiene l’elenco aggiornato degli spazi aerei chiusi. (ANSA)


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?